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venerdì 24 febbraio 2017

Rassegna Stampa - 22/23 febbraio 2017


IL FUTURO DELL'OPERA. Il presidente della Fondazione Cariverona: «Il progetto merita approfondimenti»

Arena lirica ai privati, ok di Mazzucco
«La situazione attuale è insostenibile, quindi bisogna uscirne». «Unicredit? Sì il cda doveva dimettersi»

mercoledì 22 .2. 2017 CRONACA, p. 13

A un anno dal suo insediamento al vertice della Fondazione Cariverona, il presidente Alessandro Mazzucco ha fatto il punto su alcuni temi caldi della città e della finanza parlando ai microfoni di Radio Verona. In particolare, Mazzucco ha confermato il sentimento positivo nei confronti del nuovo progetto per Arena lirica, il progetto per una nuova società proposto dagli avvocati Lamberto Lambertini, Giovanni Maccagnani e dall'imprenditore Giuseppe Manni.«Sicuramente la lirica a Verona si identifica con l'Arena, e il progetto di rilancio deve appartiene alla città e deve essere governato dalla città. Così come in molti settori esistono competenze pubbliche che vengono poi affidate ai privati per la realizzazione manageriale, così anche in questo caso può essere un vantaggio. La proposta di Arena lirica spa è interessante, le soluzioni non sono semplici però, e quindi il progetto è da studiare ma può avere buoni risultati. Di sicuro c'è che la situazione attuale è insostenibile, bisogna uscirne. Il mio pensiero comunque è positivo».
Intanto, il sindacato Fials ha preso visione del progetto, consegnato ai dirigenti sindacali dall'avvocato Lamberto Lambertini.

Mazzucco è tornato anche sulla vicenda dell'aumento di capitale di Unicredit, ribadendo le critiche al consiglio di amministrazione che ha creato la situazione difficoltà e chiedendo discontinuità. «Io sono fortemente convinto, alla luce anche del pronunciamento dell'Ocse, che le fondazioni bancarie devono star fuori dalle banche, tenendo rapporti solo in qualità di investitori finanziari, per ricevere i rendimenti che consentono di avere capitale da erogare per gli scopi istituzionali. Se una banca dà rendimenti positivi c'è la possibilità di mantenere l'azionariato, se non avviene non ci sentiamo vincolati ed esistono altre forme di investimento». Quindi? «Quindi abbiamo maturato nel corso degli ultimi due anni una grossissima perdita come soci di Unicredit e abbiamo ritenuto di seguire aumento di capitale per tentare il recupero della perdita. Confermo che un cda che dava notizie rassicuranti a fronte di quanto è stato scoperto poi che si era sull'orlo del fallimento, in un mondo normale darebbe le dimissioni».


ENTI. Il progetto della spa per gestire il festival

Arena Lirica, il piano piace ma anche divide

giovedì 23 .02. 2017 CRONACA, p. 12

Arrivano altri pareri favorevoli, ma anche distinguo al progetto di Arena Lirica spa proposto dagli avvocati Lamberto Lambertini e Giovanni Maccagnani e dall'imprenditore Giuseppe Manni per rilanciare la lirica. «Mai stato contrario al privato a patto che la governance resti pubblica, con struttura manageriale competente», dice Stefano Bertacco, senatore, di Battiti. «Ma nulla è stato fatto verso i responsabile della conduzione fallimentare della Fondazione». Quanto al progetto, Lambertini riferisce di averne fornito copia «a un ex dipendente dell'Arena, Gianni Grigolato. Mi ha chiesto di farlo avere ai responsabili del suo sindacato, Fials, e gli ho detto che era autorizzato. Disponibili a presentarlo a chi è interessato». Ma Dario Carbone, segretario Fials, dice: «L'unico e univoco soggetto titolato alla gestione della lirica estiva in Arena è per legge la Fondazione Arena di Verona. Smentisco qualsivoglia interesse in qualsiasi progetto di gestione privata».


Prima il turista e poi il cittadino

giovedì 23 .02. 2017 CRONACA, p. 11


A Verona, specie nel centro storico, il commercio ambulante, cioè i banchetti di alimentari e di abbigliamento, si sta sostituendo ai negozi tradizionali che vanno sempre più calando di numero. E se le botteghe stanno sparendo, sono invece in aumento gli alberghi, i bed&breakfast, i ristoranti e i bar. Questo vuol dire che la città è sempre meno dei residenti e sempre più dei turisti. Il fenomeno emerge da uno studio della Confcommercio che ha preso in esame 40 comuni italiani di medie proporzioni tra cui il nostro, ma noi che viviamo la città ogni giorno non abbiamo bisogno di studi per renderci conto che sta diventando altro da quella che conoscevamo. El cavalier Marandèla sostiene che questo è il frutto delle politiche delle varie amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni. «Assessori ignoranti come sape - dice - hanno stravolto il centro privandolo della sua identità e continuano nella loro opera demolitrice. Strombazzano record di afflussi turistici in occasione delle sempre più frequenti sagre ma tacciono sulla morìa di botteghe, parecchie delle quali storiche, e sul fatto che i veronesi dei quartieri periferici non vadano più in centro, cittadella chiusa dai divieti e dalle maratone, mentre i residenti ne vorrebbero scappare via». El cavalier Marandèla ha il soprannome di Quarantore perché i suoi sfoghi durano quanto la solenne celebrazione liturgica ma spesso non rispetta i tempi, andando oltre. Non credo però che quello che dice sia sbagliato. È vero che c'è più attenzione per il turista che per il cittadino, e il risultato sarà che tra non molti anni il centro farà concorrenza a Gardaland e molti disoccupati - e questo è bene - troveranno lavoro nelle biglietterie. Sempre el Marandèla sostiene che, essendosi abbassata l'età degli amministratori, e purtroppo anche la loro cultura, è venuto meno il patrimonio di conoscenze legate all'anima antica della città e ne sarebbe una prova il fatto che in Arena ci sono ormai più spettacoli di rochettari che opere liriche. Anche qui il Marandèla ha ragione. C'è più attenzione - e, credo, devozione - per Ligabue e Zucchero che non per Verdi e Puccini. Da tempio della lirica l'Arena è diventata sagrestia del pop.

Silvino Gonzato

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