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martedì 28 marzo 2017

Rassegna Stampa - Manifestazione FLS Firenze 27 marzo 2017


Fondazioni liriche in sciopero: suonano in piazza a Firenze per il loro futuro

di Silvia Pieraccini  - 27 marzo 2017


Hanno protestato eseguendo brani d’opera i lavoratori delle 14 Fondazioni liriche italiane, che oggi hanno scioperato e si sono dati appuntamento a Firenze per la manifestazione nazionale organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Cisal. Un corteo di 500 persone, in testa i dipendenti del Maggio musicale fiorentino, ha attraversato la città per poi fermarsi in presidio di fronte alla Prefettura.

Al centro della protesta è l’articolo 24 della legge 160/2016 che, secondo i sindacati, porterà molte delle Fondazioni liriche che hanno aderito alla legge Bray a ridurre drasticamente l’offerta culturale mettendo a rischio le professionalità che lavorano negli enti. «Se non cambia la legge, le Fondazioni non arriveranno al 2018», affermano i sindacati.
Lo scenario che viene dipinto ipotizza la morte a breve della grande tradizione lirica italiana «a causa della superficialità e disattenzione di chi dovrebbe avere il compito di tutelarla». La selezione contabile, sottolineano i sindacati, è stato «l’unico obiettivo delle iniziative politiche degli ultimi anni, dal decreto Asciutti fino alla legge 160/2016, un trend che sembra confermato nel disegno di legge sullo spettacolo dal vivo attualmente al vaglio del Parlamento».

Tutti gli emendamenti presentati diretti a modificare l’art. 24 della legge 160/2016 – sottolineano le sigle sindacali - non sono stati accolti, con la conseguenza che «molte delle Fondazioni che hanno aderito alla Legge Bray non arriveranno al 2018: si ridurrà drasticamente l’offerta culturale sul territorio, mettendo fra l’altro in predicato il futuro di tanti ragazze e ragazze che oggi studiano per diventare dei professionisti del settore».
E ancora: «La politica ragionieristica di questi anni, gestita a colpi di decreto, ha operato esclusivamente su licenziamenti, esternalizzazioni e precarizzazione dei rapporti di lavoro, determinando non solo la chiusura di interi settori produttivi, corpi di ballo, laboratori di scenografia, ma anche un’arbitraria rivisitazione di quanto richiesto dalle partiture dei compositori».


I sindacati chiedono che si apra una discussione di prospettiva per la lirica italiana, annunciando che la mobilitazione continuerà fino a quando non sarà attivato un dialogo «adeguato alla gravità della situazione». In gioco, dicono, non c’è solo la sorte di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, ma un indotto economico in termini di prestigio e di capitale intellettuale di valore inestimabile.

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-03-27/fondazioni-liriche-sciopero-suonano-piazza-firenze-il-loro-futuro-134304.shtml?uuid=AE5aFFu&refresh_ce=1




Arie d'opera contro Franceschini: i lavoratori lirici cantano in piazza
Manifestazione a Firenze degli addetti delle 14 Fondazioni lirico sinfoniche italiane

27 marzo 2017

Hanno sfilato per le vie del centro di Firenze mostrando la cosa che sanno fare meglio: cantare e suonare. Sono i lavoratori delle 14 Fondazioni liriche italiane che, guidati in testa dai dipendenti del Maggio musicale fiorentino, hanno manifestato oggi nel capoluogo toscano in concomitanza con lo sciopero nazionale contro il riordino che prevede una razionalizzazione del settore e il disegno di legge sullo spettacolo dal vivo.

I lavoratori hanno cantato il "Va pensiero", "Nessun dorma" e altre famose opere. Molti i cartelli, gli slogan e le arie d'opera "rivisitate" contro il ministro dei beni culturali Dario Franceschini. “I lavoratori delle 14 fondazioni lirico sinfoniche italiane - hanno spiegato i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal che hanno promosso la manifestazione - manifestano a Firenze per evitare che, a breve, la grande tradizione lirica italiana muoia, a causa della superficialità e disattenzione di chi dovrebbe avere il compito di tutelarla".

"Si ridurrà drasticamente l'offerta culturale sul territorio - spiegano - mettendo fra l’altro in predicato il futuro di tanti ragazze e ragazze che oggi studiano per diventare dei professionisti del settore. La politica ragionieristica di questi anni, gestita a colpi di decreto, ha operato esclusivamente su licenziamenti, esternalizzazioni e precarizzazione dei rapporti di lavoro, determinando non solo la chiusura di interi settori produttivi, corpi di ballo, laboratori di scenografia ecc., ma anche un’arbitraria rivisitazione di quanto richiesto dalle partiture dei compositori".

