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venerdì 14 luglio 2017

Rassegna Stampa - 13 luglio 2017


Fondazione lirica e buche in strada La giunta Sboarina detta l’agenda
Stabilita la lista delle priorità estive in vista della prima riunione ufficiale convocata lunedì
Accelerazione sull’ente commissariato, sul filobus e sull’Arsenale. Dirigenti, Zanoni succede a Ortolani

giovedì 13 luglio 2017

VERONA Prima riunione (informale) della neonata giunta Sboarina, ieri mattina a Palazzo Barbieri. Nessun ordine del giorno, ma occhi puntati sulle priorità amministrative, su cui incentrare l’attività da oggi alle ormai vicine ferie d’agosto. L’elenco concordato è sintetico ma davvero impegnativo: Arsenale, filobus, Fondazione lirica, nomine negli enti. E strade.

Proprio su quest’ultimo tema l’assessore Marco Padovani sta preparando la prima delibera in assoluto, che riguarderà il finanziamento necessario per una serie di riasfaltature urgenti, in modo da coprire le relative buche. La delibera sarà varata nella prima riunione «ufficiale» di giunta, che si terrà lunedì prossimo, poche ore prima del primo consiglio comunale. Sul filobus, l’assessore Luca Zanotto dovrà affrontare il tema dei quattrini necessari a pagare le variazioni di percorso già decise, a partire dal sottopasso in zona città di Nimes, per collegare i due sottopassi realizzati nel 1990 dal sindaco Sboarina di allora (Gabriele) in occasione (e coi soldi) dei Mondiali di calcio. Sull’Arsenale è stata ribadita la posizione della nuova giunta: in attesa di aprire le buste della gara d’appalto (il 13 settembre) si studia ogni via possibile per bloccare il project di Italiana Costruzioni e cercare per il restauro una strada diversa, che mantenga la proprietà pubblica del compendio. È stato chiesto ai dirigenti di preparare una variazione di bilancio per mettere i 14 milioni disponibili (e finora destinati al contributo comunale per il project) a disposizione di interventi urgenti di manutenzione straordinaria del compendio, preparando velocemente anche i relativi progetti (che dovranno essere pronti entro fine anno, altrimenti quei soldi finiranno «in economia» e non saranno più spendibili per colpa del Patto di Stabilità).

Arsenale e filobus sono temi accomunati dal fatto che da domani sarà in pensione il dirigente che li ha sempre seguiti, l’ingegner Luciano Ortolani. In attesa di altre scelte, l’interim degli incarichi è stato affidato all’ingegner Giorgio Zanoni, che già segue l’iter del Traforo delle Torricelle e che concentra così nelle proprie mani una bella fetta del futuro della città. Quanto al Traforo, il sindaco ha chiesto di avere una relazione dettagliata sullo «stato dell’arte».

Sempre a proposito di dirigenti, mentre è confermata l’ipotesi di Fabio Gamba quale futuro direttore generale, si pensa a Matteo Gelmetti (in passato presidente della Prima circoscrizione) come possibile nuovo capo di gabinetto del sindaco. Tornando alla riunione di ieri, per la Fondazione lirica Sboarina accelera la corsa verso la fine del commissariamento e quindi verso la nomina del nuovo Consiglio d’Indirizzo e del nuovo Sovrintendente. Il sindaco ha chiesto di avere un cronoprogramma preciso dell’iter da seguire, per chiudere al più presto questa «parentesi» della storia areniana.


Infine si è parlato di enti. Le nomine ai vertici delle Aziende partecipate saranno fatte tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto. Su questo tema, il sindaco ha avuto un colloquio con la supermanager internazionale Carla Cico (già ad di Telecom Brasil e pronta a collaborare con Palazzo Barbieri a titolo gratuito) e ha dato indicazione a Daniele Polato di far agire tutte le Aziende in stretto collegamento col Comune, considerando quest’ultimo alla stregua del vertice di un’unica grande holding, in grado di coordinare ogni ramo d’attività.Nel pomeriggio, Sboarina ha poi partecipato alla Loggia di Fra Giocondo, alla sua prima assemblea dei sindaci veronesi, che ha approvato il bilancio di previsione 2017 della Provincia, votato poco prima all’unanimità dal Consiglio provinciale. All’Assemblea, presieduta da Antonio Pastorello, erano presenti 78 sindaci sui 98 del territorio provinciale.

