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martedì 28 marzo 2017

Rassegna Stampa - 28 marzo 2017 (Corriere del Veneto)



Martedì 28 .03.2017

Non solo Nabucco, anche l’Aida a San Pietroburgo

VERONA Si amplia il «patto culturale»tra Verona e San Pietroburgo. Il sindaco Flavio Tosi ha infatti siglato ieri nella città russa, un nuovo protocollo di collaborazione per l’ampliamento delle relazioni tra le due città. «Per Verona, - ha detto il sindaco – è una nuova, importante opportunità di promozione internazionale».
All’interno dell’accordo, ha aggiunto Tosi, «è stato confermato l’interesse alla presentazione dell’opera “Aida”, nell’allestimento della Fondazione Arena, all’interno del programma del VI Forum internazionale della cultura di San Pietroburgo: tra le due città quindi – ha aggiunto - proseguirà il rapporto di cooperazione per consentire la definizione delle condizioni organizzative e finanziarie per la realizzazione dello spettacolo». Sulla base dell’intesa, inoltre, le due città si impegnano ad instaurare condizioni favorevoli al consolidamento delle relazioni in campo culturale, nonché a potenziare lo scambio di informazioni sulle modalità di collaborazione nell’ambito delle arti musicali, grafiche e della danza.
Palazzo Barbieri ricorda che la Fondazione Arena aprirà la stagione operistica di quest’anno, la sera del 23 giugno, con un «Nabucco» realizzato in collaborazione con il teatro Marinskij di San Pietroburgo. L’opera sarà poi rappresentata nella città russa il prossimo 18 novembre.
Il Forum internazionale della cultura, all’interno del quale si prevede adesso una rappresentazione dell’Aida di Verdi nell’allestimento della Fondazione lirica scaligera, è un appuntamento che si svolge regolarmente dal 2012 nel mese di dicembre. Nella scorsa edizione hanno partecipato agli eventi ed agli incontri in programma i rappresentanti di 82 Paesi, con giornate dedicate alla musica, all’arte e alla letteratura, allargandosi peraltro anche a temi economici e finanziari.

Lillo Aldegheri  

Tagli alle fondazioni, protesta a Firenze «Il bis? A Verona»

VERONA Da tutta Italia, da tutte le fondazioni lirico–sinfoniche del Paese. Ieri i dipendenti dei più importanti teatri italiani si sono dati appuntamento a Firenze per manifestare a sostegno del sistema lirico nazionale e delle fondazioni e contro i tagli che potrebbero arrivare dalla riforma dello spettacolo dal vivo e dalla legge 160 approvata lo scorso anno. Scelta non casuale quella di Firenze perché proprio lì, giovedì e venerdì, si terrà il G7 della cultura, con i ministri dei principali stati del mondo che si incontreranno in città. Quindi, almeno 800 tra maestri d’orchestra, cantanti del coro, maestranze e amministrativi hanno sfilato per le strade del capoluogo toscano in un colorato corteo che ha alternato cori celebri e romanze famose lungo il tragitto. Buona rappresentanza di lavoratori da Verona che hanno raggiunto la Toscana con due pullman e auto private. «Eravamo un’ottantina – spiega Dario Carbone, segretario provinciale Fials – soddisfatti di partecipare a una manifestazione che ha coinvolto l’intera città. Il risultato è stato importante e ha messo sotto i riflettori la contrarietà dei lavoratori a quanto prevede la legge 160». Si tratta della legge che impone il pareggio di bilancio alle fondazioni lirico–sinfonico, pena il declassamento a teatri non più di produzione, ma di semplice circuitazione e il taglio del Fus. «Alla fine della manifestazione – spiega Paolo Seghi, segretario provinciale Slc Cgil – abbiamo consegnato una lettera al prefetto nella quale abbiamo ribadito tutte le nostre perplessità e la richiesta di cambiare la norma». La lettera, secondo le rassicurazioni avute in prefettura, sarà recapitata al prossimo Consiglio dei ministri.

Ma la manifestazione di Firenze ha prodotto un altro risultato: l’obiettivo, infatti, è quella di replicarla a Verona, in tempi brevi.

Samuele Nottegar


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