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giovedì 5 gennaio 2017

Aria tesa alla prima Assemblea Generale dei Lavoratori FAV del 2017 - Rassegna Stampa - 5 gennaio 2017


Fondazione Arena, facce scure e nervosismo. Critiche alle sigle: «Non ci hanno tutelato».
I nodi del corpo di ballo e dell’integrativo

giovedì 5 gennaio 2017

VERONA «Non è più come negli anni ottanta, quando ci facevano votare: “Lo volete un milioncino a serata?”. E la mozione passava sempre», ricorda uno dei «vecchi» in piazzale dei Mutilati. No, decisamente: ieri, all’assemblea sindacale della Fondazione Arena il clima era ben diverso da quello dei tempi d’oro, quando non si parlava di licenziamenti né tanto meno si osava ipotizzare una «bestemmia» come l’abolizione del corpo di ballo. Facce scure, molti borbottii, nervosismo e pessimismo: ecco com’è iniziato l’anno al Filarmonico, dove le sigle hanno incontrato i lavoratori per aggiornarli dopo il fallimento della trattativa a fine anno.

Un’assemblea rigorosamente a porte chiuse, con una lista (non molto lunga) di nomi che avevano accesso al confronto. Nel corso delle due ore, non sono mancati scambi, secondo quanto riferiscono i presenti, tra i lavoratori e i sindacati, con un lungo intervento di un veterano del corpo di ballo. A diversi ballerini è stata offerta la possibilità di una fuoriuscita di 70mila euro netti, con l’assicurazione di essere chiamati a lavorare anche per i prossimi tre anni, in vista della pensione che per molti non è lontana. È ancora un mistero su quanti abbiano accettato o meno: si parlava di tre, forse cinque persone, ma l’impressione, ieri, era che anche qualcun altro avesse cambiato idea. Una scelta temuta dagli altri lavoratori, che temono la frattura di un fronte unitario.


E non è mancata, del resto, qualche lamentela anche nei confronti delle sigle: «Non ci hanno saputo tutelare - si è sfogata una lavoratrice - adesso dobbiamo assistere alla smantellamento della Fondazione pezzo per pezzo». E ancora: «Abbiamo garantito con due mensilità, che in realtà equivalgono quasi a tre mesi di stipendio. Ma i soldi li gestiscono ancora quelli che hanno creato il caos in cui ci troviamo». Tra gli altri punti toccati la questione dei contratti integrativi. Ma novità, non ce ne sono e, contrariamente al detto, questa sembra essere una pessima nuova. «È stata un’assemblea informativa - commenta Dario Carbone, della Fials Cgil - in cui abbiamo denunciato l’assoluta mancanza di trasparenza sulla parte economica del piano di rilancio. Dati che sono stati anche falsati, perché non è stato considerato quanto fa guadagnare il corpo di ballo, ad esempio, nelle grandi rappresentazioni areniane. Siamo davanti a un silenzio assordante dei partner politici: Mibac, Regione, Comune, mentre i responsabili del dissesto sono ancora “a piede libero”»

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