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martedì 4 aprile 2017

"Fondazioni Liriche in condizioni critiche nonostante i piani di risanamento", dalla relazione commissario Sole. Il fallimento della "Bray". - da ADNKronos


"Fondazioni liriche versano in condizioni critiche", la relazione del commissario Sole

 lunedì 03/04/2017

"Emerge un quadro di parziali conferme del percorso di risanamento" dei Piani delle fondazioni liriche "anche per il nuovo triennio 2016-2018, sebbene all'interno di un complessivo quadro di settore ove permangono, ed in certi casi si acuiscono, evidenze di condizioni estremamente critiche, sulle quali è necessario intervenire con urgenza e determinazione". Ci sono rose, ma ci sono soprattutto spine, nella relazione semestrale relativa ai primi sei mesi del 2016, la più recente stilata dal commissario straordinario per le Fondazioni liriche, Gianluca Sole, riguardante gli otto teatri (Massimo di Palermo, Petruzzelli di Bari, San Carlo di Napoli, Opera di Roma, Maggio Fiorentino, Comunale di Bologna, Carlo Felice di Genova, Verdi di Trieste) che in base alla Legge Bray hanno chiesto e ottenuto l'accesso al fondo di rotazione del Governo per il risanamento.

Le "condizioni critiche" cui fa riferimento Sole sono "la pesante posizione finanziaria e la debole dotazione patrimoniale", i "debiti ingenti e non ristrutturabili in mancanza di una adeguata ri-patrimonializzazione" di alcune fondazioni, la "gestione operativa e quella economica che, seppure in miglioramento rispetto agli anni precedenti", "non assicura ancora risultati positivi adeguati", la "contenuta capacità di 'fund-raising' e sviluppo di altre fonti di ricavo" e la "difficoltà di rivedere il 'modello di business'" nella logica "del contenimento dei costi di produzione e del personale". Insomma, una relazione, quella del commissario Sole, che nonostante "non sia da ritenere complessivamente negativa", valuta che "l'andamento delle fondazioni non mostra ancora dinamiche economiche e finanziarie tali da rendere scontato l'esito dei piani di risanamento predisposti per il triennio 2016-2018".

Sole analizza le performance di mercato, quelle operative, le performance economiche e quelle patrimoniali e finanziarie di ciscuna delle otto fondazioni liriche in esame. Secondo il commissario straordinario, se da un lato c'è "una maggiore attenzione alle performance economiche e all'efficienza dell'attività operativa", dall'altro "si tratta di risultati che non garantiscono certo che l'auspicato risanamento sia effettivamente conseguito alla fine del triennio, né che gli indicatori generali di performance a consuntivo 2016 saranno in linea con gli obiettivi prefissati nei Piani".

Riguardo alla ristrutturazione finanziaria e patrimoniale, Sole parla di "impegno responsabile" dei soci attuali o dei nuovi soci che "richiede inevitabilmente una ri-patrimonializzazione di tali Enti" mediante denaro o asset patrimoniali capaci di produrre reddito. Il commissario definisce "del tutto inadeguata" la "scala delle iniziative di internazionalizzazione, pur in presenza di uno dei prodotti della cultura del made in Italy che gode di maggior appeal nel mondo". E conclude auspicando "un intervento normativo mirato" che condizioni la distribuzione del Fus alle fondazioni in crisi "alla effettiva adozione di scelte produttive e di condotte gestionali virtuose e nella direzione del risanamento".

Tra le otto fondazioni, scrive Sole, "si profila come una fortissima criticità da gestire nell'immediato", l'indebitamento del Teatro dell'Opera di Roma. A fronte di una valutazione "relativamente positiva" sull'"andamento dello stock debitorio, che viene indicato in contrazione del 4% circa, passando da una previsione su base annua di 49.580.152 euro a un dato allo scadere del primo semestre di 47.604.082 euro", secondo il commissario questa "contrazione, attesa la complessiva dimensione dell'indebitamento della Fondazione, davvero ingente, non può certo considerarsi sufficiente a ritenere pienamente in corso l'auspicata dinamica di risanamento e di riequilibrio della struttura finanziaria". Anche il margine di produzione del Costanzi, secondo Sole, "permane significativamente negativo, con un peggioramento delle perdite di produzione per alzata di circa il 35% rispetto alle stime".

