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mercoledì 21 giugno 2017

95° Stagione di Opera in Arena, l'anno del "riscatto"? - Rassegna Stampa - 21 giugno 2017


LO SPETTACOLO STA PER COMINCIARE.
Venerdì la prima della 95° stagione areniana col capolavoro verdiano rinnovato

Un «Nabucco» kolossal per il riscatto della lirica
Ambientazione risorgimentale, scene di massa e sequenze quasi cinematografiche. Il regista: «Un festival deve osare e proporre nuove idee»

mercoledì 21 .06. 2017 CRONACA, p. 10

La stagione lirica areniana bussa alle porte: in un giugno infuocato dal solleone e dalla campagna elettorale, l'opera areniana si riprende la scena da protagonista: venerdì la prima con Nabucco e sabato Aida apriranno la nuova stagione che si annuncia ricca di spunti interessanti.E alla conferenza stampa che il sovrintendente Giuliano Polo ha indetto ieri mattina per illustrare le due opere iniziali che apriranno il prossimo 95° festival areniano, la nuova produzione di Nabucco, firmata per la regia e i costumi dal francese Arnaud Bernard e quella di Aida del 2013 nella progettazione «moderna» della compagnia catalana de La Fura dels Baus, erano insolitamente numerosi i protagonisti presenti. A fianco del sovrintendente c'erano, oltre a Bernard, il suo fidato scenografo Alessandro Camera e il celebre baritono georgiano George Gagnidze che interpreterà il ruolo del protagonista Nabucco, «aggiornato» da Bernard alla figura dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe.Le vicende ebreo-babilonesi di Nabucco avranno, come è ormai noto, una trasposizione al nostro Risorgimento italiano, che Bernard ha scelto per la sua «aderente concezione» dell'opera verdiana rivissuta ai tempi in cui Verdi la scrisse. «Questa è un'occasione meravigliosa per ritornare in Arena, con uno spettacolo decisamente in chiave cinematografica, come conviene per una location così speciale. Spero piaccia al pubblico, ai giovani in particolare. Fare regia in così poco tempo a disposizione è veramente faticoso e richiede sforzi e partecipazione da tutti. Abbiamo impiegato tutte le maestranze a disposizione che ringrazio calorosamente e che in Arena sono di una professionalità e competenza uniche. Masse fantastiche e apporto del coro altrettanto stupefacente in un'atmosfera veramente collettiva. Prima di iniziare ho mostrato loro la targa murale che sta agli inizi di via Mazzini, quella che inneggia al sacrificio di Carlotta Aschieri, giovane eroina veronese trafitta a morte dal regime asburgico. Nabucco è qui, ho detto loro». «Un festival», ha soggiunto ancora Bernard, «deve osare di più, proporre nuove idee, spettacoli coerenti, senza stravolgimenti insensati e senza logica. Ormai ambientare Nabucco in Palestina avrebbe ricalcato vecchi schemi già visti e rivisti in tante altre occasioni. La drammaturgia dell'opera si presta a diverse interpretazioni e spettacolarità. Questa rivolta al Risorgimento italiano (mi sono riferito al film "Senso" di Visconti) credo sia in perfetta linea con la concezione di Verdi quando la scrisse». Anche lo scenografo Alessandro Camera si è unito nell'elogio del collega, ma ha indicato specialmente «la commozione che gli ha suscitato l'amore con cui tutti hanno creduto nel progetto di questo Nabucco. Tutto ciò ha garantito un livello qualitativo che non ho riscontrato tanto spesso nel teatro lirico». Nabucco dopo la serata inaugurale del prossimo venerdì 23, avrà altre 11 rappresentazioni, fino al 26 agosto. La dirigerà una bacchetta che la conosce nei più segreti recessi, quella dell'israeliano Daniel Oren, che sarà ripreso dal suo sostituto, lo spagnolo Jordi Benacer, per le recite del 12, 15, 18 luglio. Al tavolo di presentazione, con il segretario artistico maestro Raffaele Polcino, erano convenuti ieri mattina anche gli interpreti della Aida che andrà in scena sabato 24 giugno: il soprano Amarilli Nizza ed il tenore uruguaiano (da anni residente a Verona) Carlo Ventre. «Ormai siamo ambedue di elezione veronese», hanno detto, «visto che questo è il tredicesimo festival areniano a cui partecipiamo. Il lavoro de La Fura dels Baus è molto particolare, ma lo abbiamo già affrontato nella sua eccezionalità (hanno menzionato la grande centrale solare che sovrasta il palcoscenico e il Nilo con l'acqua in scena e i suoi coccodrilli, ndr). Speriamo solo di non essere azzannati da loro», hanno scherzato. Aida avrà nel festival un doppio allestimento. Oltre quello a dei catalani - che resterà in scena fino al 23 luglio con la direzione di Julian Kovatchev - dal 28 luglio alla conclusione del 28 agosto, tornerà in scena l'Aida storica del centenario con la regia di De Bosio, diretta dal nostro Andrea Battistoni. Altre opera in programma: Rigoletto, Madama Butterfly, Tosca e tre gala: quello con Roberto Bolle and Friends del 17 luglio, l'antologia della zarzuela e Placido Domingo del 21 luglio e la Nona Sinfonia di Beethoven del 15 agosto.

