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giovedì 9 febbraio 2017

Privatizzazione dell'ARENA: approfittando della "Bray" bloccata riparte la scalata di Tosi alla conquista dell'Arena con il progetto Lirica Spa- Rassegna Stampa - 9 febbraio 2017





Lirica spa, i promotori aggiornano la proposta di rilancio
L’ipotesi di un coinvolgimento di altri soggetti pubblici
Oggi incontro con istituzioni, sindaco, società e banche. L’obiettivo resta quello di un grande festival

giovedì 9 febbraio 2017

Verona (a.s.) Verrà presentato oggi pomeriggio alle 17, a Palazzo Canossa, il progetto finale di Lirica Spa, ideato e redatto dagli avvocati Lamberto Lambertini e Giovanni Maccagnani unitamente all’imprenditore Giuseppe Manni. Alla presentazione sono stati invitati tutti i soggetti, istituzionali e non, che nel corso degli anni hanno finanziato la Fondazione Arena, sia come soci fondatori sia come sponsor. Parterre de roi , quindi, con il presidente di Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco, quello della Camera di Commercio Giuseppe Riello e, ovviamente, il sindaco Flavio Tosi. Ci saranno anche il rettore Nicola Sartor e il presidente di Veronafiere Maurizio Danese, oltre a esponenti di primo piano di Banco Bpm e Unicredit e della stessa Fondazione Arena.
L’intento di Lirica Spa era quello di fornire una via d’uscita alla sempre più difficile gestione dell’Arena, tuttora commissariata e in attesa di approvazione dell’adesione alla Legge Bray. Una gestione, quella proposta dagli ideatori del progetto, imperniata essenzialmente sul festival lirico estivo, da valorizzare con un cartellone di primo piano, ricco di opere nuove e soprattutto di interpreti di grande richiamo internazionale. Il tutto reso possibile da investimenti mirati di sponsor attratti dal fascino dell’Arena e, proprio per questo, disposti a investire. Il progetto come concepito inizialmente, però, ha subito forti critiche specie per la sua impostazione, ritenuta da più parti «troppo privatistica». Su questo concetto è probabile che gli ideatori si siano confrontati a lungo per cercare una soluzione meno impattante, magari ipotizzando l’ausilio di un soggetto territoriale che abbia connotazione privata ma contempli nella compagine societaria anche istituzioni locali pubbliche. Se così fosse, qualunque sia l’ente individuato da Lambertini, Maccagnani e Manni, vale la pena ricordare un precedente degli anni Trenta, quando il festival lirico venne gestito, per un breve periodo, dalla Fiera di Verona.

Lavori di restauro in Arena c’è l’incarico per il progetto
Ma il cantiere scatta in autunno
Svolta dopo due anni e mezzo di attesa per l’operazione Cariverona-Unicredit
giovedì 9 febbraio 2017

VERONA È stato finalmente assegnato l’incarico di progettazione per il mega-restauro dell’Arena di Verona, finanziato con ben 14 milioni di euro, per metà stanziati da Fondazione Cariverona e per l’altra metà da Unicredit. Il finanziamento era stato annunciato nell’ormai lontano dicembre 2014, con la famosa conferenza stampa tenuta a Milano da Paolo Biasi, allora presidente di Cariverona), Federico Ghizzoni, ex amministratore delegato di Unicredit, e dal sindaco di Verona Flavio Tosi. Da allora, e per oltre due anni, quei soldi erano rimasti fermi, inutilizzati, in attesa che una progettazione completa dicesse in dettaglio in qual modo dovessero essere spesi.
Il ritardo aveva iniziato da tempo a creare inquietudini e tensioni, e a Palazzo barbieri c’era chi temeva che, in assenza di passi avanti, la Soprintendenza potesse decidere di «strigliare» tutti i protagonisti della vicenda. Problemi burocratici, questioni tecniche, il cambio della presidenza di Cariverona (da Paolo Biasi ad Alessandro Mazzucco) erano le possibili attenuanti. Ma i timori c’erano. E si sono dissolti solo nelle ultime ore, quando dai vertici di Cariverona è arrivata la notizia del via libera all’incarico per la progettazione. Adesso quindi si potrà disegnare il progetto definitivo, cui seguirà subito dopo quello esecutivo. In pratica, i lavori all’interno dell’anfiteatro potranno ragionevolmente iniziare subito dopo che si sarà conclusa la prossima stagione operistica estiva (compresa l’appendice dedicata al pop e al rock).
Quali saranno gli interventi da effettuare con quei 14 milioni? Una quota parte (ma non la più rilevante) sarò destinata alla sigillatura dei gradoni contro l’acqua piovana, tema di cui molto abbiamo scritto nei giorni scorsi, in relazione alle discussioni sulla possibile copertura del monumento.
La fetta più grossa del mega-investimento sarà invece destinata al rifacimento dell’impianto elettrico, con nuovi e più moderni servizi antincendio. Da rifare anche i servizi igienici, per il personale e per il pubblico. I lavori all’interno dell’Arena dureranno almeno tre anni, con ovvie sospensioni durante i mesi estivi, per consentire il regolare svolgimento delle stagioni operistiche e dei concerti rock e pop. Tutte le fasi dei lavori saranno seguiti dal conservatore dell’Arena, ingegner Sergio Menon, dal Soprintendente ai Beni culturali e paesaggistici del Veneto Ugo Soragni, dalll’architetto Stefano Gris e dall’ingegnere Claudio Modena. Il finanziamento era stato possibile grazie al cosiddetto Art Bonus, che consente di detrarre dalle tasse il 65 per cento di quanto erogato per iniziative culturali. Alla presentazione dello stanziamento, nel dicembre 2014 al piano nobile dell’Unicredit Tower di Milano, il sindaco Flavio Tosi (forse con lo sguardo già rivolto alle polemiche di questi giorni) aveva detto che quei 14 milioni sarebbero serviti «a tutelare e a salvaguardare il nostro Anfiteatro, il cui primo nemico da battere è la pioggia che si infiltra nei gradoni, scava, svuota i terrapieni e può portare anche dei crolli».

