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martedì 21 marzo 2017

Rassegna Stampa - 21 marzo 2017

L'INCONTRO. I sindacati ai parlamentari

«Fondazione Arena, questa legge va cambiata subito»
 Declassamento senza il pareggio di bilancio. No unanime alla Spa

martedì 21 .03.2017 CRONACA, p. 13


Il territorio veronese non riconosce il valore dell'indotto (400 milioni l'anno per l'economia locale) procurato dalla Fondazione Arena e non supporta in modo sufficiente e comunque inferiore a molte altre realtà territoriali italiane il rinnovamento e il rilancio di questo settore produttivo. E la soluzione non è la trasformazione della Fondazione in una Spa, proposta «comunemente e unanimemente valutata improponibile e allo stato attuale giuridicamente impraticabile», ipotesi «enfatizzata al solo scopo di lucrare sulla stagione estiva, sfruttando e distruggendo definitivamente, nel giro di qualche stagione, quanto costruito con professionalità nella storia stessa della Fondazione».Sono due passaggi della nota congiunta al termine dell'incontro tra le organizzazioni sindacali del settore spettacolo e alcuni parlamentari veronesi sul futuro della Fondazione Arena e della lirica a Verona. Erano presenti all'incontro i parlamentari Rotta, D'Arienzo, Zardini, Fantinati, Businarolo, Tosato e Bertacco. E' stato in particolare esposto dai sindacati «il riflesso negativo che l'art. 24 della legge 160/2016 (provvedimento introdotto come emendamento nella finanziaria che interviene in caso di mancato pareggio di bilancio) avrebbe sulle Fondazioni Lirico-Sinfoniche». In particolare sarebbero «estremamente negative le norme del comma 3-bis di declassamento a "teatri di tradizione", di drastica riduzione del supporto normativo ed economico, della modifica dei rapporti di lavoro del personale tutto (di dubbia legittimità giuridica). Condizioni queste peraltro antitetiche al percorso di risanamento e rilancio intrapreso dalla Fondazione Arena alla Legge Bray. Strumento questo che, ancorché lontano dall'essere approvato definitivamente, ha visto l'adesione e il sacrificio dei lavoratori che già nel 2016 hanno contribuito con una quota economica significativa dovuta a due mesi di fermata lavorativa e conseguenze decurtazione dei salari presupposti dal piano stesso».Il sindacato ha chiesto pertanto ai parlamentari «un impegno trasversale di modifica di tale ordinamento legislativo (legge 160) in sede di stesura dei regolamenti attuativi da parte delle Commissioni competenti».

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