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giovedì 9 marzo 2017

Fondazione Arena: Comunicato Sindacale Unitario 7 marzo 2017 - Il progetto di privatizzazione della Lirica in Arena fa tremare i sindacati, ma correre ai ripari quando ormai sembra essere troppo tardi, spesso non serve a molto.

Solo dopo aver perso irrimediabilmente pezzi del teatro, oggi i sindacati unitariamente (anche se qualcuno già da tempo) sembrano aver preso atto e coscienza di un ormai imminente serio pericolo di smantellamento della Fondazione Lirica Arena per dar spazio alla gestione privata, pericolo i cui segnali di allarme inequivocabili si potevano cogliere già da molto lontano.

La dismissione del corpo di ballo e la riduzione dell'attività invernale del Filarmonico sono solo l'inizio di un percorso di destrutturazione, peraltro incentivato dal governo attraverso la recente Legge 160/2016 e preventivamente sperimentato attraverso il commissario Fuortes proprio a Verona, finalizzato proprio alla eliminazione di quelle scomode istituzioni teatrali e culturali, quale anche la Fondazione Arena, che, per tenerle in vita, andrebbe ro necessariamente sostenute e finanziate. 

La Fondazione Arena oggi corre il rischio, anche in tempi brevi, di vedersi sostituita da un progetto di natura privatistico, Arena Lirica Spa, che prenderebbe la gestione delle attività degli eventi di lirica in Arena e soprattutto dell'indotto economico importante che ne deriva.

Sulla fattibilità dell'operazione si sta dibattendo molto nell'ultimo periodo, con sostenitori pro e contro, a secondo della visione e del lato della barricata, con qualcuno pronto anche già a saltare a secondo della convenienza da un lato o dall'altro per imbracciare la bandiera del vincitore.

Se qualcuno in teatro pensava che licenziare i ballerini fosse l'obolo da pagare senza tanti mal di testa per assicurarsi un futuro certo, oggi  forse ci si sta cominciando a render conto di come la difesa dell'attività di balletto, al fine di impedire la scomparsa di questo importantissimo e economicamente strategico settore artistico, avrebbe potuto costituire il primo serio ostacolo verso un progetto che oggi potrebbe essere troppo tardi da riuscire a contrastare.

Gli interessi economici che girano intorno all'attività del Festival Lirico in Arena e comunque alla gestione di qualsiasi evento nell'anfiteatro romanico più famoso al mondo sono evidenti, e quando politica ed interessi economici privatistici si intersecano così favorevolmente verso una strada comune, spesso è molto difficile opporre contrasto se non si è già corsi ai ripari da molto lontano.

Purtroppo per molti anni i sindacati, per cecità o per opportunismo, hanno chiuso spesso e volentieri tutti e due gli occhi di fronte alla situazione, lasciando gestire la Fondazione Arena a chi l'ha "ben" guidata nello stato di crisi economica in cui sia stata condotta, ritrovandosi oggi a contrastare, guarda caso, un progetto privato finalizzato a rimpiazzare l'istituzione teatrale stessa, promosso e sostenuto dagli stessi personaggi che hanno responsabilità nella disastrosa gestione passata.

Il mantra "..non ha più senso il copro di ballo stabile, lo assumo a chiamata quando mi serve.." è oggi più che mai valido, anche sostituendo la parola ballo con coro od orchestra.
Oggi il corpo di ballo sarà assunto quando serve, magari anche il futuro della lirica è quello..
Una gestione sicuramente molto più economica, certamente a discapito della qualità artistica, ma la qualità oggi si sa, passa in ultimo piano qualora aumentino notevolmente gli interessi economici per chi gestisce.

Di seguito riportiamo il comunicato unitario emesso in data odierna dalle segreterie provinciali delle quattro sigle sindacali di categoria in merito alla loro preoccupazione verso il progetto Arena Lirica Spa, progetto che ogni giorno trova nuovi sostenitori a sponsorizzarne fattibilità, sostenibilità e convenienza.



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