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domenica 11 dicembre 2016

Rassegna Stampa - 11 dicembre 2016


Fondazione, l’ultima grana degli interessi illegittimi Cinque stelle all'attacco

domenica 11 dicembre 2016

VERONA Il Commissario Straordinario della Fondazione lirica Arena di Verona, Carlo Fuortes, ha consegnato in questi giorni ai sindacati la «nuova versione» del suo Piano di risanamento. I leader sindacali stanno studiandone le moltissime pagine (in cui sarebbero state tagliate sia le previsioni d’entrata che quelle di spesa). Ma sin da subito una novità è saltata agli occhi del Movimento 5 Stelle, che immediatamente parte all’attacco, rafforzando il proprio esposto alla Corte dei Conti (già presentato a giugno) ed il suo ricorso al Tar (ora all’esame del Consiglio di Stato).

Il tema è quello dei cosiddetti «anatocismi» (interessi pagati sugli interessi) su cui proprio i grillini sono da tempo sul piede di guerra. Nell’ultima pagina del Piano-bis, infatti, Fuortes scrive che la perizia sui conti areniani «ha rilevato l’applicazione di interessi anatocistici illegittimi, per un importo di 85mila euro».

Lo stesso Fuortes aggiunge peraltro di avere raggiunto un accordo con Unicredit SpA che verserà alla Fondazione 40mila euro per chiudere il caso. Ma i Cinque stelle non ci stanno: «Questo accordo – spiega Gianni Benciolini – è assolutamente illegittimo: si è perduta metà della somma e Fuortes non ha fatto gli interessi della Fondazione bensì quelli della banca».
Secondo Marta Vanzetto «il Commissario, nominato dal governo e da Tosi, che fa parte della coalizione, ha arrecato un danno alla Fondazione, e di questo dovrà rispondere».


Riccardo Saurini ha infine ricordato che «Tosi mi ha detto in consiglio comunale che erano state fatte le verifiche del caso e che non esistevano gli estremi per un’azione legale: quindi – ha concluso l’esponente pentastellato – o quelle verifiche non erano state fatte oppure il sindaco ha detto una bugia sull’esito dell’indagine, e in ogni caso Tosi è un contaballe».

Lillo Aldegheri


LA LIRICA NEL CAOS.
I consiglieri comunali contestano una operazione portata a termine e illustrata nel piano Fuortes

Arena, i 5 Stelle all'attacco sui soldi

Contestata una transazione su interessi anatocistici. Benciolini: «Si farà esposto alla Corte dei Conti»

domenica 11 .12. 2016 CRONACA, p. 15

Continua la battaglia del Movimento 5 Stelle scaligero sul tema degli interessi anatocistici - in pratica interessi su interessi già maturati dalle banche - relativamente alla Fondazione lirica Arena. I consiglieri comunali Gianni Benciolini e Riccardo Saurini e l'esponente pentastellata Marta Vanzetto, contestano alla Fondazione, e in particolare al commissario straordinario Carlo Fuortes, di aver raggiunto con Unicredit una transazione su una somma di interessi anatocistici pagati dalla Fondazione stessa.Benciolini cita, al proposito, una modifica del piano di risanamento di Fuortes - in vista dell'accesso ai soldi della legge Bray, in cui si dice fra l'altro che la Fondazione stessa «ha l'obbligo di verificare che nel corso degli anni non siano stati corrisposti interessi anatocistici agli istituti bancari che hanno concesso affidamenti». Nel piano, pure citato dal M5S, si scrive che la Fondazione ha proceduto alla verifica dell'applicazione degli interessi anatocistici conferendo un incarico a un perito.«La perizia», dice il M5S citando il piano, «ha rilevato l'applicazione di interessi anatocistici illegittimi per un importo di 85mila euro. La Fondazione ha chiesto un parere legale e, successivamente a un confronto con la direzione di Unicredit», spiega Benciolini leggendo il testo, «ha definito in via conciliativa la vertenza, sottoscrivendo un accordo transattivo che ha previsto la corresponsione alla Fondazione Arena, da parte di Unicredit Spa, della somma onnicomprensiva di 43mila euro». Gli esponenti politici del M5S, dunque, contestano questa transazione: «Ciò significa che erano interessi illegittimi e quindi non dovevano essere pagati affatto, dalla Fondazione. E ciò coinvolge tutti gli interessi versati dalla Fondazone sui soldi prestati dalla banca. Per questo faremo esposto alla Corte dei Conti».

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