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mercoledì 26 aprile 2017

Il balletto italiano produce talenti: Jacopo Tissi.. per fortuna non lavorava a Verona!! - da A.L.A.T.O.

Il balletto italiano produce talenti:
Jacopo Tissi… per fortuna non lavorava a Verona


Alla luce di quanto abbiamo da poco raccontato a proposito della danza in Italia, che chiude un intero settore a Verona ( leggi l’articolo di Marco Fagioli ), c’è chi invece in Europa nella danza crede ed investe ancora, e su chi investe?

Su  un ballerino italiano!!!!

Jacopo Tissi, è il primo ballerino italiano assunto presso il Teatro Bolshoj di Mosca dove è considerato un’eccellenza italiana.

Per fortuna non lavorava a Verona!

La performer teatrale Fabiola di Blasi del web magazine DANCEALL NEWS ha  intervistato il ballerino,  ed ecco cosa ne esce:

Intervistatrice: Quali sono le tue impressioni sul mondo della danza in Italia rispetto all'estero?

Jacopo Tissi “Ciò che ho constatato a Vienna e guardando la programmazione dei grandi teatri esteri, tra cui il Bolshoi, è la grande quantità di produzioni e spettacoli, uno spazio assai maggiore al balletto e quindi una possibilità di lavorare e crescere molto ampia”.
Certo, perchè mentre all’estero c’è un’ampia programmazione, in Italia invece il balletto “va licenziato”, e artisti che valgono e vogliono crescere, hanno una  sola ambizione:  poter   andare lì dove il loro talento ha la possibilità di essere riconosciuto apprezzato  ed a questo punto oserei dire “capito”?

Ma vediamo un po’ cosa è successo alla Scala…Dopo l’insediamento alla direzione del corpo di ballo di  Mauro Bigonzetti, pare che Tissi, dopo la Cinderella, sia stato eclissato. Non più ruoli di primo piano, ed il suo talento è stato forse appannato. Ma ecco la chiamata dal Bolshoi dove guarda caso, il nuovo direttore del balletto è   Makhar Vaziev,  per 7 anni direttore del ballo alla Scala  prima di Bigonzetti, maestro e mentore di Tissi.

Tissi è stato  rubato all’Italia? Sì..forse sì

La Scala non è riuscita a comprendere il suo enorem talento? Il suo cuore, afferma in un’intervista, rimane alla Scala, ma forse oltre che il suo cuore avremmo voluto che tutto il suo regale sembiante rimanesse in Italia per poterlo ammirare e applaudire nei nostri teatri.

A confermare la dichiarazione di Tissi,  un altro autorevolissimo parere…ecco cosa ha detto Roberto Bolle in occasione della sua performance al Teatro Regio di Torino nel dicembre del 2015

In Italia ci sono pochi spettacoli rispetto agli standard internazionali; insufficienti per mantenere qualità e livello di una grande produzione
Certamente…200 rappresentazioni all'anno al Bolshoj contro le 90 del pur virtuoso Teatro alla Scala.

Cosa non và…dove si inceppa la macchina dell’arte…chi non vuole investire nella cultura in Italia e perché come dice Bolle a proposito dell’avvicendamento ai massimi vertici della Scala:

All'estero i cambi al vertice sono preparati con anni, stagioni di anticipo, facendo colloqui a livello internazionale, selezionando bene. Qui non so come se ne uscirà e se ne usciremo bene.
Perché non auspicare che anche in Italia il cambio al vertice avvenga dopo una puntuale attenta e ferrea selezione con colloqui di alto valore e professionalità!?

Chi viene eletto ai vertici in Italia e come viene eletto?

In questo contesto mi viene in aiuto la matematica..,  In matematica ci sono le cosiddette dimostrazioni per Assurdo.  Si parte da una premessa “falsa” data per vera, per dimostrare che è falsa davvero!

Forse un po’ complicato…ma è sicuramente più facile capirne il senso in quest’altro modo…che sarebbe stato se il teatro alla Scala non avesse onorato il bilancio e licenziato tutto il balletto? E se un tale talento avesse avuto come suo palcoscenico Verona?

E se a Verona un sovraintendente fosse stato più accorto?

E se in Italia si investisse e si credesse di più nella cultura?

Non occorre la matematica per capire che sono tutte premesse assurde, ma da cui  scaturisce un’unica verità …degrado della cultura e del mondo artistico italiano.


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