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mercoledì 28 giugno 2017

Rassegna Stampa - 28 giugno 2017


L’Arena in utile pronta a voltar pagina «Ora il commissariamento può finire»
Costi e debito, i numeri ufficiali del bilancio 2016. Polo: «Una mia conferma? Decide il ministro»

mercoledì 28 giugno 2017

VERONA La notizia è stata anticipata più volte, ma ora c’è la certificazione ufficiale. E ci sono anche i numeri nel dettaglio. Torna in utile la Fondazione Arena. Dopo due anni chiusi con pesanti passivi, i conti 2016 della fondazione lirico–sinfonica tornano in equilibrio, anzi, registrano un utile pari a 367 mila euro. Un’inversione di tendenza che è stata ratificata, venerdì scorso, con l’approvazione del bilancio da parte del commissario straordinario Carlo Fuortes. Un giorno che sembra destinato a diventare il simbolo della rinascita di Fondazione Arena. Venerdì, infatti, è stata la serata inaugurale del Festival lirico 2017, dell’esordio della nuova produzione di Nabucco, la prima dal 2013, e anche del ritorno a quella che dovrebbe essere la normalità per i conti del teatro.

Il pareggio di bilancio era peraltro una condizione vincolante nel piano di risanamento che era stato messo a punto dal commissario Fuortes. È frutto di stringenti economie, tra cui la chiusura del teatro per due mesi (ottobre e novembre 2016, con relativo tagli di stipendi) che, unito ad altre azioni, ha permesso di risparmiare 2,4 milioni di euro. Non è un caso che Fuortes ci abbia tenuto a ringraziare i lavoratori del teatro: «Esprimo grande soddisfazione per il risultato raggiunto con il bilancio 2016 sia per l’utile di esercizio che per l’importante inversione di tendenza che si registra sul piano dell’esposizione debitoria, elemento che ha determinato l’insorgere dello stato di crisi. Un particolare ringraziamento va al sovrintendente Giuliano Polo e a tutti i lavoratori del teatro che, con grande senso di responsabilità, hanno sostenuto l’indispensabile azione di risanamento con il raggiungimento di importanti risultati». Ma quello del ritorno all’utile non è l’unico elemento positivo nel bilancio appena approvato da Fondazione Arena. Il documento mette in evidenza minori debiti complessivi per 2 milioni di euro, l’esposizione passa così da 28,5 milioni a 26,5, una diminuzione di 1,6 milioni nei costi di produzione, oltre a minori interessi passivi per 500 mila euro e un miglioramento della posizione finanziaria netta di 2,2 milioni. A questi valori economici si aspetta sempre di poter aggiungere i 10 milioni che il ministero della Cultura potrà versare nelle casse della Fondazione una volta che la stessa sarà ammessa al percorso di risanamento della legge Bray. Molte volte è stata annunciata la prossimità del via libera, ma il commissario preferisce non sbilanciarsi su una data precisa: «L’acquisizione, ormai imminente, dei fondi della cosiddetta Legge Bray – indica tuttavia Fuortes – fornirà ulteriori strumenti per migliorare la posizione debitoria e rafforzare le misure di riequilibrio dei conti». Per quanto riguarda l’andamento del festival, il sovrintendente Polo analizza: «Le due prime hanno registrato il tutto esaurito, il trend delle prevendite è molto positivo, naturalmente auspichiamo che si consolidi nel corso del festival ma non è automatico, dipende da molti fattori, non escluso quello meteorologico». E per il futuro si auspica il ritorno alla completa normalità per Fondazione Arena: l’elezione del nuovo sindaco e il ritorno all’equilibrio dei conti potrebbero spingere a concludere il periodo di commissariamento. «Ci sono le condizioni – conferma Polo – per la ricostituzione del Consiglio di indirizzo: ogni socio dovrà nominare i propri rappresentanti». Su una sua eventuale conferma Polo, però, glissa: «Il sovrintendente è nominato dal Ministro su proposta del Consiglio di Indirizzo. Io rimango a disposizione».

