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martedì 4 luglio 2017

ACUTI STONATI DI TOSI ALL'ARENA DI VERONA - dopo l'affossamento del Tempio della Lirica lasciato nelle mani di un perito agrario nominato Sovrintendente, il licenziamento del Corpo di Ballo, il Commissariamento, lascia in eredità alla Fondazione un buco di 26 milioni di euro - da "La Verità" del 4 luglio 2017


Il Melodramma di Verona

GLI ACUTI STONATI DI TOSI ALL’ARENA. IN EREDITA' LASCIA 26 MILIONI DI BUCO

Note stonate per Tosi - l'ex sindaco del dis-Fare lacia all'Arena di Verona in eredità 26 milioni di buco - l'ex leghista finito nell'abbraccio di Renzi in 10 anni ha affossato il tempio della lirica: un perito agrario nominato sovrintendente, il Corpo di Ballo licenziato, la Fondazione commissariata - l'esposto all'ANAC di Cantone

di Patrizia Floder Reitter - da LA VERITA' del 4 luglio 2017

Il «vincerò» del duo Patrizia Bisinella - FlavioTosi, coppia nella vita e nella disavventura delle ultime amministrative, non era un acuto. Si è spento sotto la schiacciante vittoria del neoeletto Federico Sboarina.
E mentre si prepara la nuova giunta, Verona in pieno festival lirico scopre che neppure l' Arena esce indenne dal decennio dell' ex sindaco del Fare! Dopo 14 mesi di commissariamento, la Fondazione Arena di Verona che prima come ente lirico, poi come fondazione privata, da oltre un secolo porta ogni estate il bel canto nell' anfiteatro conosciuto in tutto il mondo, è gravata da un debito che supera i 26 milioni di euro.
La stagione estiva musicale muove un giro d' affari di circa mezzo miliardo di euro, eppure i conti sono in rosso. Il bilancio 2016 della Fondazione, appena approvato, «registra un utile di esercizio di 367.000 euro», annuncia con soddisfazione il nuovo sovrintendente, Giuliano Polo, evidenziando solo poche cifre: «Un miglioramento della posizione finanziaria di 3,2 milioni di euro e minori debiti verso le banche per 2 milioni». Erano 8 milioni nel bilancio 2015, ne restano ancora 6, l' esposizione è di 26,5 milioni di euro quindi in realtà l' indebitamento è sempre molto pesante. Da anni.
Su sito del suo movimento Fare! con Tosi, nato nel 2015, l' ex leghista finito nell' abbraccio di Matteo Renzi ha messo una frase a effetto del politico statunitense Lewis Cass: «Le persone possono dubitare di ciò che dici, ma crederanno a ciò che fai». Ecco, guardiamo come è stata gestita in dieci anni di personalismi questa splendida manifestazione di musica operistica, che nel 2016 ha attirato a Verona più di 370.000 spettatori in soli due mesi. Divenuto primo cittadino nel 2007, Tosi premia l' amico Francesco Girondini, classe 1961, con una rapida e straordinaria carriera nel mondo della lirica scaligera.
Nel 2007, il perito agrario Girondini viene nominato direttore operativo della Fondazione Arena, per diventarne il sovrintendente nel 2008 (incarico ricoperto fino alla nomina del commissario straordinario Carlo Fuortes da parte del ministro Dario Franceschini, nell' aprile del 2016). Nel 2009 si aggiunge la carica di amministratore unico di Arena extra, società strumentale della fondazione, interamente partecipata dalla stessa; nel 2012, quella di amministratore unico di Arena Museo opera (Amo), costosa galleria di costumi originali, scenografie della fondazione, di cui poi diventa direttore.
Dopo la nomina dell' amico di Tosi, nel dicembre 2007 il compositore Giorgio Battistelli si dimise da direttore artistico della fondazione dichiarando: «Ero stato chiamato a innovare. Occorre un rinnovamento profondo. Non mi hanno permesso di lavorare. Ci sono persone che non producono nulla». Girondini orchestra indisturbato per quasi dieci anni, con risultati sconfortanti che culminano nel commissariamento dello scorso anno. Vengono tagliati gli stipendi dei dipendenti (erano 500 per un lavoro di due mesi l' anno), si licenzia il corpo di ballo ma le perdite restano pesantissime.
Nel 2009, per aumentare gli introiti si era tentata l' operazione Arena extra, controversa società pensata come braccio operativo della fondazione per iniziative collaterali alla lirica (come concerti rock).