"I sindacati chiedono da tempo che si apra una discussione di prospettiva per la lirica italiana e la mobilitazione continuerà fino a quando non sarà attivata un’interlocuzione adeguata alla gravità della situazione. In gioco non c’è solo la sorte di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie - concludono i sindacati - ma un indotto economico in termini di prestigio e di capitale intellettuale di valore inestimabile”.




La musica si ferma, corteo delle fondazioni liriche a Firenze
Manifestazione delle fondazioni lirico sinfoniche italiane a Firenze.



I lavoratori delle 14 fondazioni, tra cui quelle del Gran Teatro La Fenice di Venezia, del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino - Opera di Firenze e del Teatro San Carlo di Napoli, si sono riuniti oggi, lunedì 27 marzo, a Firenze “per evitare che, a breve, la grande tradizione lirica italiana muoia” si legge nel comunicato delle segreterie sindacali di Slc-Cigl, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal.

“Tutti gli emendamenti presentati atti a modificare l'art. 24 della L. 160/2016 non sono infatti stati accolti, e la conseguenza sarà che molte delle FLS che hanno aderito alla Legge Bray non arriveranno al 2018 – si legge sempre nel comunicato – Si ridurrà drasticamente l'offerta culturale sul territorio, mettendo fra l’altro in predicato il futuro di tanti ragazze e ragazze che oggi studiano per diventare dei professionisti del settore”.

Il corteo, di circa 600 persone, è partito da piazza San Firenze. In via Martelli, all'altezza del liceo Galileo, si è fermato per cantare e suonare un'aria d'opera. Dopo un passaggio davanti alla sede della presidenza della Regione Toscana, tappa finale, la Prefettura.





MANIFESTAZIONE FONDAZIONI PER SALVARE LIRICA ITALIANA

Quattordici fondazioni liriche hanno manifestato questa mattina a Firenze in un corteo sotto il grido del “Va Pensiero” e di altre grandi arie d’opera rivisitate. La manifestazione si inserisce in uno sciopero nazionale contro l’articolo 24 della legge 160 e contro il ministro dei beni culturali Franceschini.



Suonando e cantando il ‘Va pensiero’, ‘Nessun dorma’ e altre famose arie d’opera, i lavoratori delle 14 Fondazioni Liriche italiane hanno manifestato oggi a Firenze in occasione di uno sciopero nazionale unitario contro il riordino previsto dall’art.24 della legge 160, che prevede una razionalizzazione del settore, e il disegno di legge sullo spettacolo dal vivo. Promossa da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal, la protesta ha visto un folto corteo che da piazza San Firenze ha sfilato per le vie del centro storico di Firenze per concludersi vicino alla sede della Prefettura dove una delegazione di lavoratori e sindacalisti è stata ricevuta dal Prefetto. Molti i cartelli, gli slogan e le arie d’opera ‘rivisitate’ contro il ministro dei beni culturali Dario Franceschini.

Secondo i sindacati “i lavoratori delle 14 fondazioni lirico sinfoniche italiane, manifestano a Firenze per evitare che, a breve, la grande tradizione lirica italiana muoia, a causa della superficialità e disattenzione di chi dovrebbe avere il compito di tutelarla. La selezione contabile è stato l’unico obiettivo delle iniziative politiche degli ultimi anni, un trend che sembra confermato nel disegno di legge sullo spettacolo dal vivo attualmente al vaglio del Parlamento. Tutti gli emendamenti presentati atti a modificare l’art. 24 della legge 160 del 2016 non sono infatti stati accolti, e la conseguenza sarà che molte delle Fondazioni liriche che hanno aderito alla Legge Bray (la legge varata dall’ex ministro ai beni culturali Massimo Bray volta a dare un aiuto alle attività culturali nel nostro paese, e soprattutto a tutelare il patrimonio presente) non arriveranno al 2018″.

Il timore è che “molte fondazioni liriche siano declassate” e che sarà ridotta, “drasticamente, l’offerta culturale sul territorio, mettendo fra l’altro in pericolo il futuro di tanti giovani che oggi studiano per diventare dei professionisti del settore. La politica ragionieristica di questi anni, gestita a colpi di decreto, ha operato esclusivamente su licenziamenti, esternalizzazioni e precarizzazione dei rapporti di lavoro”, e
“mina il concetto di qualità artistica” e con essa “un prodotto fondamentale per il nostro paese come sono la cultura e la musica”.


