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sabato 21 gennaio 2017

COMUNALE di BOLOGNA: intesa sugli esuberi. Bloccati i licenziamenti - da Repubblica.it

Guerra sul palco, pace a teatro: Comunale di Bologna, intesa sugli esuberi

Scongiurato in extremis lo sciopero. Stasera apre il "Ratto dal serraglio"

di LUCA BACCOLINI

20 gennaio 2017 - BOLOGNA L’alba di una nuova tregua sindacale, al Teatro Comunale, sorge proprio nelle ore in cui sul palcoscenico transita la guerra. Un mezzo miracolo, poiché "Il Ratto dal serraglio", al debutto di gala stasera alle 20 con accresciute forze di sicurezza all’ingresso, rischiava seriamente di non andare in scena per lo sciopero proclamato, e poi ritirato nella tarda serata di mercoledì, da tutte le sigle sindacali di Largo Respighi. L’accordo pone fine, almeno per qualche mese, al duello sui trenta licenziamenti avviati nel maggio scorso, in un’ottica di contenimento dei costi necessario a evitare il declassamento a teatro di tradizione (con il conseguente addio alla decina di milioni garantita ogni anno dallo stato).

Il bilancio 2016 è già stato coperto dai contributi straordinari (circa 1.8 milioni) promessi dal sindaco Merola, che ha garantito "di vigilare per assicurare stabilità e un’attenta gestione". Per il 2017, sarà vincolante risparmiare almeno 1,6 milioni per ottenere il secondo pareggio di bilancio consecutivo. Sindacati e teatro, dopo una riunione durata pomeriggio e sera, hanno stilato tre fogli in cui, in sostanza, si spartiscono gli oneri di questo sacrificio ("un atto di responsabilità", lo definisce Merola): 900mila euro saranno tolti al costo del lavoro (salvando il principio degli incentivi all’esodo in altri istituti del ministero e del licenziamento non coatto); 750mila euro dovrà trovarli l’azienda, tagliando i costi della produzione artistica (regie, allestimenti, cast), costi del personale aggiunto in orchestra (razionalizzando il patrimonio interno) e premi individuali. Per i sindacati la vittoria è soprattutto in coda, dove si legge che "la Fondazione non adirà a nuove procedure di licenziamento collettivo".

I sacrifici, però, saranno di tutti. O così almeno spera Antonio Rossa, Cgil, che s’augura anche un’autoriduzione dello stipendio del sovrintendente, pur tra i meno pagati d’Italia. Così sottoscritto l’accordo salva-Ratto, stasera l’attenzione torna in sala Bibiena, dove ad accogliere gli habituée della prima sarà l’insolita carezza del metal detector, misura di cautela approvata per il delicato contenuto politico-religioso non dell’opera di Mozart, ma della lettura registica di Martin Ku?ej, che ambienta la turchesca fiaba settecentesca di Stephanie in un deserto di vera sabbia, con militanti del

 califfato. Il finale, censurato ad Aix-en-Provence, promette tagli di teste, ma non scene truculente. In ogni caso, c’è da attendersi un ricco dibattito, come sempre avviene quando il teatro contemporaneo rivolta da capo a fondo un titolo della tradizione.


Luci spente alle 20 (il teatro invita tutti in anticipo per i controlli di sicurezza) e recite fino al 29 gennaio con Nikolaj Znaider sul podio, a un soffio dalle dune e dai calci dei kalashnikov.

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