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domenica 9 ottobre 2016

Rassegna Stampa - 9 ottobre 2016


Fondazione Arena al bivio idea proroga a Fuortes (con direttorio locale)

Commissario in scadenza, avanza l’ipotesi di un prolungamento del mandato in attesa del sì ministeriale ai benefici della legge Bray

domenica 9 ottobre 2016

VERONA Dopo Fuortes...Fuortes. Mentre arriva la precisazione areniana sulla riduzione del Fus (che è relativa alla stagione 2015 e non a quella 2016) l’attenzione s’incentra sul conto alla rovescia in vista della scadenza del mandato affidato al Commissario straordinario della Fondazione lirica Arena di Verona. Il 15 ottobre, in teoria, Carlo Fuortes dovrebbe tornarsene definitivamente a fare solo il sovrintendente dell’Opera di Roma. Ma la sua successione non sembra semplice. Le ipotesi, finora, erano due: un mandato-bis, prolungando la sua presenza in riva all’Adige, come chiedono quasi tutti i partiti di opposizione, oppure la nomina da parte di Tosi del nuovo Consiglio d’indirizzo e poi del nuovo sovrintendente, come ovviamente preferirebbe il sindaco. In queste ore, però, sta prendendo corpo anche una terza ipotesi, diciamo così «mediana» tra le due citate. Fuortes potrebbe sì vedersi prolungare l’incarico, ma venendo affiancato da un gruppo dirigente: non un vero e proprio Consiglio d’indirizzo, ma una sorta di comitato tecnico, di staff o come altro lo si voglia chiamare. Un nucleo di persone che agirebbe direttamente sul territorio, sgravandolo da larga parte degli impegni necessari.

Il prolungamento verrebbe giustificato proprio col tipo di mandato iniziale che Fuortes aveva ricevuto dal ministro del Beni Culturali, Dario Franceschini. Un mandato che era duplice: da un lato l’impegno di garantire lo svolgimento della stagione estiva dell’Arena, dall’altro quello di «verificare entro il termine previsto dalla legge del 30 giugno 2016 le condizioni che permetteranno alla Fondazione scaligera di adempiere ai parametri stabiliti dalla legge Bray per accedere al percorso di risanamento o, in caso contrario, di avviare la sua liquidazione». Quindi: se è vero che il commissario ha varato un piano di ristrutturazione e rilancio della Fondazione, comprensivo di intesa firmata con il sindacato, è altrettanto vero che il percorso non è del tutto completato: manca ancora l’approvazione del piano da parte del ministero e, conseguentemente, l’accesso alla legge Bray che consente i benefici finanziari necessari alla messa in sicurezza dei conti. Proprio l’altro giorno, i sindacati sono tornati a chiedere, con una nota congiunta di Cgil, Cisl, Uil e Fials, che venisse reso noto a che punto siamo sulla guida della Fondazione.


Quanto alla «bocciatura» sul Fus, la Fondazione areniana precisa che «il punteggio sulla qualità artistica, che concorre alla definizione del contributo del Fus, si riferisce all’attività svolta nell’anno precedente, e pertanto i punteggi sulla qualità del Fus 2016, recentemente stabiliti sono riferiti all’attività svolta nell’anno 2015 e non a quello di quest’anno». Su questo tema, Michele Croce, candidato sindaco di Verona Pulita, afferma che «la migliore analisi del taglio ai contributi l’ha fornita l’illustre soprano Cecilia Gasdia: prima commissariata per demeriti economici, ora declassata per demeriti artistici». Quanto al dopo Fuortes, secondo Croce «è tempo di mandare via i dirigenti incapaci, valutando anche azioni risarcitorie per palese inadempienza. Al loro posto – conclude - personalità internazionali tra cui c’è l’imbarazzo della scelta, a partire proprio da Cecilia Gasdia, oltre a monumenti come Renzo Giacchieri e Alberto Ristori».
Lillo Aldegheri  

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