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mercoledì 1 marzo 2017

Protesta davanti a Montecitorio - Rassegna Stampa


Protesta artistica a Montecitorio dei lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche

L'USB al fianco dei lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.

27 febbraio 2017

"Questa mattina un folto gruppo di lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche di varie città italiane, (Roma, Genova, Torino, Verona, Venezia, Trieste, Bologna, Firenze, Napoli, Cagliari, Bari, Palermo) hanno partecipato ad una manifestazione davanti il palazzo del Parlamento a Piazza Montecitorio. I maestri delle Orchestre hanno eseguito diversi brani musicali con archi e fiati per i cittadini che si sono avvicinati partecipando con approvazione alla manifestazione" riferisce in una nota l'USB.
"I lavoratori mettono in luce e denunciano la politica culturale portata avanti dall'attuale e dai precedenti governi, che si tramutano in Leggi e provvedimenti tesi a: destrutturazione dei reparti artistici; chiusura dei Corpi di Ballo; precarizzazione di tutte le professioni presenti nelle varie Fondazioni; incertezza degli studenti dei Conservatori e delle Scuole di Musica e Danza; la mancanza cronica di risorse adeguate e costanti ai Teatri d'Opera", denuncia l'Unione Sindacale di Base.
"Si chiede una inversione di marcia nella Politica Culturale del Paese che metta in primo luogo l'assolvimento del ruolo culturale sociale e pedagocica dell'arte musicale, peculiare espressione del nostro Paese. - viene quindi chiarito dal sindacato - USB nell'appoggiare le giuste rivendicazioni dei lavoratori che avranno sicuramente bisogno di ulteriori momenti di confronto e di lotta, chiama tutti i cittadini alla salvaguardia del patrimonio culturale, pretendendo anche la fruizione di tale aspetto culturale anche per le fasce meno abbienti della popolazione. Non stiamo parlando di risorse per bombardieri portaerei o opere inutili, stiamo parlando dell'art. 9 della Costituzione: sviluppo e valorizzazione della Cultura del patrimonio storico-artistico, dell'attività lirico-sinfonica e della formazione musicale".




A Montecitorio protesta in musica VIDEO

27 febbraio 2017

ROMA – Protesta in musica a Montecitorio. Scendono in piazza, con tromboni, sassofoni e clarinetti, i lavoratori delle fondazioni lirico sinfoniche.


video


Il presidio musicale si batte per l’abrogazione dell’articolo 24 della legge 160/2016. “La norma precarizza i lavoratori delle fondazioni che cosi’ vengono declassate. Alcune chiudono temporaneamente l’attività, con riduzione della programmazione”, spiegano i musicisti che chiedono anche “l’adeguamento degli investimenti per la cultura ai livelli europei, visto che l’Italia e’ penultima in Europa”.

La vertenza vuole ottenere inoltre il riconoscimento della musica e della danza come beni fondamentali per la collettività e una maggiore fruibilità dell’offerta musicale per le fasce deboli della popolazione. Il Comitato nazionale dei lavoratori delle fondazioni lirico sinfoniche sta inoltre lavorando ad una proposta di legge del settore che verrà presentata nelle prossime settimane. Al presidio si alternano lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma e delegazioni dal Teatro Regio di Torino, dal Carlo Felice di Genova, dall’Arena di Verona, dalla Fenice di Venezia, dal Verdi di Trieste, dal Comunale di Bologna, dal Maggio fiorentino musicale, dal San Carlo di Napoli, dal Lirico di Cagliari, dal Petruzzelli di Bari, dal Massimo di Palermo.




Lavoratori teatrali protestano a Roma: anche il Lirico di Cagliari a Montecitorio

27 febbraio 2017

C'erano anche i lavoratori della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, oggi a Montecitorio, per manifestare contro la nuova legge sulle misure finanziarie destinate agli enti territoriali.
Il "presidio musicale di protesta" ha suonato in piazza, a Roma, contro il declassamento delle fondazioni liriche e sinfoniche a seguito dell'articolo 24 della legge 160 del 2016.
I lavoratori che hanno aderito da tutta Italia sono riuniti nel Comitato Nazionale (Cnfls).
Davanti a Montecitorio i rappresentanti del Teatro dell'Opera di Roma e del Teatro Regio di Torino; del Carlo Felice di Genova e dell'Arena di Verona, della Fenice di Venezia e del Verdi di Trieste. C'erano anche quelli del Comunale di Bologna, del Maggio fiorentino musicale, del San Carlo di Napoli, del Petruzzelli di Bari e del Massimo di Palermo.

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