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sabato 5 novembre 2016

Rassegna Stampa - 4 novembre 2016


Arena, arrivano due milioni del Fus ma vengono subito girati alle banche.
Soldi per la Fondazione.
«Ma la crisi di liquidità non è risolta»

sabato 4 novembre 2016

VERONA – Piccola boccata d’ossigeno per le casse di Fondazione Arena.
Ieri, infatti, nel corso della riunione tra il direttore operativo Francesca Tartarotti e le organizzazioni sindacali è emerso che il Ministero della Cultura ha trasferito alla Fondazione lirica 1,3 milioni di euro come rata del Fus 2016, più altri 700mila euro come anticipo del Fus dell’anno prossimo.

«Circa 2 milioni di euro – conferma Paolo Seghi, segretario provinciale Slc Cgil – che, tuttavia, a quel che ci risulta, sono stati trattenute dalle banche per far fronte all’esposizione debitoria del teatro. Il che significa che la carenza di liquidità di Fondazione sembra destinata a permanere». Sindacati e Tartarotti, incaricata dal commissario della Fondazione Carlo Fuortes per la gestione di tutte gli aspetti della trattativa con le organizzazioni sindacali, si sono incontrati per discutere la rinegoziazione del contratto integrativo dei dipendenti, così come richiesto dalla legge Bray. Anche su questo fronte si è registrato un piccolo passo in avanti: «L’intesa sul punto è lontana – ha chiarito Ivano Zampolli, segretario provinciale Uil Comunicazione – ma almeno si è cominciato a discutere della questione e le diverse posizioni sono state chiarite». L’argomento tecnicamente è complesso, ma le posizioni possono essere, a grandi linee, riassunte così: da una parte c’è Fondazione, per bocca di Tartarotti, che ritiene che l’integrativo vada, comunque, legato al raggiungimento del pareggio di bilancio, così come previsto dalla Bray. Secondo i Sindacati, invece, va modificato, ma vanno salvaguardate almeno alcune parti dell’integrativo, anche in maniera indipendente dal pareggio. Prova a chiarire la posizione Dario Carbone, segretario provinciale Fials: «I lavoratori sono gli unici che ci hanno messo del proprio, con un taglio dello stipendio pari a 2,4 milioni di euro. Il pareggio di bilancio, invece, è legato a variabili assolutamente indipendenti dall’attività del teatro: ricordo ad esempio, che Camera di Commercio, che pure è socio fondatore della Fondazione, ancora non ha erogato il proprio contributo. Il Comune, a giugno, ha stanziato in ritardo quanto promesso: è evidente che, dopo il taglio che è già stato accettato dai lavoratori, non si può legare parte del loro stipendio a fattori assolutamente esterni al teatro». Con Seghi che precisa: «Dai calcoli presentati al tavolo, risulta che il costo del lavoro del teatro è sotto controllo, anche per il futuro, mentre sono i costi di gestione a non esserlo. È lì che bisogna intervenire». E su questa negoziazione complicata, si aggiunge la trattativa che riguarda il corpo di ballo.


Secondo quanto previsto dal commissario Fuortes, un importante risparmio si otterrà con la sua soppressione. Eventualità cui le organizzazioni sindacali si oppongono da sempre. Lunedì ci sarà un nuovo incontro tra le parti sul tema, e obiettivo della Fondazione è quello di arrivare a un accordo in breve tempo, almeno entro il 14 novembre, termine ultimo a disposizione prima che la discussione sia trasferita in Provincia. Visti i tempi ristretti e la distanza tra le parti, non è detto che l’obiettivo sia facilmente raggiungibile.

Samuele Nottegar

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