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mercoledì 9 novembre 2016

"Arena, singolare la scelta di Polo: Tosi in silenzio, Tartarotti parzialmente bocciata" di Cesare Galla - da Vvox.it

Arena, singolare la scelta di Polo
Il silenzio di Tosi sul nuovo presidente della fondazione può avere più interpretazioni. La Tartarotti ne esce parzialmente bocciata



Cesare Galla
8 novembre 2016

Dal vaso di Pandora della Fondazione Arena esce anche un sovrintendente. A scartamento ridotto e prospettiva cronologicamente limitata a pochi mesi, ma un sovrintendente. Ovvero un dominus in tutti i sensi, il dirigente che ha tutte le facoltà di intervento in tutti gli ambiti, da quello gestionale a quello artistico. Non lo era anche il commissario straordinario, nominato il 15 aprile e prorogato il 15 ottobre? Certamente sì, ma Carlo Fuortes cento ne pensa e qualcuna ne fa. Questa sembra una “invenzione prelibata” (come nel Barbiere di Siviglia, senza che però ci sia niente da ridere), inaspettata e tuttavia con le carte in regola dal punto di vista della formale interpretazione della legge.


In punta di diritto: se il commissario riassume in sé tutti i poteri del consiglio di indirizzo, ha anche la facoltà che spetta a questo organismo di indicare al ministro la figura di un sovrintendente. Non è accaduto mai, o quasi, nonostante le Fondazioni in crisi siano numerose e i commissari scorrazzino su e giù per i teatri lirici della penisola. Ma c’è sempre una prima volta. In questo modo, fra l’altro, si risolve il problema dei problemi: Fuortes, di occuparsi ancora dell’Arena, non aveva e non ha la minima intenzione. Ha accettato di restare solo come garante dell’approdo della Fondazione sotto lo scudo della Legge Bray, ritardato da oscure vischiosità burocratiche.

Il ministro Franceschini dev’essersi sfregato le mani: nell’accontentare il suo uomo di fiducia, il risanatore dell’Opera di Roma (salvo verifiche sui prossimi bilanci…), ha potuto realizzare un colpaccio politico di antica astuzia democristiana, facendo sparire, in un abile gioco di prestigio, la Fondazione dal “paniere” delle contropartite referendarie ed elettorali a cui può aspirare il sindaco di Verona Flavio Tosi. Benemerenze acquisite in virtù del sostegno al Sì per la riforma della Costituzione, senza contare il possibile balletto delle alleanze fra il gruppo del sindaco e il Pd alle amministrative della prossima primavera. A questo punto, infatti, è ormai certo che sarà il prossimo sindaco a insediare un nuovo e regolare Consiglio di Indirizzo, al quale toccherà indicare il sovrintendente “vero”, che avrà incarico quinquennale come da statuto (Titolo III, articolo 7). Salvo incidenti di percorso.

Il silenzio di Tosi dopo il blitz di Fuortes e Franceschini – lui che a ogni stormir di fronda è sempre stato pronto a tuonare – è al proposito sintomatico, ma non chiarificatore. Potrebbe significare che questa volta vuole pensare un po’ prima di parlare, e verificare meglio quanto può tirare la corda, visto che la sua precedente sortita, con la quale già vedeva un consiglio di indirizzo da lui insediato entro l’anno, ha avuto questo bell’effetto. Ma potrebbe anche voler dire che la nomina del sovrintendente “a scadenza” (in cordata con il commissario) è stata in qualche modo accettata, perché non toglie all’attuale sindaco la teorica possibilità di determinare il futuro della Fondazione Arena, anche dopo le elezioni di primavera. Chi può dire oggi, nel caos delle alleanze e nel balletto dei nomi con cui si sta avviando la campagna elettorale, che Tosi non avrà voce in capitolo, direttamente o meno, anche fra sei mesi?


Oltre le alchimie della politica, con le sue speranze e i suoi azzardi, se si guarda la vicenda dalla parte della Fondazione Arena, è chiaro che non cambierà nulla, o quasi. Il sovrintendente nominato, Giuliano Polo, ha compiuto un singolare percorso professionale che l’ha portato dalla musica (era flautista al Verdi di Trieste) all’amministrazione dei teatri, prima nello stesso capoluogo giuliano e poi a Roma, alla prestigiosa Accademia di Santa Cecilia. Direttore del personale, degli affari generali, degli affari istituzionali. Esperienza sul versante dell’organizzazione artistica: nessuna conosciuta. Se è l’uomo che deve mettere in piedi il prossimo festival estivo in Arena, la scelta – al netto della fiducia che in lui ripone Fuortes – è quanto meno singolare. E tutto dipenderà dai collaboratori di cui si circonderà. Il che renderà ancora più aspra la guerriglia di posizionamento delle figure dirigenziali interne. A proposito delle quali, resta da dire che la nomina di Polo porta con sé anche una bocciatura almeno parziale dell’attuale direttore operativo Francesca Tartarotti. Non è passato un anno, da quando è arrivata. E si trova già a rischiare di essere considerata un doppione.

7 commenti:

  1. Giustissime osservazioni!!
    perchè non aprire una procedura di licenziamento anche per la Tartarotti allora? 135 mila euro in meno da investire nel mantenimento del balletto

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  2. Concordo pienamente è ora di finirla con questa tizia estremamente costosa e molto poco capace! Che "lavora" 3 gg alla settimana ed è qui x volere di Renzi e giochetti politici

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  3. Concordo con il commento precedente.purtroppo penso che sarebbe una causa molto lunga..e molto onerosa.

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  4. Certo,bisognerebbe far pagare a chi ha voluto questi giochetti!

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  5. Mi pare che chi è rimasto trombato più di tutti sia il povero Sobrino che aveva già ricevuto da Tosi l'investitura di Sovrintendente. E se Polo ha poco curriculum artistico, Sobrino ne ha ancora meno. A meno che non si confonda l'organizzazione artistica con gli intrallazzi ed I concerti di scambio.

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  6. Ma più che Sobrino mi pare che Tosi volesse uno dei suoi amichetti commercialisti intrallazzatori! Privi di qualsiasi conoscenza in campo artistico! In compenso pieni di incarichi più o meno di prestigio, avuti x intrallazzi vari.Così in breve tempo sarebbe andato tutto gambe all"aria e il GRANDE poteva privatizzare assieme agli altri avvoltoi! Ma attenzione.....il pericolo non è scongiurato!

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  7. I suoi amici,i papabili x fare il Sovrintendente, sono poi quelli che vengono in Arena,ospiti,giocano col telefonino,conversano in continuazione,dando fastidio ai vicini e poi al primo intervallo vanno via commentando a voce alta : ma che barba ste opere!!! Non se ne può più! Poi IL CAPO va a telearena a dichiarare che l'opera è ormai obsoleta e non interessa più a nessuno!

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