Spine anche per il Teatro Carlo Felice di Genova dove il commissario evidenzia un Ebitda negativo per quasi due milioni di euro "al 30 giugno, rispetto a una previsione di - 2.462.989 euro su base annua. Dato che, secondo Sole, "prefigura il rischio di un risultato di fine anno di gran lunga peggiore rispetto a quello previsto". Inoltre il dato dell'Ebitda "incide negativamente anche sul risultato d'esercizio" con una perdita "molto allarmante" che, "laddove confermata a fine anno, imporrà immediate ed efficaci azioni compensative nell'ambito dell'attuazione del Piano per il prossimo biennio 2017-2018". Quanto al patrimonio netto, il dato al 30 giugno scorso "deve essere valutato molto negativamente e destare grande attenzione e preoccupazione in quanto si riduce sensibilmente, non solo rispetto alla previsione a fine anno (da oltre 23,3 milioni di euro a quasi 14,5, ndr), ma anche rispetto al consuntivo 2015 (pari a 16.751.340 euro)".

Al San Carlo di Napoli sono "positivi i dati relativi al contenimento dei costi per alzata" e il patrimonio netto del teatro "è in linea con le previsioni", ma l'indebitamento "permane su dimensioni assai elevate" (poco più di 41,4 milioni di euro) e "oltre misura elevato" è il valore dei crediti del teatro che pesa "in misura sproporzionata (esattamente pari al 158,71%) rispetto ai ricavi totali. In misura tale da mettere a rischio la stessa tenuta finanziaria dell'Ente".

Bene le alzate di sipario, numero di spettatori e ricavi da biglietteria e abbonamenti del Teatro Massimo di Palermo che però ha ancora valori di riempimento della sala piuttosto bassi, a fronte però di una notevole riduzione dei costi di produzione che "conduce ad un apprezzabile alleggerimento della perdita prevista per il margine di produzione" che però resta ancora "in territorio negativo". Anche nel caso del Massimo di Palermo c'è una crescita dei crediti che "arrivano a 'pesare' per ben il 54,93% sui ricavi totali".

Sole giudica "positivo" il dato dei ricavi del Maggio Fiorentino che, al 30 giugno scorso "sono pari al 60% circa di quelli previsti per l'intero anno". Basso anche per il Teatro di Firenze il fattore di riempimento della sala, mentre permane "massimo allarme - scrive il commissario - sull'ammontare complessivo dei debiti, che nel primo semestre 2016 si attesta su valori pari a 57.399.637 euro rispetto a una previsione che, a fine anno, stimava uno stock di 54.179.346 euro".

"Preoccupante" per Sole è anche l'incremento del debito del Teatro Comunale di Bologna, che passa da 21,5 milioni di euro previsti per fine anno a 25,3 milioni "già al 30 giugno 2016, con una dinamica di peggioramento di circa il 18%". In linea i crediti e positivo il "ritorno commerciale della politica dei prezzi". Ma per il commissario la situazione della fondazione lirica bolognese "presenta due rilevanti criticità". Oltre al debito, pesa per Gianluca Sole "il valore assai contenuto, rispetto alle previsioni, dell'importante voce di ricavo costituita dai 'contributi dei privati', che ha raggiunto appena il 12,44% del totale messo a Piano e che incide in misura significativamente negativa sul valore di Ebitda, con un trend preoccupante sul risultato economico di fine periodo".

In linea con il Piano su costi di produzione e su quelli del personale è il Petruzzelli di Bari, che presenta, secondo la relazione, anche un "positivo" esito "delle performance di mercato" relative ai ricavi da biglietteria e abbonamenti. "Particolarmente preoccupante - scrive Sole - invece appare, sul fronte dei ricavi totali, lo scostamento tra quanto previsto e quanto realizzato sulla contribuzione dagli Enti Locali/Soci e sul fundraising da privati: entrambi al 30 giugno sono pari a zero (!). La fondazione, quindi, per tutto il semestre di riferimento ha potuto contare solo sui ricavi da biglietteria e sui contributi Fus".


Positivo l'esito delle performance di mercato e l'andamento semestrale dell'Ebitda "che risulta ben superiore alla previsione su base annua" per il Teatro Verdi di Trieste, con un risultato d'esercizio "estremamente positivo". Di contro, si prospetta "negativo" l'andamento "del valore dei debiti che crescono in misura pari a circa il 10% già alla fine del primo semestre". Le previsioni infatti parlavano di circa 25,4 milioni di euro mentre il valore attestato a giugno 2016 era già pari a 27,9 milioni: "decisamente elevato date le dimensioni, anche economico-patrimoniali, della fondazione", conclude Sole.

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