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lunedì 7 novembre 2016

Rassegna Stampa - 7 novembre 2016


IL RISANAMENTO.
Viene dall'Accademia di Santa Cecilia a Roma, il suo mandato ha la stessa scadenza del commissario

Svolta Fondazione Arena c'è il nuovo sovrintendente

Su proposta di Fuortes, che resta in carica, il ministro Franceschini nomina Giuliano Polo Sarà lui ad allestire la prossima stagione lirica. Il nodo dei finanziamenti della legge Bray

lunedì 07 .11. 2016 CRONACA, p. 8

Svolta nella Fondazione lirica Arena, alle prese da un anno con un buco di bilancio da 24 milioni e con una crisi di liquidità. C'è un nuovo sovrintendente. È Giuliano Polo, 59 anni, triestino. Professore d'orchestra a lungo impegnato come musicista al Teatro Lirico Verdi di Trieste, poi dirigente e dal 2009 direttore degli affari generali e dei rapporti istituzionali della Fondazione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, di Roma.A nominare Polo è stato il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini, su proposta - «ai sensi dello Statuto della Fondazione», come informa una nota della Fondazione stessa - del commissario straordinario della Fondazione Arena Carlo Fuortes. Il quale resterà ancora in carico, presumibilmente fino alle prossime elezioni amministrative di primavera.La nomina di Polo, come pure si legge nella nota della Fondazione, «avrà una durata pari alla gestione commissariale».Fuortes - che dal 15 aprile ha sostituito l'ex sovrintendente Francesco Girondini ed è stata appena prorogato - resta in carica sostituendo ancora il Consiglio di indirizzo della Fondazione lirica (che verrà nominato, a questo punto, dopo che sarà eletto il nuovo sindaco). I cui soci lo ricordiamo sono Comune di Verona, Ministero dei Beni culturali, Camera di Commercio e Regione. Fuortes, però, anche sovrintendente al Teatro dell'Opera di Roma e quindi impegnato su quel fronte, ora - come L'Arena aveva anticipato nelle scorse settimane - una sorta di «subcommissario», in realtà con la carica di sovrintendente. Ed è Polo, dovrà occuparsi della conduzione delle attività. Quindi, di organizzare la prossima stagione lirica estiva e quella invernale al Filarmonico.A Fuortes invece il compito «politico» di portare a termine il percorso per ottenere i finanziamenti (una decina di milioni) prevista dalla Legge Bray per ripianare il buco di bilancio, pari a 24 milioni. E il piano di risanamento 2016-2018 proposto da Fuortes ha già previsto la chiusura dell'attività della Fondazione in ottobre e in novembre, e consiste anche nel taglio del corpo di ballo, di venti elementi, e nel risparmio complessivo di circa quattro milioni di spese del personale.L'attuazione pratica di questo piano spetta ora a Polo, mentre Fuortes, da commissario, riassume su di sè il ruolo del Cdi. «Ho proposto al ministro Franceschini di ripristinare l'organo di gestione per favorire il rilancio delle attività e per dare piena attuazione alle azioni contenute nel piano di risanamento 2016-2018», dice Fuortes nella nota della Fondazione.«Sono certo», aggiunge il commissario Fuortes nella nota, in cui si dice anche che il «professor Giuliano Polo ha conseguito una lunghissima esperienza professionale e amministrativa nelle fondazioni liriche», Fuortes dunque precisa «che la nomina di Giuliano Polo, grande esperto di amministrazione e gestione di fondazioni liriche, potrà garantire il processo di risanamento e di sviluppo che la Fondazione dovrà intraprendere nei prossimi mesi, con un impegno e una competenza adeguati alla complessità dell'incarico».

Enrico Giardini

Triestino, un musicista diventato dirigente

Giuliano Polo, triestino, ha 59 anni, essendo nato il 29 novembre 1957.Diplomato al conservatorio, dal 1977 al 1979 è stato docente al conservatorio «Giuseppe Tartini» di Trieste, dal 1979 professore d'orchestra alla Fondazione teatro lirico «Giuseppe Verdi» sempre a Trieste.Dal 2001, sempre al Verdi, Polo è passato a incarichi amministrativi diventando prima vicedirettore degli affari generali, poi direttore degli affari generali.Dal 2005 al 2009 Polo è stato consigliere d'amministrazione all'AssociazioneTeatro Pordenone, dal 2009 è alla Fondazione Accademia Santa Cecilia di Roma prima con il ruolo d i direttore del Personale e degli affari legali, poi dal 2015 con l'incarico di direttore degli affari generali e dei rapporti istituzionali.