Gimmy Tranquillo ha intervistato la segretaria generale Cgil Firenze Paola Galgani





Il lungo serpentone dei 14 enti lirici italiani ha invaso il centro del capoluogo toscano sulle note dell'Inno di Mameli e del 'Va, pensiero'


27 marzo 2017

FIRENZE — Erano in tanti e hanno anche cantato la loro protesta i manifestanti che stamattina hanno aderito alla protesta e allo sciopero nazionali annunciati da SlcCgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal. Dai lavoratori della Fenice di Venezia a quelli del San Carlo di Napoli fino a quelli del Comunale di Bologna, guidati dai padroni di casa, i colleghi del Maggio Musicale Fiorentino, alle prese con il problema del debito e del complesso rilancio passato ora in mano al nuovo sovrintendente Cristiano Chiarot. Una manifestazione iniziata in piazza San Firenze sulle note dell'Inno di Mameli e proseguita con il 'Va, pensiero' e il 'Nessun dorma'.

Tutti in marcia per protestare contro licenziamenti, esternalizzazioni e tagli che, hanno detto i manifestanti, mettono a rischio la tenuta delle fondazioni liriche e il futuro dei tanti giovani che studiano per lavorare nel settore.

“I lavoratori delle 14 fondazioni lirico sinfoniche italiane manifestano a Firenze per evitare che, a breve, la grande tradizione lirica italiana muoia, a causa della superficialità e disattenzione di chi dovrebbe avere il compito di tutelarla - spiegano i rappresentanti delle sigle sindacali -  la selezione contabile è stato l’unico obiettivo delle iniziative politiche degli ultimi anni, dal decreto Asciutti fino alla legge 160/2016, un trend che sembra confermato nel disegno di legge sullo spettacolo dal vivo attualmente al vaglio del Parlamento. Tutti gli emendamenti presentati atti a modificare l'articolo 24 della legge 160 del 2016 non sono infatti stati accolti, e la conseguenza sarà che molte delle FLS che hanno aderito alla Legge Bray non arriveranno al 2018".

In sostanza, aggiungono, "a politica ragionieristica di questi anni, gestita a colpi di decreto, ha operato esclusivamente su licenziamenti, esternalizzazioni e precarizzazione dei rapporti di lavoro, determinando non solo la chiusura di interi settori produttivi, corpi di ballo, laboratori di scenografia ma anche un’arbitraria rivisitazione di quanto richiesto dalle partiture dei compositori. I sindacati chiedono da tempo che si apra una discussione di prospettiva per la Lirica italiana e la mobilitazione continuerà fino a quando non sarà attivata un’interlocuzione adeguata alla gravità della situazione. In gioco non c’è solo la sorte di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, ma un indotto economico in termini di prestigio e di capitale intellettuale di valore inestimabile”.

Sui cartelli innalzati in aria dai manifestanti campeggiavano scritte come "Salviamo le fondazioni lirico-sinfoniche, patrimonio culturale della nazione", in mezzo alle bandiere. Il corteo è partito da piazza San Firenze per poi dirigersi sul lungarno Acciaoli e poi svoltare in Por Santa Maria, piazza della Repubblica, girare intorno al Duomo, con passaggio davanti alla sede della presidenza della Regione Toscana. Ultima tappa, la prefettura.



servizio di Dario Pagli

Cristina Pierattini - dichiarazione


Simona Forni - dichiarazione

Enrico Piccini Leopardi - dichiarazione

FOTOGALLERY



Firenze, gli enti lirici in piazza: la protesta sulle note dell'Inno di Mameli



E’ iniziata con un’esibizione estemporanea sulle scalinate dell’ex tribunale di piazza San Firenze la protesta dei lavoratori delle 14 Fondazioni liriche italiane. Un mix dei cori di Scala, Fenice, Maggio e altri enti lirici, che hanno eseguito varie arie d’opera. Poi il corteo di 5-600 persone è partito per il suo percorso lungo il centro di Firenze. I dipendenti delle Fondazioni liriche sono in sciopero – spiegano i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal “per evitare che a breve la grande tradizione lirica italiana muoia, a causa della superficialità e disattenzione di chi avrebbe il compito di tutelarla. La selezione contabile è stata l’unico obiettivo delle iniziative politiche degli ultimi anni, un trend che sembra confermato nel disegno di legge sullo spettacolo dal vivo attualmente al vaglio del Parlamento. Molte delle Fondazioni liriche che hanno aderito alla legge Bray non arriveranno al 2018, si ridurrà drasticamente l’offerta".

Foto CLAUDIO GIOVANNINI/CGE

















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