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domenica 26 febbraio 2017

Dimissioni Sovrintendente Bianchi al Maggio Fiorentino - Rassegna Stampa


Caos al Maggio musicale di Firenze: Bianchi se ne va, Franceschini riveda la legge Bray, la lirica trema

26 febbraio 2017


E’ caos a Firenze in questi giorni per l’uscita (non senza aspre polemiche) di Francesco Bianchi soprintendente del Maggio musicale (nella foto l’Idomeneo di Mozart da www.operadifirenze.it).
Polemiche sui progetti, timori per l’indebitamento che supererebbe i 60 milioni, limiti dell’intervento della legge Bray.

Tremano le altre Fondazioni musicali, a partire da quella dell’Area di Verona, ancora in una fase di passaggio, in attesa anche in questo caso che si acceda pienamente alla Bray. A Verona il commissariamento Fuortes non ha evitato definitivamente tensioni finanziarie, licenziamenti, drastico ridimensionamento del personale artistico. Gli spettacoli sono salvi? Ma a che prezzo. E soprattutto: lo strumento della legge Bray funziona appieno? Credo che il ministro Dario Franceschini debba avviare un cantiere per dare una soluzione forte ai nodi della musica, della lirica, asset fondamentali dell’Italia. Che figura ci facciamo? Dovremmo essere un Paese laboratorio, dare lezioni agli altri. Invece siamo sempre in affanno. Serve un rapporto diverso tra pubblico e privato. Serve un ruolo diverso per i privati. Servono meccanismi che rendano auto-sostenibili i poli musicali che costituiscono una grande attrattiva turistica e culturale verso l’Italia. Facciamo in modo che i grandi investitori globali credano nella musica italiana.

fonte: http://vincenzochierchia.blog.ilsole24ore.com/2017/02/26/caos-al-maggio-musicale-di-firenze-bianchi-se-ne-va-franceschini-riveda-la-legge-bray-la-lirica-trema/?refresh_ce=1



Maggio musicale, il sovrintendente Bianchi lascia l'incarico
Adesso si apre la partita della successione

di LAURA MONTANARI
24 febbraio 2017 - FIRENZE

Quattro anni decisamente intensi, ma adesso Francesco Bianchi lascia. Dopo giorni di voci e indiscrezioni che si sono rincorse ora la notizia è ufficiale: il sovrintendente della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha comunicato "la propria irrevocabile decisione a lasciare l'incarico". Bianchi rimarrà in carica fino al 30 aprile 2017. Lo rende noto la stessa Fondazione. Sono stati anni difficili e anche di scontri soprattutto con i sindacati sul fronte dei conti e del risanamento.

Bianchi, si spiega, ha comunicato oggi la sua decisione al ministro Dario Franceschini e al sindaco di Firenze e presidente della Fondazione Dario Nardella, esprimendo al primo cittadino "e agli organi della Fondazione, ai collaboratori e in modo del tutto speciale all'Orchestra e al Coro la gratitudine per il lavoro comune svolto in condizioni spesso difficili. Dopo quattro anni intensissimi", Bianchi ha manifestato "l'intenzione di tornare a tempo pieno alla propria attività professionale, ritenendo definitivamente avviato il risanamento per il quale era stato chiamato, nonché la ricostituzione di un'operatività della Fondazione degna del rilievo e del ruolo che essa ha nel panorama dell'offerta musicale italiana".

Chi dopo di lui? Ora si apre la partita di chi lo sostituirà. Per ora chi è stato contattato ha detto no grazie e fra questi Carlo Fuortes dell'Opera di Roma o Rosanna Purchia del San Carlo di Napoli. "Per consentire la ricerca e l’affidamento dell’incarico a un sostituto idoneo, nonché per affiancarlo nell’iniziale assunzione della propria attività, il sovrintendente ha aderito alla richiesta del sindaco di posporre al 30 aprile la cessazione dalle proprie funzioni. - si legge ancora nel comunicato - Il sindaco e tutti i componenti del consiglio di Indirizzo e del collegio sindacale della Fondazione hanno espresso al dottor Bianchi il loro apprezzamento per la quantità e la qualità del’impegno costantemente profuso e per gli importanti risultati da lui raggiunti".

Nardella ha sottolineato che sotto la gestione Bianchi la Fondazione ha tra l’altro raggiunto il riequilibrio della gestione, attraverso il conseguimento stabile del pareggio di bilancio, dopo anni di perdite, "ha assicurato il rinnovamento della direzione musicale con la prestigiosa nomina del maestro

 Fabio Luisi, che unitamente alla permanenza del Maestro Mehta assicura al Maggio un futuro di rilancio artistico e di reputation internazionale". Inoltre "ha conseguito l’abbattimento strutturale del livello di rischio legale, sia giuslavoristico sia amministrativo, con la chiusura di pendenze pregresse, anche rilevanti per numerosità e consistenza economica, e la minimizzazione dei rischi su casistiche future".

fonte: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/02/24/news/maggio_musicale_il_sovrintendente_bianchi_lascia_l_incarico-159145712/?refresh_ce




Maggio, il sovrintendente Bianchi lascia la guida della Fondazione
La «decisione irrevocabile» dopo quattro anni alla guida dell’ente. L’addio definitivo il prossimo 30 aprile: il tempo necessario per nominare il successore.