Gianni Villani



LA FONDAZIONE.
Il sovrintendente parla della forte ripresa e conferma l'inversione di tendenza

Arena , si volta pagina
Polo: «Ottimi segnali»
«L'operazione di risanamento intrapresa da Fuortes sta dando frutti: bilancio in pari, teatro più pieno. E aspettiamo 10 milioni da Roma»

mercoledì 21 .06. 2017 CRONACA, p. 11

«La strada del risanamento è imboccata. Le prime misure sono state già adottate. I primi risultati arrivano. E ad horas attendiamo che sia ufficiale l'accoglimento della richiesta di adesione ai fondi, che significa l'accesso a 10 milioni di fondi aggiuntivi stanziati nell'ambito della legge Bray». Il conto alla rovescia, ormai, è iniziato: il «la» della stagione lirica numero 95 in Arena sarà venerdì 23 giugno. Un avvio di stagione nel segno dell'ottimismo.«È un momento felice per noi», non nasconde il sovrintendente Giuliano Polo, che per sottolineare come la Fondazione Arena stia voltando pagina parte dall'inizio: dal «Nabucco kolossal», declinato in veste risorgimentale della prima di venerdì, nuovo e spettacolare allestimento («non accadeva da tempo»), che testimonia il ritrovato stato di salute dell'ente.«L'operazione di risanamento intrapresa già con il commissario Fuortes sta dando i primi frutti, tanto che chiuderemo il bilancio 2016, in pareggio». Il buco da oltre 28 milioni? «L'indebitamento verso terzi a fine 2016 si è ridotto a 26,5, con un recupero molto positivo». E nell'anno della crisi, in cui nemmeno si sapeva se la stagione sarebbe effettivamente partita, «abbiamo registrato anche un rinnovato interesse da parte del pubblico».Uno scenario diverso rispetto ai dati diffusi dal mensile di settore «Classic Voice», che aveva parlato di ripresa generale della lirica in Italia con giudizio sospeso, però, proprio su Verona, citando per Arena e Filarmonico un calo di spettatori pari a 40mila unità. «Negli ultimi anni la partecipazione allo spettacolo pubblico si è ridotta in maniera generalizzata per il periodo di crisi economica. Ma nel 2016», spiega il sovrintendente, «c'è stata una lieve inversione di tendenza».Quarantamila unità in meno, sì, ma a fronte di un numero inferiore di serate, scese da 54 a 48. «L'obiettivo, raggiunto, era aumentare la marginalità dei ricavi per le singole recite. A fronte di questo, c'è stato anche un lieve incremento del tasso di riempimento dell'anfiteatro, salito dal 55 al 59 per cento. Un dato che ancora non ci soddisfa, ma che fa ben sperare. E un segnale che si riverbera nella risposta positiva delle prevendite 2017», con un tutto esaurito nei posti numerati per la prima assoluta e, il giorno seguente, di «Aida», mentre restano solo pochi biglietti disponibili per le serate evento Roberto Bolle and Friends del 17 luglio e Placido Domingo - Antologia de la Zarzuela del 21 luglio.«Questo è un festival che lancia segnali di grande vitalità», conclude Polo. «È tutto fuorché un festival ancorato al passato».

Elisa Pasetto


Allestimenti nuovi e messe in scena da film

mercoledì 21 .06. 2017 CRONACA, p. 11


Potrebbe essere la chiave per riempire la «sala», quella cavea dell'anfiteatro, che lo scorso anno si è popolata solo per meno del 60 per cento delle sue potenzialità. Coinvolgere di più il pubblico giovane, anche con politiche di prezzo adeguate, sembra abbia portato bene alle altre fondazioni liriche. «Il pubblico dell'Arena ha già un'età media più bassa di quello di altri teatri», chiarisce il sovrintendente Giuliano Polo, «che si attesta tra i 4 e i 50 anni, ma soprattutto è formato da melomani ma anche da molte persone che s i avvicinano per la prima volta all'opera. Le facilitazioni per i giovani? Già ci sono, ma non penso che sia l'aspetto del costo che in Arena inibisce: nell'anfiteatro si va dalla platea per i supervip alla curva da stadio, dove con 14 euro si può assistere a un'opera».Quali strategie, allora, per attirare anche gli under 30? Una è riprendere l'abitudine a «un allestimento nuovo ogni anno». dell'altra avremo la riprova nel «Nabucco» firmato Arnaud Bernard: messe in scena «molto cinematografiche, che sembrano quasi un film», adatte al gusto di ragazzi cresciuti a pane e tv.Il prossimo passo, non nasconde Polo, potrebbe essere coinvolgere anche qualche regista cinematografico che ha sposato l'opera, come la Traviata di Sofia Coppola all'Opera di Roma, quella di Ozpetek al Teatro San Carlo di Napoli. «Sempre, però, tenendo conto che la scenografia di un'opera in Arena comporta un investimento di un milione e mezzo, due milioni di euro. Innovazione sì», ammonisce Polo, «ma cum grano salis».

Elisa Pasetto

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