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venerdì 3 marzo 2017

"Le scuole possono far molto per sostenere l'Opera" - da Veron In

Le scuole possono far molto per sostenere l'Opera

26 febbraio 2017

Nonostante la crisi della Fondazione Arena, appassionati genitori e docenti portano i loro alunni e i loro figli a teatro avvicinando al genere moltissimi ragazzi; ciò è avvenuto anche grazie a Francesca Cazzanelli e al maestro Fabio Fapanni.

Il mondo dell’opera lirica è in crisi e i teatri vivono un gravissimo periodo che mette in difficoltà tutto il personale, dai direttori artistici, registi, interpreti, direttori d’orchestra e orchestrali, coro, corpo di ballo, comparse, tecnici. Vi sono però teatri, come La Fenice di Venezia e il Teatro Verdi di Trieste, ad esempio, che sono riusciti a chiudere in attivo il loro bilancio mentre a Verona la crisi ancora scuote la stabilità della Fondazione Arena, che è stata costretta al licenziamento dell’intero corpo di ballo. L’anno scorso la crisi ha portato il ministro Dario Franceschini ad inviare il commissario Carlo Fuortes in sostituzione di Francesco Girondini. Fuortes ha poi nominato come Sovrintendente Giuliano Polo. L’anno cui risale l’ultimo bilancio positivo è il 2001; da allora la situazione della Fondazione è peggiorata e ultimamente si è complicata con la creazione di una società, Arena Extra S.r.l., al vaglio delle indagini da parte della Guardia della Finanza e della Procura della Repubblica.


In questo clima di tensione continuano le manifestazioni dei lavoratori della Fondazione Arena che, la sera del 23 febbraio 2017, prima dell’inizio dello spettacolo I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, hanno lanciato un breve ma accorato appello alla cittadinanza perché si tuteli la professionalità di tutti i lavoratori, per segnalare la sospensione dell’accesso al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), le carenze dell’amministrazione e la mancanza di una gestione professionale del teatro. A far le spese del malfunzionamento, dovuto anche a sindacati disuniti che non sempre favoriscono fino in fondo i lavoratori e il dialogo costruttivo, oltreché a scelte politiche inadeguate, sono i lavoratori e le loro famiglie.

A questo punto che fare? Si profilano nuovi progetti privati che vorrebbero trasformare il solo festival estivo dell’Arena di Verona in una SpA(Arena Lirica SpA) ma qui viene in mente che la cittadinanza, come ha lottato contro la privatizzazione dell’acqua, ora si dovrebbe interrogare su tale progetto come pure su quello della copertura dell’anfiteatro. La città di sicuro si deve stringere attorno ai lavoratori perché si trovino, in occasione delle prossime elezioni amministrative, manager competenti che vadano a sanare tale situazione di emergenza. Però dobbiamo dire che la crisi è iniziata anche quando la città ha abbandonato il suo teatro, e in generale la cultura. Poi la disaffezione ha favorito l’affidamento a persone non all’altezza della grande macchina scenica del teatro più grande del mondo.
Nonostante la crisi, appassionati genitori e docenti hanno portato i loro alunni e i loro figli a teatro e hanno avvicinato al genere moltissimi ragazzi; ciò è avvenuto anche grazie a Francesca Cazzanelli e al maestro Fabio Fapanni, dell’Ufficio Formazione Pubblico della Fondazione, che contribuirono per primi, a partire dagli anni Novanta, all’idea di avvicinare i giovani alla lirica: essi hanno organizzato incontri esplicativi nelle scuole, con interventi in classe e altre iniziative formative e con ingressi agevolati, estesi negli ultimi anni anche ai genitori degli alunni.

Le iniziative didattiche nei teatri sono vincenti, come ha dimostrato anche l’attività della Fenice di Venezia che è coordinata dalla dottoressa Simonetta Bonato a capo di EduFenice e come si cerca di fare anche a Verona con Arena Young. Quindi gli strumenti di accesso al teatro ci sono e sono offerti sapientemente dagli uffici preposti con biglietti scontati; è sufficiente che i professori veicolino l’iniziativa e l’amore per la musica sinfonica e lirica per farla uscire dalla nicchia in cui è stata erroneamente relegata. L’educazione musicale, come Thomas Mann e i grandi ci hanno insegnato, passa solo attraverso l’ascolto e in quella direzione è andata anche la programmazione di alfabetizzazione musicale, organizzata dal BSide Trio di quattro musicisti tra cui Sergio Baietta e Andrea Battistoni, oggi direttore della Tokyo Philharmonic Orchestra. Essi hanno capito che la crisi della musica si configura nell’ambito culturale e nella carenza di scorte valoriali.

Senza educazione non c’è cultura e senza cultura non ci sarà vero sviluppo, né vera crescita economica. Ricordiamoci, infatti, che la crisi parte sempre da una questione morale, come bene afferma Roberta De Monticelli nel suo bel libro La questione morale, edizioni Cortina, Raffaello 2010.


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