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mercoledì 14 dicembre 2016

Rassegna Stampa - 14 dicembre 2016


L'INTERVISTA -  Il nuovo sovrintendente Giuliano Polo: "Decisiva l'approvazione del piano di risanamento"

«Evitato il baratro: l’Arena può rialzarsi Tanti problemi, ma non malagestione»

mercoledì 14 dicembre 2016

VERONA - A Roma, dov’era direttore del personale all’Accademia Santa Cecilia, ha lasciato un cielo terso. A Verona, è stato accolto dalle nebbie. Ma dentro la Fondazione Arena, di cui è il nuovo sovrintendente, Giuliano Polo vuole portare un vento nuovo, rigenerante come la bora che soffia nella sua Trieste. Prima di finire dietro una scrivania, suonava il flauto in orchestra. Ora gli tocca il ruolo di pifferaio magico: non avrà a che fare con i topi della fiaba, ma con una lunga lista di gatte da pelare. Il solco è già stato tracciato da Carlo Fuortes, commissario straordinario (e a titolo gratuito) fino ad ottobre, che ha impostato il piano di risanamento con tagli al costo del lavoro per 4 milioni di euro l’anno e richiesto il soccorso finanziario della legge Bray. Fuortes, tornato oggi ad occuparsi in via esclusiva del Teatro dell’Opera di Roma di cui è sovrintendente, è anche l’uomo che ha voluto Polo a Verona.

Sovrintendente Polo, quali sono i perimetri del suo incarico?
«Come stabilito dal decreto ministeriale di nomina, sono sovrintendente con pieni poteri e mandato fino alla nomina del futuro consiglio di indirizzo, le cui funzioni sono oggi ancora in capo al dottor Fuortes. Ho un contratto da dirigente d’azienda. Lo stipendio? Presto sarà reso noto sul nostro sito, sarà un po’ inferiore a quello del mio predecessore».

Dall’approvazione del piano di risanamento dipende l’erogazione di dieci milioni di euro vitali per l’Arena. A che punto siamo?
«Al ministero, con il commissario governativo per la legge Bray, c’è stato un rapporto dialettico. Ci è stato chiesto un approfondimento a novembre, che abbiamo fornito. Ora siamo in attesa che fornisca un parere motivato al ministro che, speriamo, approverà la richiesta».

Uno dei punti più dolorosi del piano è il taglio del corpo di ballo. È confermata?
«Sì. La trattativa è comunque in corso, auspichiamo un accordo transattivo».

A lei toccherà anche rinegoziare l’integrativo, la cui revoca unilaterale, un anno fa, fu l’inizio del tracollo.
«Il tavolo è aperto. Il termine era il 30 novembre, poi allungato fino al 15 dicembre. Avremo bisogno di un’altra proroga».

Come ha trovato le relazioni sindacali?
«Una controparte schietta, leale e corretta, pur in una situazione molto difficile visti gli ingenti sacrifici richiesti».

Ad oggi ci sono problemi di liquidità?
«È sempre un problema, ma la situazione dovrebbe migliorare, da questo punto di vista l’approvazione del piano di risanamento è fondamentale».

E i debiti coi i fornitori?
«Stiamo concordando piani di rientro con quelli verso cui siamo più esposti. Se tutto va come auspichiamo, si va verso una normalizzazione».
Agsm, il vostro principale sponsor, ha minacciato di chiudere i rubinetti.
«Sono fiducioso che risolveremo le incomprensioni. Allo stesso tempo, auspico che una fondazione risanata saprà attrarre risorse private, visto l’unicità dell’Arena e il notevole indotto che ha sulla città».

Dal punto di vista finanziario, l’Arena è in pericolo?
«Siamo stati sull’orlo del baratro. Ma stiamo lavorando per metterla in sicurezza».

Il baratro, dice. C’è stata malagestione?
«No. Non ho trovato episodi di malagestione, né li ho cercati. Ci sono elementi strutturali che sono mancati e una serie di contingenze. Nove fondazioni liriche su quattordici aderiscono alla legge Bray, c’è un problema generale».

Il progetto Lirica spa, l’Arena ai privati, è scongiurato?
«Non saprei. Posso dire che, con eventuale privatizzazione, verrebbero meno tutta una serie di ingenti finanziamenti statali che oggi l’Arena riceve. Chi è pronto a rinunciarvi?»

E tuttavia la ripartizione dei fondi per i criteri di qualità ha penalizzato l’Arena.
«Vero. Ma incidere sulla qualità degli spettacoli è un nostro obiettivo, anche per invertire un trend di biglietteria non disastroso, ma negativo».

Sinergie con la Fenice di Venezia: a che punto siamo?
«Abbiamo partecipato a un tavolo della Regione, l’obiettivo è portare l’opera nei teatri minori del Veneto. Il progetto è interessante».

Venerdì inizia la stagione invernale al Filarmonico. Che idea si è fatto sul suo futuro?
«Affrontiamo i problemi uno per volta. Oggi l’obiettivo è arrivare al regolare svolgimento di questa stagione invernale e preparare quella estiva, a partire dalla nuova produzione del Nabucco, perché il piano non prevede solo tagli, ma anche una nuova produzione ogni anno».

Al momento però non c’è un direttore artistico, ma solo un vice, Giampiero Sobrino.
«Nuove nomine non sono all’ordine del giorno, andiamo avanti così».

Alessio Corazza

Accesso ai fondi della legge Bray, rassicurazioni dal Ministero «Nessun problema per Verona»


VERONA - Per l’accesso di Fondazione Arena alla legge Bray non ci dovrebbero essere problemi. Il refrain non è nuovo, ma stavolta a ripetere che la Fondazione ha le carte in regole per essere ammessa ai fondi e ai vincoli previsti dalla legge per i teatri in difficoltà è stato Onofrio Cutaia, direttore generale del ministero dei Beni e delle attività culturali. Cutaia, infatti, ieri ha incontrato, a Roma, le delegazioni sindacali dei quattro teatri (Bari, Firenze, Bologna e Verona) che hanno aperto una procedura di mobilità collettiva nei confronti dei propri dipendenti. Da questo incontro sono emerse alcune novità: innanzi tutto che la legge di riforma del settore, cui sta lavorando il ministero, dovrebbe essere completata a breve e presentata entro la prima metà del prossimo anno; poi che il ministero sta verificando con particolare attenzione la gestione economica delle Fondazioni liriche e, infine, che c’è la volontà di mantenere tutte le Fondazioni esistenti. «Affermazioni che abbiamo apprezzato – ha chiarito la delegazione veronese – ma il salvataggio, per quanto riguarda l’Arena, va portato fino in fondo». Di qui, l’intervento di Cutaia che, pur non occupandosi direttamente del dossier, non ha evidenziato difficoltà nell’iter per la Fondazione veronese. Questa mattina, intanto riprenderanno le trattative, tra il sovrintenden-te Giuliano Polo e i sindacati, per il rinnovo del contratto integrativo. L’accordo tra le parti sembra ancora piuttosto lontano.

Samuele Nottegar

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