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martedì 21 marzo 2017

Lavoratori delle Fondazioni Liriche in protesta il 27 marzo a Firenze contro l'art.24 L.160/2016, ma la Senatrice Di Giorgi (PD) conferma le intenzioni governative di non rivedere la normativa contestata - da AdnKronos

Mentre i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche si danno appuntamento per la Manifestazione Nazionale di lunedì 27 marzo a Firenze per protestare contro l'art.24 della legge 160 che destrutturerebbe definitivamente l'assetto dei Teatri Lirici italiani, la senatrice Rosa Maria Di Giorgi (PD), relatrice del disegno di legge 2287 Bis di riforma dello spettacolo dal vivo ed attualmente al vaglio della Commissione Cultura, in una intervista rilasciata all'agenzia di stampa AdnKronos confermerebbe la volontà governativa di non voler assolutamente rivedere l'art.24 della 160/2106, normativa che minerebbe gravemente la sopravvivenza della maggior parte delle Fondazioni Lirico Sinfoniche attualmente esistenti in Italia, che, per effetto dell'art. 24 contestato, rischierebbero di essere declassate e per questo di perdere ogni sovvenzione da parte governativa.

di seguito l'articolo dal sito della Senatrice Rosa Maria Di Giorgi


TEATRO
Di Giorgi: “Puntiamo a raddoppio FUS e testo unico su spettacolo”


Roma, 10 marzo 2017 (AdnKronos) – Un innalzamento della quota del Fus (Fondo unico per lo spettacolo) con due capitoli separati, uno per le fondazioni lirico-sinfoniche e un altro per tutte le altre istituzioni. Proprio di quest’ultimo “proporremo un incremento molto consistente, quasi un raddoppio, che si aggiungerebbe alle facilitazioni che abbiamo intenzione di introdurre, dall’art bonus esteso a tutti i soggetti e le attività al tax credit e alle defiscalizzazioni, già previste per il cinema, che riguarderebbero anche la prosa e lo spettacolo dal vivo in genere, con particolare attenzione ai giovani e ai festival”. Lo spiega all’Adnkronos la vice presidente del Senato, Rosa Maria Di GIORGI (Pd), relatrice del disegno di legge 2287 Bis sullo spettacolo dal vivo attualmente al vaglio della commissione Cultura di Palazzo Madama. Cifre alla mano, Di GIORGI chiarisce l’entità della boccata d’ossigeno per il settore che dovrebbe arrivare entro giugno: “Sto lavorando agli emendamenti relatore e allo stesso modo stanno facendo i vari gruppi politici. Per fine marzo vorremmo chiudere la discussione in commissione e la votazione degli emendamenti in modo da portare il testo in Aula al Senato per il voto entro aprile. Grazie al lavoro congiunto che stiamo facendo con la Camera, puntiamo all’approvazione definitiva entro giugno a Montecitorio”, sottolinea la relatrice del provvedimento, che sciorina i numeri: “Il nostro obiettivo è fare due capitoli diversi del Fus, uno per le fondazioni liriche i cui fondi, pari attualmente a 182 milioni di euro, resterebbero invariati e sarebbero soggetti alla razionalizzazione del settore prevista dalla legge 160, che non vogliamo modificare. L’altro invece riguarda la prosa e gli altri settori dello spettacolo dal vivo, che attualmente beneficiano di un contributo pari a 153 milioni di euro, che invece vogliamo portare a 250”. “Inoltre – aggiunge Di GIORGI – stiamo trattando con il governo per delle risorse a fondo perduto, un centinaio di milioni di euro in cinque anni, per gli ammodernamenti e le ristrutturazioni delle sale e dei luoghi di spettacolo, sia pubblici sia privati”. Incentivi che andrebbero anche a favorire “gli interventi di apertura e ristrutturazione delle sale dei comuni con meno di 20mila abitanti”, aggiunge la senatrice Dem, che aveva già illustrato le linee del provvedimento lunedì scorso al Teatro La Pergola di Firenze in occasione degli Stati Generali dello spettacolo dal vivo.

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