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martedì 21 marzo 2017

Rassegna Stampa - 19 marzo 2017


Il teatro gestito da Fuortes «salvato» dal Comune di Roma. Indaga la Corte dei Conti

domenica 19 marzo 2017

Troppi finanziamenti pubblici fanno male alla lirica. La Corte dei Conti di Roma ha aperto un’inchiesta sulla pioggia di contributi che il Teatro dell’Opera di Roma ha ricevuto dal Comune dal 2oo8 ad oggi, dai 15 ai 21 milioni di euro l’anno che si aggiungono ad altrettanti finanziamenti del Mibact, ministero dei Beni Culturali. Una pioggia di soldi per coprire il pesante debito che la stessa Fondazione ha accumulato (54 milioni i debiti 2015). Dal 2013 il sovrintendente che gestisce l’Opera capitolina è Carlo Fuortes. Lo stesso uomo che il governo ha voluto mettere come commissario governativo per la Fondazione Arena di Verona. Che ha tutt’altre entrate pubbliche: 12 milioni di finanziamenti statali e appena 300mila euro l’anno dal Comune (che lo scorso anno ha erogato un finanziamento straordinario per far chiudere il bilancio). La Fenice si autofinanzia al 37% , dal ministero riceve 15,6 milioni, 2,5 milioni dal Comune e ha i bilanci in pareggio. La Corte dei conti indaga a Roma su esposto di un’associazione che dice che l’eccessiva generosità di contribuiti all’Opera di Roma non aiuta la Fondazione a tenere i conti in ordine: rassicurati dall’abbondanza, i suoi vertici non fanno economia. - Mo.Zi.  

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