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domenica 7 maggio 2017

Il vicepresidente della Camera Di Maio, incontra i lavoratori della Fondazione Arena di Verona - Rassegna Stampa - 7 maggio 2017


Di Maio sull’Arena attacca: «L’hanno spolpata adesso non facciano come con l’Alitalia»

domenica 7 maggio 2017

VERONA Bando internazionale per individuare il nuovo sovrintendente di Fondazione Arena, all’interno di un sistema della lirica che deve restare pubblico e che deve tagliare sprechi e relazioni con la politica. Luigi Di Maio, di ritorno da Harvard, è planato sull’Arena accolto dalle speranze e dagli applausi dei dipendenti del teatro che, ieri mattina, lo hanno ascoltato in prima circoscrizione. Un incontro riservato a loro e ai quali il leader 5 Stelle ha proposto la ricetta del movimento, e quella del candidato sindaco Alessandro Gennari, per risolvere i problemi della fondazione lirica veronese. «L’Arena è una miniera d’oro – ha chiarito il vicepresidente della Camera – eppure c’è stato chi ha creato milioni di euro di danni e di perdite che ora si vogliono far pagare ai dipendenti e poi ai contribuenti. Ma i lavoratori hanno già dato e noi chiediamo che vengano chiamati a pagare i veri responsabili di questi buchi che, invece, non sono mai responsabili di niente». Ma la ricetta del leader 5 Stelle non si limita a trovare cause e responsabili del disavanzo del teatro, ma punta al rilancio della Fondazione lirica e del sistema culturale veronese che le gravita attorno.

In che modo? Innanzi tutto, con un bando internazionale che individui le migliori professionalità da mettere a capo dell’Arena. «Basta far gestire questo gioiello agli amici degli amici del politico di turno», ha tuonato Di Maio. Con Gennari che ha completato la spiegazione del rilancio: oltre al bando per il sovrintendente, taglio di tutte le «emorragie» finanziarie, Arena Extra e Museo Amo in testa, e valorizzazione delle competenze locali. «Possiamo contare su oltre un secolo di professionalità – ha detto Gennari – dedicate al nostro teatro: dobbiamo salvaguardarle e farle crescere sviluppando i contatti con l’accademia, con i licei e gli istituti d’arte per creare un sistema culturale che dia opportunità e lavoro alle future generazioni». Per quanto riguarda la presenza dei privati nella lirica, Di Maio è stato netto: «Non siamo a propri contrari all’intervento dei privati, ma questa storia mi ricorda tanto quella di Alitalia. Si ha un gioiello, lo si affida agli amici che lo spolpano, i migliori profili dell’azienda a quel punto se ne vanno e poi si chiamano i privati ad acquistarlo. Purtroppo, l’orientamento di questo governo è di trattare la cultura com’è già stato fatto con la sanità e la giustizia: calcolatrice alla mano e senza una pianificazione per il futuro». Quest’ultimo riferimento è al fatto che la prossima settimana, in Parlamento, si voterà il decreto enti locali che introduce, tra le altre cose, la necessità del pareggio di bilancio per i teatri lirici. «Vogliono introdurre il fiscal compact per la cultura, come hanno fatto per l’Italia, – ha attaccato Di Maio – e nessuno dice niente. Ma noi ci opporremo con tutte le nostre forze: la cultura non deve essere business». La risposta del Pd, non ha tardato ad arrivare: «Il ministro Franceschini – ha ribattuto l’onorevole Alessia Rotta – che, a dire di Di Maio, non si interessa della cultura, è stato l’unico a salvare Fondazione Arena con 10 milioni di euro. Di Maio ha fallito clamorosamente il paragone con Alitalia: la fondazione non sarà venduta a nessun privato, perché il governo ha garantito che rimanga pubblica».






LA SFIDA. Il vicepresidente della Camera in città per sostenere la battaglia per Palazzo Barbieri

Lirica, Di Maio attacca:
«Basta buchi, rilancio»
 Il deputato M5S tira la volata a Gennari con molti lavoratori dell'Arena «Bando internazionale per individuare sovrintendente e dirigenti»