24 febbraio 2017

Francesco Bianchi lascia il ruolo di Sovrintendente della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. A comunicare la «propria irrevocabile decisione di lasciare l’incarico», si legge in una nota diffusa dal Maggio, al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e al Sindaco di Firenze e Presidente della Fondazione, Dario Nardella, è stato lo stesso Bianchi che ha espresso al «sindaco e agli organi della Fondazione, ai collaboratori e in modo del tutto speciale all’Orchestra e al Coro la gratitudine per il lavoro comune svolto in condizioni spesso difficili». Il Sindaco Nardella, presidente della Fondazione e tutti i componenti del Consiglio di Indirizzo e del Collegio Sindacale della Fondazione «hanno espresso al dottor Bianchi il loro apprezzamento per la quantità e la qualità dell’impegno costantemente profuso e per gli importanti risultati da lui raggiunti».

L’addio a pochi giorni dall’arrivo di Luisi
Dopo quattro anni alla guida dell’ente, dunque, Bianchi lascerà in maniera definitiva l’incarico il prossimo 30 aprile: il tempo necessario per nominare il successore. Il suo addio arriva a pochi giorni dall’arrivo a Firenze del nuovo direttore dell’Orchestra e del Coro del Maggio, il genovese Fabio Luisi.



Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: Francesco Bianchi lascia l’incarico
Cellai (FI), Grassi (Frs-SI), Noferi (M5S), Scaletti (LFV), Torselli (FdI-AN), Amato (AL) intervengono sul cambio al vertice della Fondazione

25 febbraio 2017

Francesco Bianchi, Sovrintendente della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, ha comunicato ieri al Ministro Franceschini, nonché al Sindaco di Firenze e Presidente della Fondazione, la propria irrevocabile decisione di lasciare l’incarico, esprimendo al Sindaco e agli organi della Fondazione, ai collaboratori e in modo del tutto speciale all’Orchestra e al Coro la gratitudine per il lavoro comune svolto in condizioni spesso difficili. Dopo quattro anni, il Sovrintendente ha manifestato l’intenzione di tornare a tempo pieno alla propria attività professionale, ritenendo definitivamente avviato il risanamento per il quale era stato chiamato, nonché la ricostituzione di un’operatività della Fondazione degna del rilievo e del ruolo che essa ha nel panorama dell’offerta musicale italiana. Per consentire la ricerca e l’affidamento dell’incarico a un sostituto idoneo, nonché per affiancarlo nell’iniziale assunzione della propria attività, il sovrintendente ha aderito alla richiesta del Sindaco di posporre al 30 aprile p.v. la cessazione dalle proprie funzioni.

Il Sindaco e tutti i componenti del Consiglio di Indirizzo e del Collegio Sindacale della Fondazione hanno espresso al dottor Bianchi il loro apprezzamento per la quantità e la qualità del’impegno costantemente profuso e per gli importanti risultati da lui raggiunti. Il Sindaco Nardella ha in particolare sottolineato che sotto la gestione commissariale e ordinaria del dottor Bianchi la Fondazione ha tra l’altro raggiunto il riequilibrio della gestione, attraverso il conseguimento stabile del pareggio di bilancio, dopo anni di costanti e rilevanti perdite; ha assicurato il rinnovamento della direzione musicale con la prestigiosa nomina del maestro Fabio Luisi, che unitamente alla permanenza del Maestro Mehta assicura al Maggio un futuro di rilancio artistico e di reputation internazionale; ha conseguito l’abbattimento strutturale del livello di rischio legale, sia giuslavoristico sia amministrativo, con la chiusura di pendenze pregresse, anche rilevanti per numerosità e consistenza economica, e la minimizzazione dei rischi su casistiche future; ha razionalizzato la consistenza organica della Fondazione e degli istituti contrattuali interni, garantendo sia la sostenibilità economica sia una maggiore produttività; ha infine conseguito un risultato senza precedenti in termini di sostanziale azzeramento del debito bancario accumulato negli esercizi precedenti.

