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giovedì 29 giugno 2017

Sboarina, sull'Arena si parrà la tua "discontinuitade" da Tosi - di Cesare Galla da Vvox.it


Sboarina, sull’Arena si parrà la tua “discontinuitade” da Tosi     
Il neo-sindaco di centrodestra potrebbe cominciare facendo tornare in giunta un assessore alla cultura. Possibilmente autorevole


28 giugno 2017 - Cesare Galla

Cesare Galla
Nella notte del trionfale ballottaggio, la prima dichiarazione di Federico Sboarina da nuovo sindaco di Verona è stata la conferma della sua assoluta contrarietà a coprire l’Arena. Del resto, negli ultimi mesi soleva dire che i grandi amori della sua vita sono due, sua moglie e Verona. Strategia elettorale da uomo di destra, va da sé: patria e famiglia. Ma è pur vero che poche cose (forse solo la squadra di calcio dell’Hellas) hanno un tasso di veronesità “in purezza” come l’anfiteatro romano. Ora, il risultato elettorale dice anche, fra mille altre cose, che la linea del “non si tocca nulla” in questo campo ha funzionato.

Le elezioni sono state vinte dal candidato che per tutta la campagna elettorale, su Arena e Fondazione, si è collocato più lontano da Flavio Tosi. Mentre il sindaco uscente abbracciava definitivamente l’ipotesi della “gestione manageriale privata”, Sboarina affermava la sua fede nello “status quo” giuridico, cioè una Fondazione di diritto privato con una presenza determinante del pubblico. Mentre Tosi dava il via libera al concorso di idee targato Calzedonia per la copertura dell’Arena e si dichiarava pronto a sostenere l’idea ovunque e comunque, il suo avversario chiudeva orrificato la porta a ogni ipotesi concreta. Alla faccia delle mostre con i modellini e dell’asserita disponibilità del patron di Calzedonia, Sandro Veronesi, di finanziare anche la realizzazione dell’opera, costo stimato una decina di milioni.

Ma se la questione della copertura ha sempre avuto un che di astratto e velleitario, la crisi della Fondazione Arena è invece una realtà molto complessa e delicata, nonostante le sempre più frequenti dichiarazioni di fiducia e ottimismo. L’equilibrio nei conti, come appare nel bilancio 2016 appena reso noto, è infatti fragile perché appena riconquistato, mentre il riordino dell’intero settore – il cosiddetto Codice dello Spettacolo in discussione al Senato – riserva ogni giorno qualche novità, anche se forse ha un aspetto meno critico (in negativo) di quello che aveva qualche mese fa, quando sembrava che la maggioranza delle Fondazioni liriche fosse destinata al declassamento e al taglio dei contributi.

Su questo terreno, l’agenda del nuovo sindaco è comunque praticamente obbligata. La voce principale non è lo stop ai piani di privatizzazione, che almeno per ora è già nei fatti, ma la ricostituzione della governance della Fondazione, che sarebbe il segnale definitivo che l’emergenza è finita. Su questo tema si valuteranno – oltre le affermazioni di principio – la sottigliezza politica e la qualità nella progettazione culturale che Sboarina riuscirà a esprimere. L’una e l’altra sono le condizioni preliminari per un rilancio che potrebbe avere una inedita figura chiave nell’assessore alla cultura. A Verona il ruolo non esiste da anni: ora potrebbe diventare quello di un utile “ufficiale di collegamento” tra Comune e Fondazione. Tanto più efficace quanto più autorevole.

Con la crisi ormai alle spalle, presto sarà tempo di salutare il commissario straordinario e di ricostituire il Consiglio di Indirizzo, rigenerando il rapporto fra la città, le categorie economiche e la sua maggiore impresa culturale e turistica. E subito dopo di individuare la figura del nuovo sovrintendente, nomina che spetta formalmente al ministro ma nella quale il ruolo del sindaco è ovviamente fondamentale.

Polo si è già candidato al proseguimento e Sboarina ha avuto nei suoi confronti parole di rispetto e di stima. C’è da augurarsi però che non si vogliano bruciare i tempi. Si tratta di aspettare due mesi e mezzo, fino a quando non si avrà il bilancio del 95° festival areniano, iniziato nei giorni scorsi. A settembre, dovesse risalire il numero degli spettatori, dovessero essere buoni gli incassi, dovesse essere positivo il riscontro artistico, l’attuale sovrintendente si troverebbe in pole position per la riconferma. Soprattutto se nel frattempo si fosse aperto l’ombrello protettivo della legge Bray, che permette di ristrutturare il debito.

A quel punto, si potrebbe anche riaprire la discussione sulla convivenza in Arena di lirica e rock-pop, e sulla proposta dello stesso Polo, che vorrebbe affidata alla gestione della Fondazione qualsiasi attività nell’anfiteatro. Dopo quasi un decennio di resistenti opacità targate Arena Extra, su questo tema Sboarina potrebbe realizzare la prima vera discontinuità rispetto all’era Tosi. Ad autunno si capirà se ci saranno le condizioni generali, se avrà la forza e se troverà i modi per farlo.

fonte: http://www.vvox.it/2017/06/28/sboarina-sullarena-si-parra-la-tua-discontinuitade-da-tosi/

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