Lillo Aldegheri ©

L'intervento
Arena, il bilancio e le cose (non) fatte

di Giorgio Benatti

Nei giorni scorsi dalla Fondazione Arena, attualmente commissariata, ci è pervenuta l’approvazione del bilancio consuntivo 2016 (oradisponibile sul sito della FAV) con un utile di esercizio di 367 mila euro. Grande soddisfazione e ampio consenso da parte di tutti. E’ proprio così? Solo in parte, ma andiamo con ordine. Una premessa. Un Commissario, sappiamo, opera tramite un accentramento dei poteri e un’azione in deroga. Dispone di molto potere per poter in breve modificare una situazione e può essere urticante e impopolare. Nella fattispecie che ci riguarda, il Commissario avrebbe dovuto dare attuazione al disposto dell’Art. 11 della Legge Bray (la 112/2013) secondo un preciso incarico ministeriale (dopo averne riscontrato le condizioni, come poi avvenuto, dato che si parlava di liquidazione coatta). Come stabilisce la legge, ben sette sono i contenuti inderogabili nel Piano di risanamento (Comma 1 lettere da a) fino a g), che non citiamo per brevità, ma di cui due non sono stati attuati: «cessazione dell’efficacia dei contratti integrativi aziendali in vigore» e «riduzione della dotazione organica del personale tecnico e amministrativo fino al 50% di quella in essere». La chiusura del Corpo di ballo e la sospensione delle attività per due mesi fanno capo al comma 1f: «l’individuazione di soluzioni idonee a riportare la fondazione, entro i tre esercizi finanziari successivi, nelle condizioni di attivo patrimoniale e almeno di equilibrio del conto economico». Uno strutturale (il Ballo) l’altro con valenza solo triennale. Entrambi si potevano evitare individuando altre tipologie di risparmio (come la mobilità, l’esternalizzazione di alcuni servizi e altro), ma tant’è. La manovra del Piano di risanamento è stata di 4 milioni, compreso 1 milione di pensionamenti. Risparmi che, come sappiamo, per buona parte non sono strutturali (i pensionamenti certamente ma il Ballo lo sarà a partire da gennaio 2017) ma riconducibili alla durata triennale del Piano dopodiché rientreranno a regime come costi. Tornando al bilancio 2016 appare subito evidente che il medesimo è stato chiuso con un utile derivante da una sopravvenienza attiva: 1,8 milioni di euro che la passata Amministrazione comunale (sindaco Tosi) aveva già concesso nel 2015 ma purtroppo pervenuti in Fondazione nel luglio dello stesso anno a bilancio ormai chiuso. Pertanto, a godimento nel successivo 2016. Senza questa posta attiva il bilancio 2016 sarebbe stato chiuso in perdita. Certo, nel Piano era prevista una quota di 1,5 mln in arrivo dal Comune nel 2016 ma nel bilancio ne sono stati poi contabilizzati 2,1 (1,8 + 0,3). Pertanto, senza i soldi del Comune non si poteva chiudere il bilancio in attivo. Oltre a questo importante contributo, aggiungiamo anche i 2 milioni pervenuti da Agsm? … e ne conosciamo il percorso. Vogliamo ringraziare la passata amministrazione? É nei fatti. Ciò, ovviamente, senza dimenticare che si è pervenuti all’attuale commissariamento causa la dissennata precedente gestione. Pertanto, il positivo risultato del bilancio 2016 non è la conseguenza di una benefica e strutturale impostazione che andrà a regime ma solo una gioia momentanea frutto di sopraggiunte poste attive a bilancio. Domanda: ma un Piano di risanamento serio, credibile, che sappia reggere il futuro, si basa anche su questi arrivi una tantum o su una propria realtà strutturale? Non era il caso di mettere mano ad un intervento radicale e profondo data l’occasione unica e irripetibile del commissariamento? Non le sembra, signor Commissario che un ente, un’azienda (ma anche un bilancio familiare) si debba dapprima saper sorreggere sulle proprie gambe, con quello che si ha e con quello che si riesce a produrre? Va da sé che se poi arrivano risorse aggiuntive le medesime verranno destinate alla crescita e al miglioramento del prodotto. Tali risorse aggiuntive non le possiamo considerare strutturali, no? Certo, se questo è il lavoro fatto, il futuro che ci aspetta è la riproposizione del passato. Ora, poi, arriveranno i 10 milioni della Bray, più altri 1,4 da un nuovo riparto extra Fus ed è facile confezionare un bilancio in attivo. Fino a quando? A margine, informiamo i nostri lettori che (sempre dal bilancio 2016), la visita della Guardia di Finanza in Fondazione (1 dicembre 2016 - 27 marzo 2017) ci costerà probabilmente (accantonamento) euro 1.668.000. Altro elemento a bilancio: nel mese di luglio e agosto 2016, col Commissario in carica, qualcuno si è dimenticato di versare sia l’Iva sia altre ritenute erariali e si è proceduto con «due ravvedimenti operosi» stimati complessivamente in euro 105.000 (diciamo, 200 milioni di vecchie lire). Ora attendiamo di vedere cosa farà la nuova amministrazione. Due le strade: continuità con quanto sopra o discontinuità con un importante progetto di rinnovamento del management e di rilancio dell’ente come annunciato in campagna elettorale.

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