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domenica 22 gennaio 2017

Società "Servizi per lo Spettacolo". Dal Corriere arriva la replica alle polemiche dei Sindacati dei giorni scorsi - Rassegna Stampa - 21 gennaio 2017

Dopo aver creato non poca agitazione tra i lavoratori della Fondazione Arena la notizia circolata nei giorni scorsi della neo-costituita società s.r.l. "Servizi per lo Spettacolo", notizia che tra l'altro aveva indotto gli stessi Sindacati a scrivere una lettera di tutela alla dirigenza del Teatro contro l'ipotesi di ricorso a tali iniziative privatistiche per la futura attività della Fondazione Arena, dalle pagine del Corriere del Veneto ed. Verona giunge la replica ai Sindacati da parte di Loris Cristiano, ex assessore comunale negli anni '80 e socio della s.r.l.

Riportiamo di seguito l'articolo.



Cristiano e la Servizi per lo spettacolo: «Non possiamo lavorare per l’Arena»

sabato 21 gennaio 2017

VERONA Qualche giorno fa, la notizia dell’esistenza della società «Servizi per lo spettacolo» aveva gettato nell'ansia i lavoratori di Fondazione Arena, tanto da far esporre i sindacati con un comunicato che invitava i vertici a non favorire l’esternalizzazione dei servizi.

Perché, si vociferava, all'interno di questa società, c’erano parecchi rappresentanti delle professionalità del teatro, pronti a abbracciare la nuova realtà imprenditoriale in caso di mala parata della Fondazione. A fondarla, assieme ad altri soci, c’è Loris Cristiano, ex assessore comunale negli anni ’80, che precisa: «Si tratta di una Srl. Siamo partiti in 18 soci, oggi siamo 25, con l’idea di creare una società di servizi teatrali e cinematografici non artistici. Vogliamo arrivare a fornire servizi tecnici e poi costumisti, designer, maschere, hostess e ciò che serve a chi fa spettacolo».

Solo nominare «Servizi per lo spettacolo» in Fondazione ha creato grande preoccupazione. Cosa ne pensa?
«La preoccupazione dei sindacati è comprensibile, ma la Fondazione è 30 anni che esternalizza i servizi. Il corpo di ballo è stato licenziato, i dipendenti sono rimasti a casa due mesi, ma non certo per colpa nostra. Capisco la rabbia dei dipendenti, ma forse andrebbe rivolta verso chi ha portato la Fondazione a questo punto, non verso di noi».

Ma il timore è che voi possiate fornire servizi a Fondazione, servendovi di maestranze interne.
«Premesso che non ho chiesto ai nostri soci in che relazioni siano con Fondazione, tuttavia posso garantire che questo non è possibile. La legge stabilisce che possano partecipare ai bandi della Fondazione solo aziende con requisiti precisi, tra cui quello di avere un fatturato triennale. Noi siamo nati ad agosto e il nostro fatturato è zero. Non ci possiamo neppure candidare. Cominceremo con piccoli appalti di enti pubblici».

E allora perché avete oscurato il sito?

«Ma il nostro sito non è mai stato on line. Era in costruzione e visibile a chi aveva la password, che poi qualcuno ha fatto girare. Sarà visitabile alla fine della prossima settimana, inizialmente solo in italiano, poi in otto lingue».

Samuele Nottegar


Non vogliamo di certo entrare nel merito della questione prendendo per vero e corretto tutto quanto nell'articolo venga dichiarato.
Di certo però dobbiamo almeno dissentire in merito alla dichiarazione del fatto che il sito non sia mai stato on line ma ancora in costruzione ed accessibile solo agli "addetti ai lavori" tramite l'inserimento di una password.
Di certo noi il sito l'abbiamo visitato, e senza per questo l'inserimento su richiesta di una qualsiasi password per accedervi, password tra l'altro fuori dalle nostre disponibilità.

Dato che tale dichiarazione risulta senz'altro non rispondente al vero, quello che ci domandiamo, non era forse più opportuno ammettere semplicemente che, viste le polemiche innescate, il sito fosse stato temporaneamente sospeso per opportuni chiarimenti?
Probabilmente la dichiarazione è solo figlia di qualche malinteso tra i soci, speriamo che tale "malinteso" non getti dubbi anche sul resto delle dichiarazioni.

Su una dichiarazione invece non possiamo che essere assolutamente d'accordo:
«La preoccupazione dei sindacati è comprensibile, ma la Fondazione è 30 anni che esternalizza i servizi. Il corpo di ballo è stato licenziato, i dipendenti sono rimasti a casa due mesi, ma non certo per colpa nostra. Capisco la rabbia dei dipendenti, ma forse andrebbe rivolta verso chi ha portato la Fondazione a questo punto, non verso di noi».

Attendiamo allora di poter rivedere il sito on-line.

1 commento:

  1. Non sapeva il ruolo che ricoprivano in Fondazione???Altra bella baggianata

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