Samuele Nottegar



LE SPINE.
Il segretario Paternoster ha dato la linea, il nuovo sindaco attende di studiare le carte

Arena, Agsm, profughi i temi caldi della Lega
Sboarina: «Deve stare qui solo chi ha diritto, bisogna ridurre i numeri e accelerare i rimpatri». Un sovrintendente di prestigio per la lirica

mercoledì 28 .06. 2017 CRONACA, p. 13

Rivedere il progetto di fusione tra Agsm Verona e Aim Vicenza, «una cosa scandalosa», come ha detto a Telearena Paolo Paternoster, segretario provinciale della Lega, nella coalizione del sindaco Federico Sboarina, di Battiti? «Non ho ancora visto le carte, perché la delibera era stata portata nell'ultimo Consiglio comunale e non era andata a buon fine proprio perché nessuno le aveva viste». Lo dichiara Sboarina, che aggiunge: «Un'operazione così importante per il futuro economico della nostra città va valutata con attenzione. Quindi non esprimo alcun giudizio né negativo né positivo, ripeto, perché non abbiamo visto i documenti».Linea di cautela dunque del nuovo sindaco, rispetto a parola ben più marcate del segretario della Lega - già presidente dell'Agsm - partito che ambirebbe a tornare alla guida dell'azienda, ora presieduta da Fabio Venturi, coordinatore del Fare! di Flavio Tosi. E si parla di possibile futura presidenza per Enrico Corsi, l'ex assessore che rinuncerebbe a un posto nella Giunta Sboarina per guidare, appunto, l'azienda multiservizi. Lo stesso Venturi, sulle dichiarazioni di Paternoster, ieri ha ribattuto: «Paternoster ha tutto il diritto di decidere come meglio crede, ma penso che prima dovrebbe analizzare il protocollo di fusione, che non ha ancora visto. Lo dico non come ormai ex presidente di Agsm, ma come cittadino veronese». L'accordo tra Agsm e Aim come già anticipato su queste pagine dovrà passare al voto del nuovo Consiglio comunale entro il 30 settembre, a Verona come a Vicenza.«Questa fusione è una grande occasione, tanto più per una volta che Vicenza e Verona vanno d'accordo», prosegue Venturi. «I vantaggi? Con questa fusione Agsm diventerà il quinto gruppo in Italia fornitore di energia e gas, sarà quotata in borsa e potrà ridurre i costi e forse il valore delle bollette garantendosi così un futuro che altrimenti tale non sarebbe. Insomma, le valutazioni vanno fatte sulla base dei contenuti e non del colore politico».

FONDAZIONE ARENA. Paternoster ha anche auspicato per la Fondazione Arena un sovrintendente di fama internazionale, lo spacchettamento della direzione artistica da quella amministrativa e la revisione del marketing. Che ne pensa Sboarina? «Lo diciamo da mesi, sicuramente uno dei problemi principali della Fondazione Arena, arrivata sul filo del tracollo nei mesi scorsi, è quello di una classe dirigente forse non propriamente all'altezza e quindi si tratta di alzare l'asticella della qualità e io da sindaco devo dare obiettivi, perché non sono un tuttologo. La Fondazione Arena è Verona, quindi serve una logica di squadra anche dentro chi opera nell'amministrazione, in comparti diversi. Perciò alzare l'asticella della qualità e manager competenti».


PROFUGHI. Paternoster ha anche detto di voler ridurre i numeri di profughi a Verona. La linea di Sboarina, su centri di accoglienza e Sprar? «Accoglienza, ma solo per chi ha diritto di rimanere qui, cioè una percentuale piccola di rifugiati da zone di guerra», dice, «ma il problema è velocizzare i rimpatri, per evitare il business della tratta di persone e che chi è qui pur non potendo poi delinqua, a scapito delle famiglie. Dai territori deve partire un tam tam per far cambiare certe cose a livello nazionale, perché su questo tema il sindaco può fare poco».

Enrico Giardini

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