Post più popolari ultima settimana

giovedì 12 gennaio 2017

Rassegna Stampa - 12 gennaio 2017


Arena, al nuovo sovrintendente Polo 20 mila euro in meno di Girondini
Tutti gli stipendi pubblicati on line. Al direttore operativo Tartarotti 120 mila euro l’anno

giovedì 12 gennaio 2017

VERONA L’aveva detto il nuovo sovrintendente Giuliano Polo: «Il mio stipendio? Sarà un po’ inferiore a quello del mio predecessore». L’ex direttore del personale dell’Accademia Santa Cecilia di Roma, chiamato dal commissario straordinario Carlo Fuortes a dirigere la Fondazione Arena a partire dall’1 dicembre 2016 e fino alla ricostituzione del consiglio di indirizzo, percepisce 180 mila euro l’anno. È quanto si apprende dalle informazioni pubblicate nella sezione «amministrazione trasparente» della fondazione che offrono uno spaccato completo degli ultimi anni di governo dell’ente. Francesco Girondini, sovrintendente dal 2008 e fino al commissariamento del 15 aprile 2016, percepiva invece 200mila euro l’anno.

Polo è affiancato da tre dirigenti, due di questi frutto di nomine dello stesso Girondini. La new entry più recente, in Arena, è Francesca Tartarotti, direttore operativo e responsabile alla trasparenza dal 19 gennaio 2016: per lei, oltre a uno stipendio annuo di 120mila euro fino con contratto in scadenza il 9 settembre 2020, anche un bonus «relocation» e spese di viaggio da 15mila euro, contrattato al momento del trasferimento a Verona da Firenze, dove era impiegata al Maggio Fiorentino. Tartarotti è di fatto il responsabile delle risorse umane, incarico ricoperto fino al maggio 2015 da Andrea Delaini, poi passato a Direttore amministrativo e controllo di gestione per un compenso annuo di 77mila euro con un contratto biennale. Il terzo dirigente è anche il più longevo: Corrado Ferraro, direttore commerciale e marketing, in carica dall’aprile 2002, a tempo indeterminato: percepisce 100.320,61 euro l’anno, con un compenso variabile di 5mila euro se la somma delle sponsorizzazioni supera i 300mila euro annui.

Con il commissariamento, assieme a Girondini, è decaduta la nomina anche del direttore artistico Paolo Gavazzeni, che aveva un contratto fino al febbraio 2017 a 98.000 euro l’anno. Ma è rimasto in carica, fino al 15 ottobre 2016 grazie a due distinti contratti di consulenza, firmati da Fuortes, del valore complessivo di 27mila euro. Il sovrintendente Polo ha invece deciso di rinunciare, per il momento, alla nomina di un direttore artistico, facendo affidamento sul vice di Gavazzeni, Giampiero Sobrino, che è un dipendente interno.
Dei tredici consulenti stipendiati da Girondini Polo, al momento, ne ha rinnovati solo due. Il direttore lavori e sicurezza per il montaggio e smontaggio delle scenografie areniane, Matteo Salvetti, a 42mila euro; l’assistente del sovrintendente per la sicurezza sul lavoro Vincenzo Castronuovo, il cui compenso è stato però tagliato da 70mila a 23mila euro. È rimasto regolarmente in carica, anche dopo il commissariamento, il collegio dei revisori dei conti. A presiederlo Pina Maria Adriana La Cava, con un compenso di 7.437 euro. Gli altri componenti sono Pasqualino Castaldi e Barbara Premoli, entrambi con un compenso di 5.112 euro. Il commissario Fuortes, che oggi fa le veci del consiglio di indirizzo, svolge le sue mansioni a titolo gratuito.

Alessio Corazza


I nodi aperti sull’integrativo e la legge Bray


VERONA  Anno nuovo, ma questioni di sempre per Fondazione Arena. Esclusa la vicenda del corpo di ballo che è terminata, a fine anno, con il mancato accordo tra le parti e il preventivato licenziamento dei ballerini, per tutte gli altri temi, le soluzioni tardano ad arrivare. Detto che le lettere di licenziamento per i ballerini hanno tempo 120 giorni per essere inviate, le questioni che rimangono aperte sono il rinnovo del contratto integrativo per i dipendenti del teatro e l’adesione ufficiale alla legge Bray.
Per quanto riguarda il rinnovo, la trattativa langue. Le parti si sono lasciate, a dicembre, senza accordi in vista. I sindacati ribadiscono che gli sforzi sostenuti dai dipendenti sono già stati molti (tra gli altri i due mesi di chiusura del teatro); i vertici del teatro puntano a una corposa riduzione del peso dell’integrativo. Una data per un nuovo incontro ancora non c’è: nell’attesa, la validità dell’integrativo è stata prorogata.
Per quanto riguarda la domanda di accesso alla Bray, il silenzio del Ministero della Cultura comincia a preoccupare dipendenti e organizzazioni sindacali. La domanda ufficiale è stata inviata a settembre, poi è stata integrata, secondo richieste dei tecnici del Ministero, a novembre; da più parti si professa tranquillità, ma una parola definitiva sull’iter ancora non c’è. L’esito dell’ammissione alla Bray, e hai 10 milioni di euro che ha stanziato, non dovrebbe essere in discussione, ma l’attesa si prolunga.

Samuele Nottegar

Nessun commento:

Posta un commento