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sabato 4 marzo 2017

Rassegna Stampa - 2 - 4 marzo 2017 (L'Arena - Corriere di Verona)

L'Arena 4 marzo 2017




Corriere di Verona 4 marzo 2017


Arena, l’acuto del sovrintendente «Siamo vivi. No a progetti di spa»
Polo: «La Bray? Tempo qualche settimana. E il consuntivo 2016 si chiude con margine positivo»

VERONA «Rassicuro tutti: siamo vivi, e, pur nelle difficoltà, stiamo lavorando per tornare sui binari della normalità». Fa sbuffare la stampa, per i suoi 15 minuti di ritardo, il nuovo sovrintendente della Fondazione Arena Giuliano Polo, nella sua prima conferenza stampa. Ma fin da subito fa capire che l’attesa è valsa la pena: non si sottrae ad alcuna domanda e non risparmia critiche a ciò che ruota attorno all’universo Arena.
«L’opera di risanamento sta proseguendo, è in atto un lento ritorno alla normalità - esordisce -. Quando sono arrivato, a dicembre, si doveva rimettere in moto una macchina piuttosto complessa, per rilanciare tutti gli eventi del Filarmonico e programmare il festival estivo. I rapporti con la stampa per me sono importanti, la nostra gestione vuole essere trasparente». La conferenza è sulla programmazione artistica, ma si spazia su ogni fronte di aggiornamento che riguarda l’ente lirico. A partire dal tribolato iter della legge Bray e dei fondi (10 milioni che darebbero subito respiro al debito da 28) che si aspettano.
«Le cose si stanno evolvendo, c’è un rapporto dinamico e fisiologico con il commissario straordinario alle Fondazioni Gianluca Sole - spiega Polo -. A gennaio ci sono state chieste alcune integrazioni di documenti che riguardavano la formalizzazione del diritto d’uso dell’anfiteatro da parte di Arena e uno scambio di documenti su bilanci di Arena Extra e altri aspetti. Abbiamo raccolto tutto, rielaborato la parte economica del piano sulla conoscenza di fatti nuovi, pre consuntivo 2016 e preventivo 2017, che precedentemente non comparivano. Rielaborazione completata oggi; la prossima settimana verrà inviata a Roma. Ci stiamo avvicinando velocemente ad un esito positivo. I tempi? Io credo qualche settimana».
Tutt’altra storia, dunque, come ci tiene a precisare il sovrintendente, rispetto al Maggio Fiorentino: «Il parallelo non ha fondamenti - racconta - qui abbiamo 28 milioni di indebitamento con origini ben precise: una contrazione dei ricavi delle vendite del botteghino e, soprattutto, una contrazione dei fondi pubblici. Tutto questo ha generato un’esposizione debitoria che non ha nulla a che fare con le dimensioni di Firenze. Il nostro debito, poi, sul lungo periodo, è assolutamente sostenibile». Polo anticipa che «il consuntivo 2016 si chiude bene, con un margine di utile pari a quello previsto dal piano di risanamento».
«La capacità di trovare un equilibrio del conto economico qui c’è e quindi non vedo, anche con le nuove leggi, come possa Fondazione Arena uscire dalla serie A della lirica». La conferenza stampa cerca di restare sulla programmazione artistica, ma le domande extra abbondano. Come quella sul piano di gestione «privata» di Arena Lirica Spa: «Per prima cosa la Fondazione non è intervenuta in questo dibattito perché non è mai stata invitata agli incontri - spiega Polo -. Ora ci ha invitato la commissione comunale alle Partecipate, ma è già stata posticipata ad aprile. I privati? Si tratta di un’ipotesi non realizzabile, secondo me. La proposta è incompatibile con il quadro legislativo di riferimento. I luoghi in cui operano le fondazioni liriche sono un patrimonio pubblico. E già il governo, a suo tempo, ha scongiurato una liquidazione coatta dell’ente. La Fondazione può essere risanata con le leggi esistenti e chi vuole aiutarla, imprenditori compresi, economicamente, può farlo dentro tali leggi». Questione ballerini: Polo precisa che il licenziamento «è stata una misura del piano non concordata con i sindacati» e che il corpo di ballo avrà la prelazione nella graduatoria per i contratti a tempo determinato, «con soluzione transitoria di 120 giorni di lavoro all’anno».
L’«interrogatorio» a Polo si conclude sulle ultime due spine: Amo e Arena Extra. «Arena extra resta lì, ha i bilanci in pareggio, mentre su Amo il sindaco ci ha scritto in questi giorni per ufficializzare la retrocessione dal pagamento del canone da parte della Fondazione. Da oggi pagano loro». Notizia non di poco conto. E la copertura dell’Arena: «Decisione del Comune, resto fuori. Ma qualche dubbio ce l’ho», sorride.

