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venerdì 17 febbraio 2017

"Palermo capitale della cultura, Verona della copertura" - da Verona-In.it


Palermo capitale della cultura, Verona della copertura


Per coprire l’Arena si muovono politici, imprenditori, architetti e ingegneri ma nessuno ha pensato di proporre Verona come capitale della cultura italiana per il 2018. Così dopo Mantova sarà Palermo a godere dei vantaggi di un simile riconoscimento. Eppure la nostra è una città scespiriana e dantesca, romana, longobarda, scaligera, viscontea, veneziana, asburgica, con testimonianze preistoriche di valore immenso. Ma è anche una città che non crede in se stessa.

di Mario Allegri - 2 febbraio 2017

Sarà dunque Palermo,  città soffocata soprattutto dalla piaga del “traffico”, come lamentava lo zio in Johnny Stecchino, la capitale della cultura italiana per il 2018, succedendo a Mantova (2016) e a Pistoia (2017). La contesa non deve essere stata dura, se si pensa che tra i rivali figuravano Comacchio, Alghero, Aquileia, Montebelluna e perfino Settimo Torinese. Ma non Verona, che per l’ennesima volta non si è presa cura di presentare uno straccio di domanda. Eppure, questa città scespiriana e dantesca (unica in questo al mondo), romana, longobarda, scaligera, viscontea, veneziana, asburgica, perfino con testimonianze preistoriche di valore immenso, e musei palazzi chiese accademie che tante metropoli ci invidiano, non ha creduto di dover partecipare al concorso. Ma soprattutto, e per l’ennesima volta, non ha creduto in se stessa.

Nemmeno, il milione di euro garantito al vincitore dal MiBACT, oltre all’esenzione dal vincolo di stabilità dei fondi impiegati, e aggiungiamoci pure il milione di visitatori in più assicurati tutti gli anni precedenti alla città vincitrice, avrebbero dovuto far gola al sindaco Tosi, che tra le tante cariche detiene ufficialmente, ma inutilmente a quanto si è abbondantemente visto, anche la delega alla Cultura. Ma Cheope-Flavio ha in mente dell’altro. Vuole a tutti i costi il suo monumento aere perennius (“più duraturo del bronzo”, per alcuni assessori) a memoria dei suoi due infausti mandati, lui che non è stato capace nemmeno di tenere assieme Lella e Tosato.

Ci ha provato con il megatraforo, con il megainceneritore, con il cimitero verticale, e ha persino apposto la sua firma sul monumento a Emilio Salgari (ma si era mai vista una cosa simile?! Nemmeno a  Bokassa sarebbe venuto in mente). Ora ci prova, alleato con un astuto imprenditore in cerca di facile pubblicità, con la copertura dell’Arena, che diventerà così il più grande teatro del mondo al semi-aperto, dopo aver primeggiato in questi ultimi anni per la semi-qualità dello spettacolo.

Il progetto vincente sembra orientato ad una immensa zanzariera sotto la quale, in un caldo assassino, sarà interessante bearsi delle note di Verdi e Puccini mischiate alla pioggia, a straventi e magari anche alla grandine, con effetti che avrebbero fatto la gioia di Marinetti e dei futuristi, che non a caso volevano abolire il melodramma.

Ecco, magari con questa grande idea Tosi ce la farà finalmente a passare alla storia. E già che ci siamo, gli suggeriamo di proporre la copertura ermetica anche degli arcovoli, come si faceva nei secoli scorsi per permettere alle prostitute di esercitarvi la professione. Si risolverebbe così il problema che più tormenta e sta a cuore al sindaco e ai leghisti: ripristinare le case chiuse.


Dopo lo spettacolo, altro che il risotto in Bra…

2 commenti:

  1. Forse il sindaco di Palermo è più acculturato di tosi, del resto ci vuole molto poco!!! Cosa volete che interessi a tosi prendere 1 mil.di euro x la città? A lui interessano i soldi che possono entrare direttamente nelle sue tasche, in quelle dei suoi amici,e perché no, della "ndrangheta " sono suoi amici pure quelli! I poteri della città insensibili.....ma mica vorrete che vadano contro tosi rischiando di perdere la poltrona! (Leggi presidenti vari: camera di commercio, aereoporto diventato di serie z con tutte le compagnie importanti fuggite, ecc.) Povera Verona x 10 anni nelle mani di costui e ridotta un letamaio in tutti i sensi! Povero Anfiteatro che si troverà in testa una mega mutande tenuta da un reggiseno! Entrambi di pessima qualità!! e povera fondazione Arena!

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  2. Quindi l'unica caratteristica di Palermo degna di essere menzionata è di essere soffocata dal traffico. Non che sia stata una città fenicia, romana, bizantina, araba, normanna, sveva, angioina, aragonese, asburgica, borbonica,infine italiana, risultando in un mix culturale ed artistico eccezionale e variegato...ha persino testimonianze preistoriche di valore immenso!

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