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sabato 24 dicembre 2016

Rassegna Stampa - 24 dicembre 2016


Fondazione Arena, una speranza dalla riforma
Più fondi statali a chi sa trovarli anche dai privati
E intanto il piano Fuortes attende il timbro della Corte dei conti per l’accesso alla Bray

sabato 24 dicembre 2016

VERONA il Piano Fuortes sarà definitivamente varato tra gennaio e febbraio, ma solo dopo che avrà ottenuto anche il «timbro» della Corte dei Conti. E intanto a Roma si prepara la nuova legge di riforma delle Fondazioni liriche, che introdurrà nuovi criteri nella ripartizione dei fondi. Nelle lunghe ore di volo tra Roma e Kiev e poi tra Kiev e Verona, il sindaco Flavio Tosi e il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, hanno avuto il tempo per parlare anche del futuro dell’Arena. Colloquio riservato, su cui non sono arrivate dichiarazioni d’alcun tipo. Ma dai più stretti collaboratori del sindaco trapelano almeno due novità di rilievo. La prima riguarda il Piano di risanamento preparato dal commissario straordinario Carlo Fuortes ma non ancora restituito da Roma con l’ok definitivo. Un ok che dovrebbe arrivare tra la seconda metà di gennaio e la prima di febbraio, ma che dovrà ottenere prima il via libera da parte della Corte dei Conti. E questo sarebbe uno dei motivi che hanno rallentato l’esame romano del Piano (redatto da un uomo inviato dallo stesso Franceschini e messo nero su bianco assieme ad un’agenzia ben conosciuta al Ministero).


La seconda novità, decisamente importante, riguarda la legge di riforma del settore, in corso di preparazione al Ministero. Uno dei suoi cardini sarà il rapporto tra finanziamenti pubblici e finanziamenti privati. La legge punterà a «premiare» le Fondazioni che più avranno saputo ottenere aiuti da investitori privati. In pratica, chi metterà a bilancio più soldi arrivati dai privati, poi otterrà anche maggiori finanziamenti pubblici. Un indirizzo che vuole appunto dare un riconoscimento molto tangibile alle Fondazioni economicamente più virtuose e soprattutto in grado di attrarre risorse che non siano solo quelle statali. Ma è anche un indirizzo che probabilmente sarà contestato dalle Fondazioni del sud, che su questo tema sarebbero molto più indietro rispetto a quelle del Nord Italia: basti pensare alla scarsità di imprese in grado eventualmente di contribuire. Il Piano di Risanamento per l’Arena di Verona, elaborato appunto dal commissario straordinario Carlo Fuortes, era stato consegnato ai sindacati già all’inizio dell’agosto scorso e la sua approvazione ministeriale è indispensabile per l’accesso della Fondazione scaligera alla legge Bray. Un’approvazione che tarda ad arrivare, tanto che il Piano ha dovuto essere parzialmente aggiornato poche settimane fa. Lo stesso direttore generale del ministero dei Beni Culturali, Onofrio Cutaia, ha fatto peraltro sapere che è solo questione di tempo, ribadendo che la Fondazione ha tutte le carte in regole per essere ammessa ai fondi (dieci milioni si attendono) previsti dalla Bray, la legge nata per aiutare i teatri in difficoltà.

Lillo Aldegheri

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