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martedì 14 marzo 2017

Il sovrintendente Polo non è del tutto allineato all'inconfessabile inciucio.. e il PD non gradisce - dal blog lavoratori in lotta a Verona

Il sovrintendente Polo non è del tutto allineato all'inconfessabile inciucio.. e il PD non gradisce

10 marzo 2017

Qualche giorno fa si è svolta la prima conferenza stampa del nuovo sovrintendente della Fondazione Arena, Giuliano Polo, nominato dal ministro alla cultura Dario Franceschini in sostituzione dell’’ex Commissario Carlo Fuortes.

Le specificità toccate nelle sue dichiarazioni sono state davvero molte. Alcune affermazioni e notizie le riteniamo davvero positive, mentre altre nascondono silenzi che vanno riempiti.

Nelle sue parole, rispetto alle ragioni che hanno portato al disastroso buco di bilancio, ad esempio, non troviamo nessun cenno alla gestione fallimentare da parte della direzione della Fondazione, ed in particolare dell’ex sovrintendente Francesco Girondini, pupillo del presidente, nonché sindaco con delega alla cultura Flavio Tosi. Inutile ripetere, ancora una volta, quali siano le loro responsabilità, che i cittadini ormai conoscono, e che solo una certa stampa si ostina a sottovalutare, preferendo la barzelletta preconfezionata, proprio dai responsabili, che vorrebbe addossare le colpe maggiori  agli “esosi” salari dei dipendenti. In realtà il rilancio della Fondazione non è possibile solo con i sacrifici (molti), imposti ai lavoratori, ma con una sostituzione radicale dell’intera dirigenza con altre persone che abbiano le competenze necessarie e, soprattutto, che abbiano a cuore il destino della Fondazione Arena, intesa come bene pubblico. Proprio in questa direzione riteniamo fondamentale riportare la gestione della fondazione nelle mani di chi quotidianamente ne affronta le difficoltà, ed è quindi anche in grado di valorizzarla al meglio: i lavoratori, i quali devono essere resi attori attivi e partecipi della gestione dell’ente.

Un altro silenzio da riempire, peraltro legato al primo è quello inerente alla “controllata” Arena Extra. Non bastano certo i bilanci in ordine attuali per cancellare la voragine di 12 milioni di euro causata dall'amministratore unico e dalle sue “magie” di “finanza creativa”, …l’onnipresente Francesco Girondini. Inoltre il silenzio rispetto all'addebito sui bilanci di Fondazione Arena dei costi di allestimento e disallestimento dell’anfiteatro rispetto all'alternanza opere liriche e concerti extra lirica (che pesa circa 1 milione l’anno) meriterebbe più attenzione.

Rispetto al licenziamento del corpo di ballo, Polo non lo rivendica, limitandosi a dire che era contenuto nel piano di risanamento (che per la verità indicava come zavorra anche Arena Extra), sul quale, evidentemente, lui non ha poteri di modifica. Va detto, rispetto alla garanzia data dal sovrintendente  al “diritto di prelazione” degli artisti licenziati nell'utilizzo dei contratti a tempo determinato durante la stagione estiva, che i problemi sono diversi, anche se non imputabili direttamente al sovrintendente; basti ricordare che un ballerino, per mantenere la forma fisica ad alti livelli (quelli che permettono quindi di esibirsi in un tempio della lirica quale l’Arena), ha la necessità di allenarsi quasi tutti i giorni per diverse ore. Peccato che una normativa italiana preveda, a differenza di altri paesi europei, che un ballerino possa farlo in una struttura consona, e quindi in un teatro, solo se in possesso di un regolare contratto di lavoro. La domanda logica è: come potranno i ballerini licenziati essere all'altezza del loro lavoro nella stagione estiva se non riusciranno ad avere qualche contratto durante il resto dell’anno (magari pagato con i voucher) che garantisca loro di mantenere, oltre il salario, la necessaria agilità?

I silenzi e le mezze verità, quando non del tutto devianti, riguardo a queste tematiche, non fanno forse parte dell’inconfessabile inciucio, che noi avevamo precedentemente svelato, rispetto ad un (sempre meno) tacito accordo tra il Partito Democratico (che ha nominato il sovrintendente), e la giunta tosiana?

Le affermazioni di Giuliano Polo non sono state però tutte in linea con l’inciucio e, sul tema fondamentale, e cioè quello riguardante la privatizzazione della gestione dell’anfiteatro, ci ha davvero stupito positivamente. La sua, infatti, è una presa di distanza chiara e puntuale rispetto al subentro di  Arena Lirica spa fondata dall'imprenditore Manni, dall'avvocato del sindaco Maccagnani e dall'avvocato Lambertini, al quale il Pd veronese aveva proposto la candidatura a sindaco. L’intervento di Polo ha finalmente chiarito un aspetto fondamentale del rapporto pubblico – privato inerente le normative che regolano la vita delle Fondazioni lirico – sinfoniche, ma che i poteri forti veronesi hanno sempre sottaciuto per loro convenienza.

Esse infatti prevedono già oggi la partecipazione di capitali privati fino ad un massimale pari al 49% del totale. Tali capitali sono soggetti ad una importante defiscalizzazione grazie alla normativa del cosiddetto Art bonus, concepita dal ministro Franceschini. La contrapposizione quindi, alla quale qualcuno vorrebbe assoggettare la vicenda legata all'Arena di Verona, tra pubblico e privato, è del tutto fuorviante, se non ideologica. In ogni caso, al fine di rigettare qualsiasi accusa di faziosità, vi sarà utile sapere che non sempre, o per meglio dire, quasi mai, la completa privatizzazione di un teatro dà gli effetti benefici tanto decantati da gran parte dell’imprenditoria e della politica veronese. L’esempio più eclatante è quello del Met di New York, il più grande teatro lirico degli Stati Uniti e uno dei più prestigiosi al mondo, che, come ricorda la testata Vvox in un suo articolo, presenta bilanci in rosso per 22 milioni di dollari, nonostante sia un teatro privatissimo!

In ogni caso, nonostante le rassicuranti parole del sovrintendente, non possiamo permetterci di abbassare la guardia, soprattutto dopo la creazione di una nuova società che offre servizi per lo spettacolo, evidentemente affiancando Arena Lirica spa. E’ chiaro che più di qualcuno sta scommettendo sulla privatizzazione.

Le parole di Giuliano Polo, contrario alla spa, hanno messo in allarme il Pd veronese; in una nota congiunta i consiglieri comunali Ugoli e Bortolotti infatti, si dichiarano apertamente in disaccordo con la disamina del sovrintendente. Forse nemmeno loro conoscono la normativa che permette l’entrata di capitali privati nelle Fondazioni? Non lo riteniamo possibile, vista la chiarezza con la quale Polo l’ha declinata. La risposta, a nostro avviso, è un’altra, ed è la stessa da noi già denunciata: il Pd è favorevole alla spa, ossia ad una gestione totalmente privata, non rinunciando però a fondi pubblici dell’anfiteatro veronese.

A questo punto, dati i numerosi elementi che indicano questo percorso del Pd veronese, invitiamo i cittadini veronesi contrari, come noi, alla spa, ad aprire gli occhi e a regolarsi di conseguenza alla prossima tornata elettorale veronese.

Non possiamo non terminare l’articolo sottolineando un secondo aspetto positivo dell’azione del sovrintendente inerente il rilancio artistico della Fondazione Arena, ed in particolare la collaborazione instaurata con il teatro di San Pietroburgo. La strada da percorrere è ancora molta, ma è innegabile che l’accordo rappresenta un buon inizio.

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