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giovedì 9 febbraio 2017

da Milano una frecciata alla Fondazione Arena: "Molto stupido togliere il balletto" Alexander Pereira, Sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano prima della serata Starvinskij - fonti ANSA.it e Giornale di Vicenza

"Spesso quando i teatri vogliono risparmiare, tolgono il balletto. Credo sia gravissimo e molto stupido perché c'è sinergia fra il balletto e l'opera. Avere balletto ed opera che si alternano permette di alternarli. Mentre coro prova, il balletto si può esibire e così avere più alzate di sipario. Se si rompe la sinergia, si attacca il teatro nel suo profondo".

Queste sono le parole del Sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano che ieri sono state riportate in un articolo apparso su ANSA.it e da molti altri quotidiani in occasione del debutto di sabato prossimo della serata di balletto interamente su musiche di Igor Stravinskij.

Non sono state direttamente riferite in merito alle scelte della Fondazione Arena, ma i riferimenti non possono di certo essere casuali.

Riportiamo di seguito gli articoli:




Scala: 'doppio' show balletto-concerto, dirige Metha
Pereira, evento molto speciale;
grave togliere danza da teatro

Alexander Pereira,
Sovrintendente Teatro alla Scala di Milano
Un concerto da vedere o un balletto da ascoltare: si potrebbe definire così 'Serata Stravinskij' lo spettacolo che debutterà alla Scala sabato prossimo.
    Si tratta, va detto, di un balletto, anzi due, Petruska, nella coreografia di Fokine e Sacre du Printemps, in quella di Glen Tatley. Ma si tratta anche di un concerto di musiche di Stravinskij con in buca, a dirigere l'orchestra della Scala, Zubin Metha.
    "L'obiettivo è unire i pubblici del teatro - ha spiegato il sovrintendente della Scala Alexander Pereira - e spero che riusciremo a convincere il pubblico che questo è un evento molto speciale".
    Non si tratta dell'unico caso il cui il manager tedesco ha chiamato direttori famosi a dirigere balletti. Lo ha fatto Harding, Patrick Fournillier e lo farà, ad aprile, Paavo Jarvi perché "quando i teatri vogliono risparmiare tolgono il balletto, ma è gravissimo e molto stupido: fra opera e danza c'è sinergia e quando si rompe la sinergia, si attacca il teatro nel suo profondo. Per questo vogliamo dare un segnale molto forte".
    "Certo bisogna essere flessibili - ha ammesso Metha, che raramente ha diretto balletti e che in questi giorni festeggia i 55 anni di attività alla Scala - In prova mi continuo a girare per chiedere se va bene il tempo, ma il vantaggio è che posso suonare forte quanto voglio". E non solo. "La prossima volta che farò Petruska e Sacre in concerto - ha aggiunto il maestro - avrò la visione dei ballerini".
    Dal punto di vista della danza, questa "è una serata speciale che mette in valore la compagnia con due stili diversi ma- ha sottolineato Frédéric Olivieri, direttore ad interim del corpo di ballo - che si ritrovano con la bellissima musica di Stravinskij".
    In Petruska Micail Fokin "ha portato un livello di realtà mai visto prima" ha spiegato la nipote Isabelle Fokine che ne cura la ripresa. Ogni personaggio "ha un proprio vocabolario gestuale" che definisce il carattere. Nel Sacre Tatley ha voluto combinare classico e moderno, con un ballo "viscerale, pagano", come l'ha definito Bronwen Curry, che ne ha curato la ripresa.
    Resta ora da vedere chi assumerà la direzione del corpo di ballo. Lo scorso ottobre, dopo soli otto mesi, si è dimesso Mauro Bigonzetti. Olivieri - direttore dal 2002 al 2007, e poi direttore della scuola - ha assunto il ruolo temporaneamente. Ma di interim si tratta appunto, che era previsto, spiegava un comunicato del teatro di allora, fino alla fine di febbraio.
    Per il momento il sovrintendente Alexander Pereira resta prudente.

    A margine della conferenza stampa di presentazione della Serata Stravinskij, con a fianco Olivieri e Zubin Metha, si è limitato a dire che si era parlato di "febbraio o marzo, e credo che sarà in linea" l'arrivo delle novità con queste date, o con l'inizio di aprile.(ANSA).

fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/teatro/2017/02/07/scala-doppio-show-balletto-concerto-dirige-metha_c0a290a1-4836-425d-a642-2fefe500cc75.html







SHOCK. Drastica decisione per mancati accordi
La Fondazione Arena licenzia 19 ballerini

Verona 8 febbraio 2017

La drastica decisione era annunciata da tempo, ma è shock in questi giorni a Verona: stanno arrivando in questi giorni a 19 lavoratori del corpo di ballo della Fondazione Arena altrettante lettere di licenziamento firmate dal nuovo sovrintendente Giuliano Polo. Un passo annunciato già a fine 2016 quando non era stato trovato un accordo con i dipendenti nella trattativa con i sindacati. Secondo il sindacato Fials Cisal l'epilogo che prevede la chiusura del corpo di ballo arriva "nel disinteresse delle istituzioni, con in testa il Ministero dei Beni culturali deputato a vigilare e tutelare le arti di cui la danza è essenziale bene comune". Per il sindacato gli artisti sarebbero stati licenziati "con presunte motivazioni economiche in contraddizione con gli enormi incassi del botteghino".

Ballerini dell'Arena in prova
"Spesso quando i teatri vogliono risparmiare, tolgono il balletto. Credo sia gravissimo e molto stupido perché c'è sinergia fra il balletto e l'opera" ha detto ieri il sovrintendente della Scala di Milano, Alexander Pereira, senza mai citare espressamente l'Arena: "Avere balletto ed opera che si alternano permette di alternarli. Mentre il coro prova, il balletto si può esibire e così avere più alzate di sipario. Se si rompe la sinergia, si attacca il teatro nel suo profondo".


Per qualche ironia della sorte, solo qualche settimana in un articolo su questo blog avevamo commentato la scelta della Fondazione Arena che, dopo aver cancellato il proprio corpo di ballo, rappresentava il 2° concerto della propria programmazione artistica interamente imperniato su musiche create per il balletto. Scelta che contrasta con quanto espressamente dichiarato dallo stesso dott. Pereira in merito all'importante sinergia tra sinfonico e balletto per attrarre pubblico e moltiplicare le alzate di sipario. Due scelte diametralmente opposte quelle del Teatro alla Scala e della Fondazione Arena, il primo un teatro riconosciuto come eccellenza a livello mondiale, il secondo alle prese con una crisi economica ed artistica. Su quale delle due filosofie sarà quella vincente penso si possano avere ben pochi dubbi.

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