«Così il governo ha a cuore il futuro del nostro teatro»

lunedì 07 .11. 2016 CRONACA, p. 8

La nomina di Giuliano Polo sovrintendente della Fondazione Arena da parte del ministro dei beni culturali Dario Franceschini, del Pd - su proposta del commissario straordinario Carlo Fuortes, a sua volta nominato dal ministro - dice che le redini sono in questo momento tutte in mano al governo Renzi. Il Comune, dunque, dovrà attendere le prossime elezioni per incidere, con il futuro Consiglio di indirizzo, sulla nomina del futuro sovrintendente. Sulla nomina di Polo intanto plaude il Pd, con il deputato Gianni Dal Moro. Che in una nota scrive: «La nomina di Polo completa il quadro di una lunga strategia del Pd di Verona e del governo Renzi. Dopo le dimissioni del sovrintendente Girondini e il forte indebitamento della Fondazione Arena la stessa si è trovata a rischio di fallimento per una gestione non all'altezza della storia e del prestigio del nostro anfiteatro. Di fronte a quanti nella nostra città», aggiunge, «si sono opposti alla riapertura dei termini della legge Bray, partendo dal sindaco Tosi alle altre forze politiche, M5S compreso, e a parti della minoranza del mio partito e del sindacato oggi, quel risultato ottenuto grazie a un emendamento presentato nella legge di stabilità del 2015 a mia prima firma assieme agli onorevoli Alessia Rotta e Diego Zardini ha gettato le basi per una messa in salvaguardia della fondazione impedendo a quanti a Verona erano solo interessati a speculare politicamente sul fallimento della Fondazione Arena». Prima la nomina di Fourtes, «che ringraziamo per il lavoro sin qui svolto», aggiunge, «poi la sua proroga nonostante quanti chiedevano il ritorno a una gestione ordinaria con la nomina del nuovo Consiglio di indirizzo e ora la nomina del nuovo sovraintendente Polo anche qui superando mille pressioni localistiche con la girandola di diversi nomi, si completa il quadro della nuova Governance di qualità della Fondazione Arena. Ora possiamo guardare con maggiore fiducia al futuro della nostra Fondazione. Un grande grazie al ministro Franceschini».E Vincenzo D'Arienzo, l'altro deputato veronese del Pd, aggiunge: «Piena soddisfazione per Polo, sia perché si tratta di una persona di valore a testimonianza dell'interesse del governo su Verona e sia perché sono state allontanate definitivamente le mani di Tosi dalla Fondazione. È uno scenario che avevo prefigurato tempo fa e sul quale sono stato impegnato per la realizzazione. Adesso ci sono tutte le condizioni per rilanciare la stagione lirica».

Enrico Giardini

LE TAPPE.
Nel novembre 2015 l'occupazione del Teatro Filarmonico

Un lungo anno di sfide per salvare un simbolo

Dall'arrivo del direttore operativo Tartarotti nel mese di gennaio al commissariamento ad aprile


lunedì 07 .11. 2016 CRONACA, p. 9


Un anno difficile, partito con l'occupazione del Teatro Filarmonico nel novembre dello scorso anno e arrivato ieri alla nomina del nuovo sovrintendente della Fondazione Arena Giuliano Polo. Le tappe di questo travagliato percorso sono tante, e tutte sofferte. Vediamo di ricostruirne i passaggi principali. Partendo appunto dal 13 novembre 2015, quando i dipendenti della Fondazione Arena hanno occupato il Teatro Filarmonico, ultimo gesto di una lunga protesta e di un diffuso malessere. Danzatrici del corpo di ballo, coristi, tecnici di palcoscenico, musicisti dell'orchestra: all'appello non mancava nessuno, per chiedere una rinegoziazione del contratto ma soprattutto un futuro per la Fondazione.Pochi giorni dopo, il 19 novembre il caso della Fondazione Arena finisce sul tavolo del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, mentre in via Roma continua l'occupazione: i lavoratori aprono il tema dei contributi comunali e il confronto con quelli di altri teatri. Arriva quindi, all'inizio di dicembre, uno spiraglio per affrontare la crisi senza «bagni di sangue»: accedere alla legge Bray ma con un piano di risanamento. È previsto il commissariamento ma con la possibilità di indebitarsi ancora fino al 2016, e senza disdire l'integrativo. Il 30 dicembre si riunisce il consiglio di indirizzo che vota il sì alla legge Bray: diventa sempre più probabile il commissariamento per accelerare la riforma. Ed è con l'inizio del nuovo anno, nel gennaio scorso, che arriva come direttore operativo della Fondazione Francesca Tartarotti, che lascia l'Opera fiorentina, dove aveva concluso il suo lavoro, per l'avventura a Verona. Passano mesi di forti tensioni, con un duro braccio di ferro tra direttore operativo Tartarotti e organizzazioni sindacali, fino a quando, dopo un nuovo incontro del sindaco Tosi con il ministro Franceschini a Roma, a metà aprile arriva a Verona il commissario Carlo Fuortes, sovrintendente dell'Opera di Roma. Franceschini sceglie dunque una linea differente dalla liquidazione che avrebbero voluto il sindaco Tosi e il Consiglio di indirizzo: Tosi decade da presidente della Fondazione e Francesco Girondini finisce il suo incarico di sovrintendente. Fuortes arriva a Verona il 18 aprile e deve vedersela con i 24 milioni di euro di debito con le banche e con la questione delle cause dei 40 precari. Una boccata di ossigeno arriva a maggio, con 8 milioni dal Fus, che consentono di pagare gli stipendi arretrati dei lavoratori. Intanto Fuortes richiama il direttore artistico Gavazzeni. A metà giugno, dopo sei ore di trattative, i sindacati approvano l'accordo sul pano Fuortes: la stagione stiva in Arena è garantita, il commissario straordinario è riuscito a fare passare il suo piano, nonostante i momenti di grandi tensioni: il lavoro da fare però è ancora lungo. Ieri il nuovo capitolo.

A.G.

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