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sabato 12 novembre 2016

Rassegna Stampa - 12 novembre 2016


«Arena, ruoli di vertice da chiarire.
Chi si occuperà del rilancio artistico?»

L’ex sovrintendente Giacchieri: brand e affitti, Comune e Fondazione perdono occasioni

sabato 12 novembre 2016

VERONA Renzo Giacchieri, sovrintendente prima dell’ente lirico e poi di Fondazione Arena, è uno dei pochi, a Verona, a conoscere direttamente il nuovo sovrintendente Giuliano Polo. «Gentilissimo, molto rigoroso, quasi asburgico», lo descrive. La reciproca conoscenza risale alla messa in scena di alcuni spettacoli al Verdi di Trieste, quando già Polo era responsabile degli Affari generali di quella Fondazione lirica. «E proprio da qui – sottolinea Giacchieri – potrebbe nascere qualche problema».

Perché il suo ruolo potrebbe essere un problema?
«Perché il professor Polo, pur avendo una formazione artistica, si occupa da molto tempo di altro. A Trieste è stato responsabile degli Affari generali, così come all’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Ora, in un ruolo molto simile, in Fondazione Arena, abbiamo il direttore operativo Tartarotti, mentre rimane scoperta la parte artistica».

Quindi, con il festival estivo da organizzare, sarà necessario assumere un direttore artistico?
«Questo non lo si può sapere adesso. Di sicuro, con le casse della Fondazione in sofferenza, ci sono due stipendi da pagare per ruoli simili, mentre i lavoratori sono fermi per due mesi. Se poi sarà assunto anche un direttore artistico o ci si avvarrà del vicedirettore artistico, che è figura già presente in teatro, lo si vedrà. Per quello che posso vedere è che da una parte c’è qualcosa in più, dall’altra qualcosa in meno».

Resta il punto che se il professor Polo si metterà in aspettativa dall’Accademia, dovrà essere pagato da Fondazione Arena.
«Questo è certo. E immagino che il suo stipendio debba essere almeno in linea con quello che guadagna a Roma (140mila euro l’anno,ndr) ».

Quando il commissario Carlo Fuortes ha nominato Polo, ha esplicitamente parlato di rilancio. È contento?
«Certo, ma dipende di quale rilancio si parla. Se si intende rilancio artistico è evidente a tutti che ce n’è bisogno come l’acqua e lo abbiamo sottolineato più volte. Ma anche dal punto di vista finanziario c’è parecchio da fare».

In questo senso, ritiene che si possa attingere a risorse fino ad ora inutilizzate?
«Credo di sì. Quando era sovrintendente depositammo il marchio “Arena di Verona” per gli spettacoli. Ora, in radio continuo a sentire “Dopo il grande successo all’Arena di Verona…” che è un nostro marchio registrato dal ’99 e su cui si potrebbero chiedere i diritti per l’uso. E il valore dell’Arena di Verona è tale perché la lirica lo ha reso così grande. Invece, dopo di me, nessuno più si occupato di farlo rispettare. Una cosa simile avviene per l’uso dell’Arena».

In che senso?
«L’Arena di Verona, nel senso di monumento, è di proprietà del Comune che chiede 40 mila euro per il suo utilizzo. Una cifra già bassissima, ma che non tiene conto della regola del 70 e 30, normalmente applicata nei teatri italiani».

Cioé?

«Quando si organizza uno spettacolo, il 70% dell’incasso della vendita dei biglietti è dell’organizzatore e il 30% spetta al proprietario del teatro. Tenendo conto di quanti biglietti sono stati venduti per i concerti extralirica solo quest’estate, ci si immagini a quanti introiti si è rinunciato. Ma non solo: adesso è scoppiato lo scandalo del secondary ticket e spiega, ancora di più, il perché tutti vogliano venire in Arena. Si tengono il 100% dell’incasso, cui aggiungono il secondary ticket e alla fine utilizzano pure il marchio senza pagare un euro. E Fondazione sprofonda sotto 28,5 milioni di debito».


Dalla Regione un po’ di ossigeno: altri 200 mila euro Corazzari: «Vogliamo incontrare Giuliano Polo»

VERONA Quando, martedì pomeriggio, il nuovo sovrintendente di Fondazione Arena Giuliano Polo incontrerà le organizzazioni sindacali, potrà condividere con loro una positiva novità. La Regione Veneto, infatti, ha assegnato un ulteriore stanziamento da 200mila euro da destinare alle casse della Fondazione. La conferma è arrivata direttamente dall’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari, presente ieri in città per illustrare il «Testo Unico» della Cultura che è in fase di elaborazione in questi mesi. «Nell’ultima seduta – ha chiarito l’assessore – il consiglio regionale ha approvato una variazione di bilancio proposta dal mio assessorato. Si trattava di assegnare alcune risorse a margine del rendiconto che potessero essere immediatamente spendibili. Per questo, abbiamo deciso di assegnare complessivamente, alle due Fondazioni liriche venete 400mila euro, cioè 200mila ciascuna». In questo modo, lo stanziamento regionale, del 2016 a favore dell’Arena, sale a 800 mila euro. «Di questi – ha sottolineato Corazzari – 600mila sono già stati trasferiti, mentre per i restanti, nelle prossime settimane prepareremo la delibera per metterli a disposizione della Fondazione prima della fine dell’anno». Ma non è l’unico intervento che da Venezia si prepara in favore dell’Arena. “Stiamo seguendo con molta attenzione – ha confermato Corazzari – la situazione del teatro. Anche per questo, oltre allo stanziamento già definito, ho chiesto di poter incontrare, quanto prima, il nuovo sovrintendente Polo».

Samuele Nottegar

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