“Dopo la Colombo il secondo sovrintendente dell’era renziana fa le valigie. Saranno in pochissimi a rimpiangerlo. Noi – spiegano i capigruppo Cellai (Forza Italia), Grassi (Firenze Riparte a Sinistra-Sinistra Italiana), Scaletti (La Firenze Viva), Torselli (Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale) e Amato (Alternativa Libera) – senz’altro non ne sentiremo la mancanza. Lo abbiamo detto con ogni tono e in ogni sede. L’uomo solo contro tutti, con l’arroganza di chi pensava di non dover render conto a nessuno aveva discusso con il mondo intero: dai supercommissari (Poletti e Sole), alle sigle sindacali, dalle opposizioni politiche ai lavoratori, dal Maestro Mehta alle masse artistiche. Colui che dopo decenni di storia aveva cambiato il nome del Maggio musicale in Opera di Firenze rendendo irriconoscibile La Fondazione Lirico Sinfonica di Firenze, colui che aveva provato a liquidare Zubin Mehta dicendo che serviva un nuovo direttore per il teatro esce di scena. Già era nell’aria dopo che le commissioni cultura e controllo avevano pochi giorni fa approvato all’unanimità una mozione che invitava il consiglio di indirizzo del Maggio musicale e il governo a scegliere non più solo un uomo di conti, ma un uomo di cultura come nuovo sovrintendente. Ma non sono stati solo i disastri di Bianchi sia relazionali che fattivi a determinarne la fuoriuscita. Dal 2014 le occasioni sarebbero state innumerevoli. Sarebbe bastata l’offesa al maestro Mehta, o la gaffe del teatro Goldoni o ancora la mancanza di rispetto di Bianchi verso il compositore Fabio Vacchi, per rimanere su temi culturali, o l’impossibilità ad accedere a qualsiasi atto della fondazione. Il tempismo non è casuale: sarebbe ingenuo pensare che finalmente, dopo 3 anni, il Sindaco Nardella, presidente della Fondazione abbia deciso di allontanare il renzianissimo Bianchi, voluto fortemente prima come commissario e poi come sovrintendente dall’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi per motivazioni solo tecniche. Le motivazioni sono chiaramente anche politiche. Noi – concludono Cellai, Grassi, Scaletti, Torselli e Amato – siamo contenti che l’era Bianchi sia finita e auspichiamo un nuovo sovrintendente all’altezza della grande missione culturale di quello che a noi piace ancora chiamare il Maggio Musicale. Ringraziamo il Sindaco per questa decisione, anche se un po’ tardiva. Ma evidentemente il vento sta cambiando e mai come in questo caso ci sembra di poter vedere il Teatro come il palcoscenico della vita (politica)”.


fonte: http://www.nove.firenze.it/teatro-del-maggio-musicale-fiorentino-francesco-bianchi-lascia-lincarico.htm



Maggio musicale, Bianchi se ne va. Le opposizioni: “Non lo rimpiangeremo”

25 febbraio 2017

“Dopo la Colombo il secondo sovrintendente dell’era renziana fa le valigie. Saranno in pochissimi a rimpiangerlo. Noi – spiegano i capigruppo Cellai (Forza Italia), Grassi (Firenze Riparte a Sinistra-Sinistra Italiana), Scaletti (La Firenze Viva), Torselli (Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale) e Amato (Alternativa Libera) – senz’altro non ne sentiremo la mancanza. Lo abbiamo detto con ogni tono e in ogni sede. L’uomo solo contro tutti, con l’arroganza di chi pensava di non dover render conto a nessuno aveva discusso con il mondo intero: dai supercommissari (Poletti e Sole), alle sigle sindacali, dalle opposizioni politiche ai lavoratori, dal Maestro Mehta alle masse artistiche. Colui che dopo decenni di storia aveva cambiato il nome del Maggio musicale in Opera di Firenze rendendo irriconoscibile La Fondazione Lirico Sinfonica di Firenze, colui che aveva provato a liquidare Zubin Mehta dicendo che serviva un nuovo direttore per il teatro esce di scena. Già era nell’aria dopo che le commissioni cultura e controllo avevano pochi giorni fa approvato all’unanimità una mozione che invitava il consiglio di indirizzo del Maggio musicale e il governo a scegliere non più solo un uomo di conti, ma un uomo di cultura come nuovo sovrintendente. Ma non sono stati solo i disastri di Bianchi sia relazionali che fattivi a determinarne la fuoriuscita. Dal 2014 le occasioni sarebbero state innumerevoli. Sarebbe bastata l’offesa al maestro Mehta, o la gaffe del teatro Goldoni o ancora la mancanza di rispetto di Bianchi verso il compositore Fabio Vacchi, per rimanere su temi culturali, o l’impossibilità ad accedere a qualsiasi atto della fondazione. Il tempismo non è casuale: sarebbe ingenuo pensare che finalmente, dopo 3 anni, il Sindaco Nardella, presidente della Fondazione abbia deciso di allontanare il renzianissimo Bianchi, voluto fortemente prima come commissario e poi come sovrintendente dall’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi per motivazioni solo tecniche. Le motivazioni sono chiaramente anche politiche. Noi – concludono Cellai, Grassi, Scaletti, Torselli e Amato – siamo contenti che l’era Bianchi sia finita e auspichiamo un nuovo sovrintendente all’altezza della grande missione culturale di quello che a noi piace ancora chiamare il Maggio Musicale. Ringraziamo il Sindaco per questa decisione, anche se un po’ tardiva. Ma evidentemente il vento sta cambiando e mai come in questo caso ci sembra di poter vedere il Teatro come il palcoscenico della vita (politica)”.


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