Lillo Aldegheri






IL FUTURO DELL'ANFITEATRO. Da Unicredit e Fondazione Cariverona finanziamenti con le agevolazioni dell'Art Bonus. I tecnici al lavoro assieme a quelli del Comune

In attesa del tetto, l'Arena si «cura»
Interventi di restauro a gradoni, arcovoli, impianti: entro giugno il progetto, poi gara europea da 10 milioni, lavori in autunno

giovedì 09 .02.2017 CRONACA, p.11


In attesa di ammirare in Gran Guardia gli 84 progetti che hanno partecipato al concorso internazionale di idee per mettere un tetto all'Arena, vinto dagli studi di architettura tedeschi Sbp e Gmp di Stoccarda e Berlino, procede la progettazione dell'intervento per sigillare i gradoni dell'anfiteatro danneggiati dalle infiltrazioni d'acqua, per il rifacimento degli impianti elettrici, tecnologici e sanitari e per restaurare gli arcovoli coinvolti nell'ambizioso programma dei lavori.Per questo intervento Unicredit e Fondazione Cariverona hanno messo a disposizione 14 milioni di euro (Iva compresa), finanziamenti che godono delle agevolazioni fiscali stabilite dall'Art Bonus del ministero dei Beni culturali. Tale misura, messa in atto dal Governo Renzi, dà la possibilità a chi mette a disposizione delle somme di denaro a fini di promozione e restauro di opere d'arte e monumenti, di defiscalizzarle fino al 65 per cento.Il progetto definitivo cui stanno lavorando i tecnici del Comune coadiuvati da progettisti della Fondazione Cariverona, secondo quanto trapela da Palazzo Barbieri sarà ultimato a fine aprile. Entro giugno, quindi, sarà pronto il piano esecutivo. Sul progetto sarà poi bandita una gara europea da 10 milioni di euro. Per l'appalto, tenendo conto dello svolgimento della stagione lirica, i tempi saranno ancora lunghi e bisognerà aspettare l'autunno. Il contratto con le ditte vincitrici probabilmente sarà sottoscritto a fine anno. Il piano straordinario per «rimettere a nuovo» l'Arena, al quale aveva lavorato l'allora assessore all'edilizia monumentale Stefano Casali, era stato presentato il 17 dicembre 2014 all'Unicredit Tower di Milano. L'accordo era stato sottoscritto dal sindaco Flavio Tosi, dall'allora presidente della Fondazione Cariverona Paolo Biasi, e dall'amministratore delegato di UniCredit Federico Ghizzoni. Esso prevede l'erogazione di 14 milioni nel triennio 2014-2016. I lavori di restauro e adeguamento funzionale e impiantistico necessari per la piena fruizione dell'Arena dureranno tre anni. I cantieri, infatti, rimarranno aperti solo nelle stagioni invernali, per permettere gli allestimenti dei concerti e del festival lirico.A Milano il sindaco, nel sottolineare l'importanza dell'intervento, aveva aggiunto che il primo «nemico» da battere «è la pioggia che si infiltra nei gradoni, scava, svuota i terrapieni e può portare a dei crolli e mettere a serio rischio l'impiantistica e i quadri elettrici». Il «secondo passo», aveva poi dichiarato, «sarà quello di arrivare a una copertura che permetterebbe di ottenere un notevole risparmio, evitando così di vedere opere e concerti funestati dalle intemperie». Era stato in quell'occasione che Tosi aveva annunciato di aver ottenuto dal ministero ai Beni culturali «il placet per il concorso internazionale di idee», il cui esito ha suscitato consensi ma anche durissime contestazioni. Quanto al progetto di copertura ora la parola passa al ministero che, insieme al Comune e alla Soprintendenza dovrà valutare la fattibilità del progetto. L'intervento proposto dagli architetti tedeschi costa qualcosa come 13 milioni e mezzo di euro, che lo stesso Sandro Veronesi, patron di Calzedonia e sponsor del concorso di idee, si era detto disponibile a finanziare qualora non si trovassero altri mecenati.

Enrico Santi

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