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domenica 13 novembre 2016

Rassegna Stampa - 13 novembre 2016 : Giuliano Polo, ancor prima dell' insediamento sono già grane!! Tosi non ci sta e mette il bastone tra le ruote per la nomina di un sovrintendente non di casa.


Fondazione, quei dubbi giuridici sulla nomina del sovrintendente

Il decreto e il rischio impugnazione: il nodo della compatibilità con il ruolo del commissario

domenica 13 novembre 2016

VERONA Verona si sa è una città unica. Lo vediamo continuamente dal grande afflusso di pubblico e turisti. È così amata che anche la politica quando deve deliberare qualcosa per essa, sceglie qualcosa di speciale. Per esempio, l’attuale nomina del supposto nuovo sovrintendente della Fondazione Arena di Verona. Sui media locali e nazionali la notizia che è rimbalzata è stata: nomina del nuovo sovrintendente all’Arena di Verona, intendendo che prima c’era un commissario e ora invece un sovrintendente. Diciamolo subito: abbiamo ancora un commissario (appena prorogato con D. M. del 18 ottobre 2016, Rep. n. 476) il quale si è scelto un sub-commissario alla sovrintendenza. Tutto ciò, nonostante che il ministro Dario Franceschini abbia appena firmato un apposito Decreto Ministeriale (D.M. 3 novembre 2016, Rep. n. 498) nominando il prof. Giuliano Polo sovrintendete della Fondazione Arena. Tale decreto, a nostro avviso, andrebbe contestato nelle sedi opportune. Ma è compito della politica occuparsene.


L’idea era comunque simpatica perché si è pensato ad un evento-omaggio per Verona: la nascita di un craniopagus parasiticus (rarissima malformazione di uomo a due teste). Domanda: essendo il sovrintendente l’unico organo di gestione della Fondazione (Legge 112/2013, art. 11, comma 15, a3) che ci sta a fare ancora il commissario? La tesi a supporto è: rappresenta il consiglio. Ma la normativa di legge assegna però al commissario tutti i poteri gestionali. Totò direbbe: «Quisquilie». Inoltre, dato che la legge n. 112 del 2013 stabilisce la durata della nomina del sovrintendente (cinque anni, Art. 11, comma 15a) perché tale nomina è invece a termine, trasgredendo in tal modo il dettato di legge? Diciamocelo, è un decreto alieno bisognoso di una «Stele di Rosetta» per decrittarlo. Elementare il ragionamento che qualcuno ha fatto: il commissario assume in sé i poteri del consiglio e pertanto può proporre al ministro la nomina del sovrintendente. Ma la normativa di legge dice che è il Consiglio di Indirizzo che «propone il nominativo all’autorità statale competente in materia di spettacolo per la nomina del sovrintendente» (Statuto, Art. 10, comma 1.4). Domanda: può un commissario, dato che riassume in sé i poteri del disciolto consiglio, proporre di ricostituire un organo (il sovrintendente è un organo) e il ministro procedere con tale nomina conservando contestualmente in carica il commissario? No, non sarebbe consentito … sempreché non si voglia forzare oltre misura le cose, perché il Cdi è formato da fondatori pubblici e soci privati che, mettendoci i loro soldi (il 5% del Fus) hanno tutto il diritto di scegliersi il sovrintendente. Parimenti, può un commissario prefettizio proporre al ministro degli Interni la nomina di un nuovo sindaco? No. Saranno gli elettori a sceglierselo in apposite elezioni. Il commissario, infatti, è stato nominato solo per la gestione emergenziale, tra l’altro con precisi ambiti e limitazioni fissate nel decreto di nomina. Può certamente nominare dei sub-commissari che lo aiutino nel gravoso compito (lo prevede la normativa) e sappiamo che può adottare procedure accelerate e tutti gli atti amministrativo-contabili necessari. Pertanto, per farla breve, il prof. Polo è un sub-commissario alla sovrintendenza, e solo questo. Verrà modificato il decreto di nomina? Sarebbe auspicabile. Ora, però, sarà interessante vedere come verrà dipanata la questione del compenso. Attendiamo.

Domanda: data la grave crisi di liquidità in essere, il licenziamento del corpo di ballo, e il commissario ancora in carica non si poteva individuare una soluzione interna a costo zero? Abbiamo avuto ieri la bella notizia su queste pagine dell’arrivo di soldi freschi dalla Regione (200 mila euro). Ottimo, siamo più sereni. Auguriamoci che il ministro, dato che è stata sua la scelta di mandarci il prof. Polo, lo metta sul treno con dote perché l’Arena necessità di molti soldi freschi e quei pochi che arriveranno a breve dalla Regione li dobbiamo destinare a pagargli lo stipendio.

Manni: «Ai primi punti del nostro progetto c’è proprio la valorizzazione del marchio Arena»

VERONA Se il fatto che «Arena di Verona» sia un marchio depositato appare a molti come una novità, non lo è invece per l’imprenditore Giuseppe Manni, promotore, assieme agli avvocati Lamberto Lambertini e Giovanni Maccagnani, del progetto Arena Lirica spa. Ieri, infatti, l’ex sovrintendente Renzo Giacchieri ha ricordato come fosse stato lui a registrare il marchio, nel 1999, ma che dopo il suo mandato nessuno si sia più interessato a verificare i proventi ottenuti dall’utilizzo del marchio. Cosa che, invece, potrebbe essere realizzata di nuovo all’interno del progetto della nuova spa. «Tra i primi punti del nostro progetto – chiarisce Manni – c’è proprio la volontà di valorizzare il marchio Arena di Verona. Per essere precisi, sapendo che Fondazione ha facoltà di affittarlo, noi lo prenderemmo in affitto, pagando, per ciascuno dei tre anni della durata della nostra iniziativa. È una risorsa che deve essere sfruttata ed è la prima cosa che faremo». A breve, tra l’altro, il progetto Arena Lirica spa sarà reso pubblico nella sua complessità. Inizialmente, la presentazione alla città e ai possibili sostenitori era prevista per metà novembre; gli ultimi avvenimenti che riguardano la Fondazione, tuttavia, hanno fatto slittare di qualche settimana l’incontro pubblico. «La nomina del nuovo sovrintendente – sottolinea Manni – in attesa di capire anche quali sono le sue mansioni, ci ha fatto posticipare di qualche settimana la presentazione che, a questo punto, sarà ai primi di dicembre. Dal nostro punto di vista due sono i punti da chiarire: quali sono i compiti affidati a Polo, visto che la sua nomina appare di breve durata, e ottenere notizie certe sul bilancio 2016. Si tratta di due variabili importanti e, una volta precisate, sarà più facile presentare il nostro progetto in maniera complessiva». Per quanto riguarda la nuova società, tuttavia, Manni precisa: «Non sarà una spa, ma una società benefit perché non è nostra intenzione lucrare. La società benefit sarà costituita con lo scopo di risanare la Fondazione».

Samuele Nottegar

2 commenti:

  1. Ma perché Manni,visto che é cosí amante della lirica non mette un pó di soldi..e con l art bonus gliene ritornano il 65%?

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    1. Ahahah bella questa! Ma questi 3 benefattori vogliono tenere in piedi la loro spa x 3 anni!a scopo di lucro,loro ovviamente! Perché mai dovrebbero metterci dei soldini? Devono solo mangiarci!!!! Povera fondazione

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