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domenica 15 gennaio 2017

Lettere di licenziamento per i ballerini della Fondazione Arena. A Verona muore la danza!! - Rassegna Stampa - 15 gennaio 2017


Arena, 19 lettere di licenziamento Ma 5 ballerini accettano i 70 mila euro
Ultimo atto per l’estromissione del corpo di ballo dalla Fondazione

VERONA Sono partite le 19 lettere di licenziamento per i ballerini di Fondazione Arena. È questo l’ultimo atto della trattativa tra Fondazione e sindacati conclusasi lo scorso 30 dicembre. Tra le parti non era stato raggiunto nessun accordo e, con la procedura di mobilità già dichiarata, l’invio delle lettere di licenziamento rappresentava ormai l’ultima formalità. In questo modo, quindi, il corpo di ballo non farà più parte del teatro, esattamente come prevedeva il piano di risanamento del commissario Carlo Fuortes, ma non tutti i ballerini smetteranno di lavorare per Fondazione. Cinque di loro, infatti, hanno deciso di accettare l’incentivo all’esodo che prevede la somma netta di 70mila euro e la garanzia di lavorare 120 giorni all’anno, per i prossimi tre anni, come ballerini. Non è detto, tuttavia, che la vicenda dei licenziamenti si concluda qui. Le organizzazioni sindacali, infatti, avevano anticipato, anche nel corso della trattativa, ai vertici della Fondazione che, per questa decisione, potrebbero esserci strascichi in tribunale: un’ipotesi che potrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane.

Per le casse del teatro, tuttavia, non è detto che il risparmio ottenuto con il licenziamento del corpo di ballo riesca a compensare le sempre maggiori difficoltà a pagare dei propri soci. Dopo la Provincia, ormai uscita dal novero dei fondatori, stessa sorte potrebbe toccare alla Camera di Commercio. La riforma voluta dal governo Renzi, come più volte ha ribadito il presidente dell’ente camerale Giuseppe Riello, impedirà di sostenere la Fondazione. In questo senso va letto l’intervento di Paolo Arena, presidente Confcommercio Verona e membro della giunta camerale, che a ottobre si oppose allo stanziamento straordinario, da 500mila euro, a favore del teatro. «Quel finanziamento – spiega Arena – era condizionato al fatto che anche gli altri aderissero (Banco Popolare, Fondazione Cariverona e Cattolica Assicurazioni, oltre a Comune di Verona e Agsm) e che fosse approvato il piano di risanamento. Siccome queste due condizioni non si sono avverate, non lo abbiamo concesso. Il vero problema, tuttavia, rimangono le sempre maggiori difficoltà per i soci di elargire il contributo ordinario. Invito, quindi, i parlamentari veronesi a trovare un modo per finanziare l’Arena».

Samuele Nottegar


FINE DI UN'EPOCA. Il complesso artistico divenne stabile negli anni '80

Addio al corpo di ballo, lettere di licenziamento dalla Fondazione Arena

La misura è contemplata dal piano di risanamento Solo cinque su 18 avrebbero accettato gli «incentivi»

domenica 15 .01. 2017 CRONACA, p. 17


Dopo quasi 40 anni si chiude il sipario sul corpo di ballo della Fondazione Arena. Dalla sede amministrativa di via Roma sono infatti partite le annunciate lettere di licenziamento per i 18 ballerini. È questa la misura più dolorosa prevista dal piano di risanamento del commissario Carlo Fuortes per poter accedere ai finanziamenti straordinari previsti dalla legge Bray. A nulla sono serviti appelli, manifestazioni e trattative sindacali. Solo in cinque avrebbero accettato le condizioni di uscita proposte dai vertici della Fondazione: un incentivo di 70mila euro e la possibilità di lavorare come «stagionali» per 120 giorni l'anno. «Ma c'era la prospettiva di un demansionamento» affermano fonti sindacali. «Come organizzazioni dei lavoratori», aggiungono, «avevamo presentato una controproposta improntata a buon senso che prevedeva, su base volontaria, un part-time verticale.

Mantenendo così l'idea di corpo di ballo, ma la Fondazione ha detto no dimostrando miopia ed esponendosi ad eventuali azioni legali poiché per il Festival lirico saranno comunque assunti dei ballerini». Naufragata anche l'ipotesi, caldeggiata dagli stessi artisti, di dar vita a un corpo di ballo interregionale. Il complesso artistico divenne stabile agli inizi degli anni '80. Da allora partecipa alla stagione artistica, in cartellone da ottobre a maggio nei teatri Filarmonico e Ristori, e nel periodo estivo al Festival lirico in Arena, oltre a trasferte in Italia e tournée all'estero. E.S.

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