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venerdì 5 maggio 2017

Polo contro Polo: sfumano per ora i 2,5 milioni di Euro della Fondazione Arena del ricorso al Tar per il FUS 2015. Lunedì lavoratori in piazza contro la L.160/2016. - Rassegna Stampa - 5 maggio 2017


Arena, dietrofront dei giudici sul Fus. Sfumano (per ora) 2,5 milioni
Il Consiglio di Stato annulla la sentenza del Tar favorevole alla fondazione. Polo: «La causa va avanti»

mercoledì 5 maggio 2017

VERONA «Ce l’aspettavamo». Il sovrintendente Giuliano Polo non si dimostra sorpreso dalla sentenza del Consiglio di Stato del 23 febbraio ma pubblicata solo negli scorsi giorni, che costa alla Fondazione Arena che dirige circa 2,5 milioni di euro (prudentemente, il commissario Carlo Fuortes non li aveva iscritti a bilancio né inseriti nel piano di risanamento).

È stato infatti annullata la sentenza di primo grado del Tar del Lazio che, accogliendo il ricorso della fondazione lirica veronese, aveva spalancato la strada ad una nuova, più favorevole ripartizione del Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus): quello del 2015 per l’Arena era stato di 11,4 milioni di euro, il 7,2 per cento in meno rispetto all’anno precedente.

Il motivo dell’annullamento è più tecnico che di sostanza. Fondazione Arena aveva notificato il ricorso contro il Ministero dei Beni culturali alla sola Accademia Santa Cecilia di Roma, prima beneficiaria dei nuovi criteri stabiliti per decreto il 3 febbraio 2014 e ritenuti dal Tar «carenti di motivazioni oggettive».

Nello specifico, veniva ridotto del 40 per cento il punteggio per le rappresentazioni all’Arena e aumentato del 60 per cento quello per i concerti sinfonici all’Accademia romana. Allo stesso modo, le fondazioni con maggiori incassi al botteghino (tra cui l’Arena) si vedono decurtare il Fus per il triennio 2014-2016 a favore di quelle che hanno ottenuto risultati negativi. Nel 2015, Fondazione Arena si era vista decurtare il Fus di 882 mila euro.

Il Consiglio di Stato non entra nel merito ma obietta che Fondazione Arena avrebbe dovuto chiamare in causa anche le altre fondazioni lirico-sinfoniche «destinatarie del decreto di ripartizione del fondo e potenzialmente incise negativamente dalla decisione del primo giudice». Per questo la causa viene rinviata al Tar «ai fini dell’integrazione del contradditorio». Un ampliamento di platea «rilevante anche al fine di comprendere, in modo più completo, le concrete modalità di attuazione delle disposizioni impugnate, sulla base delle deduzioni che potranno formulare le Fondazioni da evocare in giudizio».

Quella che è una sconfitta per la Fondazione Arena è, paradossalmente, una vittoria dell’oggi sovrintendente Polo che, nei suoi vecchi panni di dirigente dell’Accademia Santa Cecilia, aveva preparato la controdeduzione poi accolta dal Consiglio di Stato. «Nei prossimi giorni riassumeremo il ricorso al Tar notificandolo alle altre fondazioni - assicura Polo - anche se prevedo tempi lunghi per una decisione finale, su cui restiamo comunque fiduciosi. Dovesse essere accolta la posizione di Fondazione Arena, ci ritroveremo, non prima del 2018 con una sopravvenienza attiva».

Un «tesoretto» che sarebbe quanto mai gradito ad una fondazione che, per altro, attende ancora l’approvazione ministeriale del piano di risanamento, finalizzata all’acceso a 10 milioni di euro di fondi aggiuntivi stanziati nell’ambito della legge Bray.

La Fondazione Arena resta anche uno dei temi più accesi della campagna elettorale per le elezioni amministrative. Domani, alle 11.30 nella sala consiliare della prima circoscrizione, Piazza Mura Gallieno, è atteso il vice presidente della Camera e deputato del Movimento Cinque Stelle Luigi di Maio che, assieme al candidato sindaco grillino Alessandro Gennari, incontrerà i lavoratori della fondazione.


Alessio Corazza

Lavoratori in piazza lunedì prossimo

VERONA Per il rilancio di Fondazione Arena e di tutte le fondazioni lirico sinfoniche italiane, contro le ipotesi di privatizzazione del settore. Per queste ragioni, lunedì 8 maggio, i lavoratori delle fondazioni liriche italiane manifesteranno a Verona, come a fine marzo fecero a Firenze. La giornata, alla quale sono attesi centinaia di dipendenti, prevede vari momenti. Alle 11, i lavoratori si ritroveranno in piazza dei Signori e daranno vita a un momento musicale compartecipato. Dopo di che sono in programma i discorsi ufficiali da parte degli esponenti sindacali, tutte le organizzazioni sindacali hanno aderito alla manifestazione, e l’incontro con il prefetto. Alle 14, ci si trasferirà in piazza Bra, per un «abbraccio» simbolico all’Arena che sarà cinta da una catena umana.Per Verona questa manifestazione ha, in più, una ragione speciale: l’accesso alla legge Bray. «Riteniamo che il ritardo di ammissione dell’Arena alla legge Bray – scrivono i sindacati – sia gravoso, incomprensibile e dannoso agli sforzi che si stanno facendo».

Samuele Nottegar

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