domenica 07 .05. 2017 CRONACA, p. 11

Un bando internazionale per richiamare i migliori esperti nella gestione culturale, a cominciare dal sovrintendente, Con una certezza: «La lirica a Verona deve rimanere pubblica. E, dopo il buco di bilancio da decine di milioni non deve fare la fine dell'Alitalia. Verona? Vogliamo conquistarla, e fra 10 mesi il Governo». Scalda i motori il Movimento 5 Stelle sul futuro di Fondazione Arena, con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, pentastellato il candidato sindaco del M5S Alessandro Gennari, Mattia Fantinati, deputato del 5 Stelle, all'incontro in Prima circoscrizione Centro storico, dietro l'Arena. E domenica scorsa era arrivato l'altro big M5S, Alessandro Di Battista.Presenti in ottanta tra lavoratori della fondazione lirica scaligera, sindacalisti della Fials, con il segretario Dario Carbone, e tra gli altri il capogruppo uscente in Comune Gianni Benciolini, vari candidati tra cui Francesco Chiarelli, Marta Vanzetto, Francesco Carcangiu, Antonino Scarbaci, artista del coro dell'Arena, Alessandro Faccio. «La vicenda Fondazione Arena ricorda da vicino quella Alitalia», dice Di Maio, annunciando un impegno parlamentare, del movimento di Grillo, a sostegno delle fondazioni e per incrementare «un Fondo unico dello spettacolo di una decina di milioni l'anno, a Verona, da parte dello Stato, a fronte di un indotto di mezzo miliardo».Secondo Di Maio, «anche in questo caso hanno già pagato i dipendenti e ora rischiano di pagare anche i contribuenti. Noi chiediamo, sul territorio e in parlamento, un'azione di responsabilità. Bisogna evitare di cedere al ricatto che vuole risolvere gli errori di una certa politica cedendo tutti ai privati. Sono già pronti sia sul lato "destro" sia su quello "sinistro": da una parte i "prenditori", dall'altro le cooperative». Quindi «i lavoratori della Fondazione Arena non vanno sostituiti. Non si deve correre il rischio di far scappare tutti gli artisti. Purtroppo, l'orientamento del governo è di trattare la cultura come la sanità e la giustizia: calcolatrice alla mano e senza una pianificazione per il futuro. I risultati si sono visti».Gennari attacca la gestione Tosi-Girondini ma anche il ministro Pd della cultura, Dario Franceschini. «Un Pd che sta facendo una legge che cancella le fondazioni. L'Arena è un gioiello da solo in grado di incassare trenta milioni ed è perfettamente in grado di mantenersi da solo: svenderlo è un errore. La nostra proposta salvaguarda questo patrimonio: un bando internazionale per il sovrintendente, mettendo a capo di quella che è filiera culturale chi è in grado di valorizzarla meglio, e non, come fatto finora, gli amici degli amici, e chiusura di ogni emorragia, dall'Arena Extra all'Amo. Abbiamo oltre un secolo di competenza nel settore lirico», conclude Gennari, «e Verona è perfettamente in grado di andare avanti e rendere questa eccellenza ancora più grande».Il 5 Stelle «è l'unica forza credibile per portare avanti questa battaglia: siamo presenti nei comuni, nelle regioni e in Parlamento», dice Fantinati. «Non ci possiamo aspettare proposte in grado né dal Pd, che al governo taglia i fondi, né dal centrodestra, che è il responsabile della situazione a Verona». Dal pubblico dei lavoratori dell'Arena sono arrivate richieste di rassicurazioni sul corpo di ballo, cancellato dopo il commissariamento. «Una scelta sbagliata», dice Di Maio, «che non valorizza la lirica areniana»

Enrico Giardini


LA REPLICA. Alessia Rotta, deputata del Pd

«Ma dal governo aiuto e garanzie di stabilità»

domenica 07 .05. 2017 CRONACA, p. 11


Fondazione Arena a rischio di crollo e di essere venduta a privati? «È un peccato che il vice presidente della Camera Luigi Di Maio arrivi sul territorio a far fare brutte figure al candidato sindaco del Movimento 5 stelle, non conoscendo i temi e i provvedimenti adottati dal Governo per Verona». Non la manda giù Alessia Rotta, deputata veronese del Partito democratico, che replica con una nota a quanto detto (altro articolo) dal vicepresidente della Camera, Di Maio, nell'incontro con i lavoratori della Fondazione lirica Arena, insieme al candidato sindaco pentastellato, Alessandro Gennari, e altri candidati al Consiglio comunale.«Il ministro Franceschini, che a detta di Di Maio non si interessa della cultura», precisa la Rotta, «è stato l'unico a salvare la Fondazione Arena con 10 milioni e permettendo all'ente di rientrare nello schema previsto dalla legge Bray. La Fondazione Arena altrimenti sarebbe finita in liquidazione».Quindi la Rotta contrattacca: «Male gli ha spiegato il deputato Fantinati, che fallisce clamorosamente il paragone con Alitalia. Il "caso Alitalia", in questo paragone», puntualizza la Rotta, «risulterebbe risolto, nonostante il no al referendum con i lavoratori. Mentre Alitalia, però, attende di essere comprata, la Fondazione Arena non sarà venduta a nessun privato, perché il governo ha garantito che rimanga pubblica. Come continuerà a garantire il Fus, come previsto nel decreto all'esame in questi giorni del Senato. Chi propone altre soluzioni», conclude, «non sa di cosa parla. Il tema della gestione e responsabilità delle fondazioni è peraltro oggetto proprio di un'imminente modifica da parte del ministero dei beni culturali».

Enrico Giardini

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