A fine 2013, la fondazione cedette ad Arena extra costumi di scena e bozzetti, valorizzandoli 12,3 milioni di euro e riportandoli ad attivo patrimoniale (immobilizzazione finanziaria). Chi dava il materiale multimediale era il sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini. A ricevere era il direttore di Arena extra, sempre Girondini. Curioso. Sembra che l' unico scopo dell' operazione fosse coprire un buco della fondazione di 10 milioni di euro.

Dopo anni, i bozzetti restano lettera morta.
Michele Bertucco, il consigliere comunale ex pd che si era candidato sindaco per la lista civica Verona piazza pulita, pochi giorni fa è tornato a parlare dell' operazione Arena extra, definendola «bella operazione di finanza creativa che ebbe il risultato di rimettere a posti i conti del disastroso festival del centenario». Bertucco, riferendosi al bilancio 2016 di Arena extra, cita che «a pagina 7 il mancato ammortamento di questi beni (i bozzetti, ndr) viene giustificato con il fatto che gli archivi dopo tre anni non sarebbero ancora "disponibili", né "pronti all' uso"».

Il capitale di Arena extra ammonta a 90.000 euro. Dichiara 1 milione di euro di ricavi e quasi altrettanti di costi che sono un bel mistero, visto che essendo una srl e avendo autonomia patrimoniale, si rifiuta di dare spiegazioni. Con un solo dipendente, dove spende 1 milione di euro? Se i ricavi sono coperti dai costi, a cosa serve Arena extra? Girondini, sempre fedelissimo di Tosi, tuttora dirige la società senza ricevere compenso e sebbene ormai fuori dalla fondazione.

Nell'ottobre del 2016, infatti, l' ex sindaco lo nominò amministratore di un' altra fondazione, la Fondazione Cani & gatti - Giorgio e Antonella Fietta, nuovo centro di benessere animale a Verona.

Nei prossimi giorni sarà presentata all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) una segnalazione dal titolo Concessione del bene pubblico suscettibile di sfruttamento economico Anfiteatro Arena da parte del Comune di Verona a favore di privati, in assenza di evidenza pubblica e di procedure competitive. Si tratta di un corposo e dettagliato documento sui «rischi corruttivi connessi», che La Verità ha potuto esaminare in anteprima.
L' autore, nel richiedere l' intervento del presidente dell' Anac, Raffaele Cantone, ricorda che «il Comune di Verona da alcuni anni concede l' uso del bene pubblico anfiteatro Arena a privati organizzatori di eventi e spettacoli diversi dall' opera lirica. La concessione, inizialmente delegata alla Fondazione Arena di Verona, avviene ora con una procedura diretta del Comune di Verona, dietro pagamento di 40.000 euro per ogni serata di spettacolo e 30.000 per le serate di prove e montaggi».

La decisione viene presa «senza alcuna procedura competitiva o di evidenza pubblica, scegliendo tra i vari richiedenti con piena discrezionalità e in assenza di qualsiasi criterio di scelta qualitativa dell' evento». Nel 2016 furono concesse 42 serate a favore di 19 diversi organizzatori di spettacoli musicali. Quest' anno, fino a oggi sono già state programmate 31 serate organizzate da 14 diversi soggetti. Il redattore dell' esposto fa quattro conti: il pubblico che assiste agli spettacoli è numeroso, circa 12-13.000 spettatori che pagano biglietti di ingresso con un costo da 25 a 169 euro. L' incasso giornaliero varia da 325.000 a 500.000 euro.

«Oltre a tali proventi», prosegue la segnalazione, «essendo i vari spettacoli normalmente trasmessi alla televisione, producono anche un consistente incasso di diritti televisivi e canoni pubblicitari per svariati milioni di euro.

In alcuni casi vengono vendute migliaia di biglietti di ingresso al prezzo simbolico di 1 euro», precisa, riferendosi allo spettacolo di Adriano Celentano del 2012, quando per le due serate furono venduti a quella cifra 12.000 biglietti «per agevolare chi ha meno», dichiarò la moglie del Molleggiato, Claudia Mori. In realtà, si obietta nel documento, «per riempire l' anfiteatro e agevolare le riprese, perché il vero business sono la pubblicità e i diritti televisivi».


 L' autore segnala all' Anac l' irregolarità della procedura seguita dal Comune di Verona nella concessione dell' anfiteatro Arena e avanza il sospetto che «costituisca un gravissimo pericolo di rilevanti e diffusi fenomeni corruttivi che possono essere facilmente generati dalla dimensione degli interessi in gioco, dalla qualità-quantità degli operatori coinvolti».

1 commento:

  1. Ma quando si metterà la parola fine a questo schifo? Quando non sentiremo più parlare di tosi, girondini ecc?

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