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giovedì 9 febbraio 2017

Polo chiarisce sul "doppio incarico" e Pereira da dello stupido a chi elimina il balletto - Rassegna Stampa - 8 febbraio 2017


Polo: «Nessun incarico condiviso tra Fondazione e Santa Cecilia»

mercoledì 8 febbraio 2017


Giuliano Polo, neo sovrintendente
della Fondazione Arena
Nessun incarico «condiviso» tra Fondazione Arena e Accademia di Santa Cecilia e nemmeno settimana corta a Verona per potersi concentrare, i restanti tre giorni, nel ruolo di direttore degli Affari generali nella Fondazione romana. Il sovrintendente Giuliano Polo ha precisato in una nota, facendo riferimento anche a quanto riportato nei siti delle due fondazioni lirico – sinfoniche, di aver «preso servizio a tempo pieno presso la Fondazione Arena di Verona il 1 dicembre 2016, data a decorrere dalla quale non ha percepito alcun emolumento dalla Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia, né ha diviso la sua settimana lavorativa tra le due Fondazioni» .L’ipotesi, ma di semplice ipotesi si trattava, era stata avanzata nelle pagine del Corriere di Verona di domenica e nasceva da una coincidenza: un documento della stessa Accademia di Santa Cecilia, datato 19 dicembre, infatti, riportava in calce proprio la firma di Polo. L’attuale sovrintendente areniano, in realtà, in quei giorni aveva già assunto il suo ruolo in Arena avendo lasciato l’incarico di direttore degli Affari generali all’Accademia, il precedente 30 novembre. Per quanto riguarda questo punto, Polo ha precisato: «La firma sul documento indicato nell’articolo rappresenta la conclusione, dovuta, di un atto amministrativo iniziato precedentemente».
Nel frattempo, giungono notizie positive sul fronte dei conti del teatro: con lo stipendio di febbraio, saranno erogati ai dipendenti anche i premi di risultato per l’anno che si è appena concluso.

Infine, senza citare l‘Arena, il sovrintendente della Scala Alexander Pereira ha criticato il licenziamento del corpo di ballo: «I teatri che vogliono risparmiare, tolgono il balletto. Credo sia gravissimo e molto stupido perché c’è sinergia fra il balletto e l’opera».

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