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venerdì 23 giugno 2017

Rassegna Stampa - 22/23 giugno 2017



Arena Extra, Bertucco attacca

giovedì 22 giugno 2017

Nel 2013 Fondazione Arena aveva ceduto alia controllata Arena Extra bozzetti, costumi e altri materiali con l'intento di far quadrare i conti della capogruppo. «Ebbene, nell'arco degli ultimi 3 anni - rileva Michele Bertucce, già candidato sindaco di Verona in Comune - questo patrimonio ha miracolosamente mantenuto intonso il proprio valore, stimato in 12,3 milioni di euro, sfuggendo così a tutte le leggi dell'economia che invece avrebbero voluto ci [fosse] quanto meno un ammortamento». E una delle «tante curiosità» che, dice Bertucco, si rileva dal bilancio d'esercizio 2016 di Arena Extra.





L’Arena di Sboarina «Senza copertura, rimetto il corpo di ballo»

venerdì 23 giugno 2017

VERONA «Se vogliono coprire l’Arena dovranno spararm!» Federico Sboarina sceglie proprio il vallo dell’Arena per rilanciare la polemica sul futuro del monumento più noto della città e sulla Fondazione lirica. «L’Arena – tuona - è di tutti noi e non va regalato a privati per fare le festicciole loro. L’Arena è di tutti e bisogna rilanciarla, rilanciando la Fondazione lirica. E proprio perché è nostra deve rimanere in mano pubblica».
Attorno a lui annuiscono, tra gli altri, il soprano Cecilia Gasdia, Stefano Casali, Matteo Gasparato, Ciro Maschio e il professor Sergio Noto. «Il rilancio della Fondazione è una delle cose più importanti per il nostro futuro e nasce da una situazione nota a tutti: c’è qui – spiega Sboarina – un’azienda che ha un prodotto unico, non dico semplicemente d’eccellenza ma addirittura unico. Eppure questa azienda arriva sull’orlo del fallimento, visto che il sindaco ne ha chiesto la liquidazione. È evidente – conclude Sboarina - che chi gestisce quell’azienda va cambiato».
Quanto al secondo tema, il livello degli spettacoli, Sboarinma fa un esempio…sportivo: «Se allo stadio Bernabeu c’è ogni giorno una partita tra Real Madrid e Barcellona, avremo ogni giorno un tutto-esaurito. Se giocano invece Cadore e Catena beach (le due ultime squadre di amatori in cui il candidato sindaco ha militato, ndr) anche se è il Bernabeu, allo stadio non ci va nessuno».
Sboarina ribadisce che il corpo di ballo va ripreso in organico perché, spiega, «la crescita di un’azienda avviene attraverso investimenti, non attraverso i tagli soprattutto se sono tagli di persone che lavorano ad alto livello».
Più in generale, secondo Sboarina, «non aver avuto a Verona, in questi anni, una gestione omogenea della Cultura con un assessorato apposito e con una apposita cabina di regia, è una ferita profondissima. Mi viene da sorridere, se non da piangere, - aggiunge - vedendo che legalità e trasparenza sono state tirate fuori 24 ore fa, fuori tempo massimo perché le schifezze si sono già verificate. E lo stesso discorso vale per la Cultura. Fa ridere che ora parlino di cabina di regia. Qui c’è qualcuno che si dimentica che in questi cinque anni ha amministrato! Il 77 per cento dei veronesi, - conclude - l’11 giugno ha votato per cambiare, ed è a tutti loro che adesso io mi rivolgo».

Lillo Aldegheri



«Su trasparenza e Arena con noi le vere risposte»
venerdì 23 giugno 2017 CRONACA, pagina 14


Una commissione comunale per la legalità e la trasparenza, come ha proposto la candidata sindaco Patrizia Bisinella? «Troppo facile dirlo ora. Noi da anni parliamo di questi temi e da mesi nel nostro programma c'è la proposta di istituire un assessorato alla trasparenza, che il candidato sindaco del centrodestra Federico Sboarina ha accolto e per questo lo sosteniamo».Lo dice Michele Croce, leader e candidato sindaco di Verona Pulita (4,98 per cento), insieme agli esponenti del suo movimento, presenti Sboarina con esponenti e sostenitori di Battiti e Verona Domani, sulla scalinata di Palazzo Barbieri.«Siamo fuori tempo massimo», dice Sboarina, «perché di questi temi abbiamo già parlato noi da mesi e abbiamo accolto pienamente il sostegno e questa proposta di Michele Croce». Usa la stessa espressione Sboarina, «fuori tempo massimo», rivolto allo schieramento Bisinella-Tosi, quando con Vittorio Bresciani, musicista in Arena, Cecilia Gasdia, soprano, entrambi candidati con lui, inquadra i suoi obiettivi per il rilancio della lirica in Arena e più in generale del monumento Arena. «Mi devono sparare se vogliono coprire l'Arena», dice, «perché questa è la casa dei veronesi, non deve essere martirizzata. E merita qualità». Il sindaco uscente, spiega ancora Sboarina, «voleva la liquidazione coatta, per me invece la Fondazione Arena deve restare in mano pubblica. Va rilanciata e per farlo occorre innalzare l'asticella della qualità. L'Arena è un'eccellenza che abbiamo solo noi al mondo, qualsiasi azienda che può disporre di un bene in monopolio fa fatturati altissimi, lo stesso deve accadere con l'Arena. Se porti eccellenza anche il privato è invogliato a investire sui grandi eventi».PER SBOARINA «vanno valorizzate le maestranze, investendo sul personale artistico e tecnico, con modernizzazione tecnologica dei laboratori. Il rinnovamento va fatto anche per la classe dirigente nelle aree che hanno mostrato in passato maggiore criticità gestionale. Assicuro il pieno sostegno al percorso di risanamento, ricordando che la Fondazione è anche il teatro Filarmonico, che con una programmazione di qualità potrebbe attrarre turisti anche in inverno. L'assenza, negli ultimi anni, di un assessore alla Cultura è stato un fatto gravissimo», conclude il candidato sindaco del centrodestra, «non aver avuto una cabina di regia omogenea è stata una ferita profonda per Verona».