Silvia Maria Dubois

Nabucco insieme ai russi e l’Aida sbarca allo stadio dei Mondiali di calcio
Partnership con l’Opera di S. Pietroburgo: una nuova produzione che aprirà il Festival estivo. E trasferta con recita nel mega impianto

VERONA Un Nabucco «russky» che parlerà la lingua dello zar, italiano, ma anche francese ed ebraico. La nuova produzione della Fondazione Arena, evento-simbolo del rilancio dell’ente, che ieri ha confermato il «ritorno a fare utili», non poteva essere più internazionale di così. Regia di Arnaud Bernard, direzione di Daniel Oren, spettacoli a Verona e a San Pietroburgo.
Ma la novità che sta in cima alle notizie è proprio la collaborazione con la città russa, dentro un calendario di successive ospitate e scambi di cortesie che intreccerà le due realtà artistiche. «L’allestimento sarà in collaborazione con il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, diretto da Valerij Gergiev - spiega il sovrintendente -. È la prima volta che la Fondazione Arena realizza una coproduzione: i due luoghi sono molto diversi, ma si lavorerà ad un modulo degli allestimenti adattabile sia per un anfiteatro all’aperto come l’Arena che per un teatro al chiuso come quello di San Pietroburgo. E ci auguriamo il massimo del consenso da parte del pubblico». Già «accaparrati» i due talenti Bernard e Oren. Dopo il debutto e le date veronesi, l’opera si trasferirà in Russia. Ma non solo: «Siamo stati invitati dalla città di San Pietroburgo a portare l’Aida di Zeffirelli al nuovo stadio coperto realizzato per i mondiali 2018 già a novembre - racconta il sovrintendente -: lì i posti sono decine di migliaia, abbiamo già eseguito dei sopralluoghi, la nostra rappresentazione sarà ideata per un pubblico da 35 mila persone. Insomma , il Marchio Arena gode di fama straordinaria. La settimana prossima definiremo il business plan per San Pietroburgo, a cui si aggiunge una nostra presenza a Mascat, in Oman, dove siamo stati invitati. Il direttore Gergiev? Potrebbe debuttare in Arena nel 2018».

Insomma, tante le novità che l’entusiasmo butta dentro il futuro dell’ente. D’altra parte, i primi segnali consegnati dal 2016 sono positivi: l’Arena è tornata far margini, anche se pesa ancora l’indebitamento. «Registriamo già un dato - racconta Polo, riferendosi alla stagione in corso al Filarmonico -: il pubblico è aumentato del 7%, mentre vanno bene anche i progetti di fidelizzazione del pubblico, penso a quello per i giovani che registra una media di 500 presenze ad appuntamento. «La prima preoccupazione, quando sono arrivato, è stata quella di attivare anche gli eventi sinfonici al Filarmonico, che erano solo abbozzati - spiega Polo -. In scena, quest’anno, opere importanti, popolari, con artisti di grande livello e ne sono contento. In scena fra poco ci sarà Tosca, con nomi come Fiorenza Cedolins e Boris Statsenko, vere e proprie stelle della lirica. Ma penso anche a Norma, con la grande regia di Hugo de Ana, genio nel suo genere, per non parlare della versione cartoon di “Viaggio a Reims”. Insomma il piano della Fondazione tiene in molta considerazione la razionalizzazione dei costi, ma pensa anche al rilancio». Ora si attende la prima, con Nabucco, il 23 giugno. E c’è già chi pensa all’organizzazione: se si voterà l’11 giugno e si andrà al ballottaggio, quest’anno, la poltrona del sindaco resterà vuota.

Silvia Maria Dubois


L'Arena 2 marzo 2017


Arena Lirica Spa, consiglieri comunali esaminano il piano

Andrà martedì all’esame della commissione consiliare Seconda - su politiche finanziarie, attuazione del federalismo, partecipazioni e bilancio consolidato - presieduta da Cristiano Maccagnani, la proposta di Arena Lirica Spa. Cioè la società misto pubblico-privato ideata dagli avvocati Lamberto Lambertini e Giovanni Maccagnani e dall’imprenditore Giuseppe Manni per gestire il festival lirico estivo in Arena. Il piano, illustrato un mese fa dai tre a Camera di Commercio, Comune, banche, Fondazione Cariverona, Università, e altri soggetti.
L’obiettivo dei proponenti è costituire una società per azioni, con soci sia pubblici che privati. Aperta a eventuali contributi di mecenati e sponsor, che per tre anni gestirebbe il solo festival estivo areniano. Utilizzando personale artistico e tecnico per i soli mesi delle rappresentazioni delle opere, anzitutto per riportare i conti a posto. Creare in sostanza una società a gestione manageriale. Capace di proporsi con un marketing mirato e con politiche di conquista di nuovi mercati, in sinergia con le forze economiche cittadine. E tra le proposte già emerse, sostenuta fra gli altri dal presidente della Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco, c’è quella di affidare a Veronafiere, soggetto già a vocazione internazionale, la gestione della stagione.
Per ora però è solo un’idea. Intanto, la Fondazione lirica Arena è ancora alle prese con il tentativo di risanamento, con la legge Bray.


Enrico Giardini

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