Enrico Giardini


Verona, il nuovo Nabucco
L’attesa per la Prima

Al via la 95esima edizione del Festival di lirica. Misure di sicurezza, spari (di scena) in Arena, vip in Gran Guardia

23 giugno 2017

VERONA Bentornato festival lirico. Venerdì sera il nuovo Nabucco, firmato del regista francese Arnaud Bernard, inaugurerà la 95esima edizione del più antico e celebre tra i festival lirici all’aperto, mettendo la parola fine ad un anno vissuto pericolosamente in bilico da Fondazione Arena. E mentre in anfiteatro andrà in scena un Nabucco la cui regia prevede spari e botti, in occasione della prima torna il piano sicurezza con barriere e tripli controlli, metal detector all’ingresso, cani antiesplosivi e nuclei specializzati. Come da tradizione, comunque, la città si mobiliterà già in Gran Guardia alle 19, con l’aperitivo di benvenuto.

Il cocktail, organizzato da Confindustria, imporrà agli invitati di sfidare il caldo con stile elegante: abito lungo per le signore e cravatta nera per i cavalieri. Un rendezvous glamour che vedrà il presidente di Confindustria Verona Michele Bauli e la moglie Laura fare da padroni di casa per un centinaio di invitati super selezionati. Tra loro hanno confermato la presenza i più importanti capitani d’industria scaligeri, i massimi esponenti delle istituzioni, locali e nazionali, presidenti di aziende, amministratori e politici. Godrà delle spettacolo di questo nuovo Nabucco e, prima, dell’aperitivo sotto il loggiato della Gran Guardia, il numero uno di Unicredit Jean Pierre Mustier.

Secondo le anticipazioni sarà servito un menù estivo, dal sapore mediterraneo, durante il quale si potrà discutere di vino e finanza con «mister Amarone» Sandro Boscaini e con il figlio Raffaele; di impresa con il presidente del gruppo Veronesi Mario Veronesi o con il past president Bruno, con Giuseppe Manni presidente dell’omonimo gruppo industriale o con un altro storico capitano d’industria come Pilade Riello, senza dimenticare Sandro Veronesi patron del gruppo Calzedonia. A rappresentare il governo ci sarà il ministro Claudio De Vincenti accompagnato praticamente da tutti i parlamentari e i senatori veronesi e dai vertici delle istituzioni veronesi. Non mancherà il sindaco Flavio Tosi né i presidenti dei principali enti e delle realtà economiche veronesi: Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio, e Paolo Arena dell’aeroporto Catullo, Maurizio Danese a capo di Veronafiere e Alessandro Mazzucco presidente di Fondazione Cariverona. Ha confermato la propria presenza anche il vescovo monsignor Giuseppe Zenti. Fitta anche la rappresentanza degli esponenti di Confindustria veneta a nazionale.

In Arena ci sarà anche il commissario di Fondazione Arena Carlo Fuortes: la sua è una presenza dal notevole valore simbolico. Il commissario, infatti, non tornava in città da prima della nomina del sovrintendente Giuliano Polo, ma è sua la firma sul piano di salvataggio e rilancio della fondazione: un piano di cui questa nuova produzione è uno dei punti fondamentali. In effetti, dopo un periodo economicamente molto tribolato, il nuovo allestimento firmato, per regia e costumi, da Arnaud e con le scene di Alessandro Camera è riuscito a riportare entusiasmo tra il pubblico e al botteghino. Un Nabucco innovativo, almeno nell'ambientazione , che abbandonata la ricostruzione storica tradizionale, trasporta la vicenda nel 1848, nel pieno dei moti risorgimentali milanesi. All’orizzonte la Scala danneggiata dalle cannonate, sul grande palco il tricolore e le barricate ammassate di oggetti comuni: protagonista il popolo oppresso, però stavolta quello della tradizione risorgimentale italiana. Perché la tirannia non è quella babilonese, ma il giogo austriaco imposto al Lombardo – Veneto.

Un’idea su cui il regista ha confermato di lavorare da anni, ispirandosi a Luchino Visconti che ambientò Senso alla Fenice. La direzione musicale, giovedì sera e per altre sette recite, è affidata al maestro Daniel Oren, uno dei maggiori interpreti verdiani e presenza fissa in Arena da oltre 30 anni, mentre protagonista sul palco, nel ruolo del re babilonese protagonista è la grande voce di George Gagnidze. Nabucco, poi, andrà in scena per altre undici serate, mentre sabato sarà la volta dell’opera simbolo dell’Arena, Aida, che nel corso di questo festival avrà le forme e la regia create dal gruppo artistico catalano Fura dels Baus.In platea, il brivido di un rito che si ripete da più di cento anni: le candeline accese sulle gradinate, i tre gong che vibrano nell’aria e il silenzio un attimo prima che la bacchetta del direttore si muova. La musica lirica è tornata.

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