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venerdì 7 ottobre 2016

Rassegna Stampa - 7 ottobre 2016


Arena: nuova tegola dal ministero «Poca qualità», tagliata parte del Fus

Spettacoli 2016, passa dal quinto al nono posto in Italia. Verranno meno 700 mila euro

7 ottobre 2016

VERONA Un a nuova tegola si abbatte sulle già poco floride casse (e prospettive) di Fondazione Arena. Nella serata di ieri, infatti, è emerso che i tecnici del ministero della Cultura avrebbero deciso per una decurtazione del Fondo Unico per lo Spettacolo da destinare alla Fondazione, tagliando del 25% la parte dello stanziamento che fa capo alla qualità artistica delle rappresentazioni andate in scena nel 2016.
In questa speciale classifica, infatti, Verona, rispetto al 2015, è passata dal quinto posto (su 12 fondazioni liriche) con 49 punti al nono con 35 punti (La Fenice è passata dai 32 punti dell’anno scorso ai 73 attuali che le valgono la piazza d’onore dietro a Roma).

In pratica: il budget totale del Fus si ottiene sommando una serie di punteggi. Maggiore è il punteggio finale, più alta è la parte variabile dello stanziamento che si ottiene. I punteggi intermedi si ottengono in virtù di determinati requisiti (il numero di rappresentazioni, la loro varietà, la qualità) che le Fondazioni liriche presentano al ministero. Tra i requisiti c’è ovviamente la qualità della produzione artistica che, per l’Arena, vale circa il 25% dell’intera somma che poi lo Stato trasferisce al teatro. Per Fondazione Arena si tratta di una cifra pari a 2,8 milioni di euro, se si considera il Fus dell’anno scorso. Ebbene questo budget di 2,8 milioni è stato decurtato del 25% in virtù di una qualità che l’apposita commissione ministeriale, evidentemente, ha ritenuto non adeguata. A conti fatti si tratta di 700mila euro in meno che sono destinati a non arrivare nelle casse del teatro.

Un vero e proprio fulmine a ciel sereno che potrebbe avere ripercussioni anche sul futuro del teatro. Va detto che l’Arena non sembra essere l’unico teatro valutato negativamente dal punto di vista qualitativo: oggi si conosceranno meglio i dettagli della decisione del ministero, ma pare che anche Cagliari, Genova e Trieste non se la passino bene, mentre l’Opera di Roma (dove sovrintendente è il commissario straordinario dell’Arena Carlo Fuortes) vola con il vento in poppa.

Certo è che questi 700mila euro in meno sono destinati a far discutere. Dal punto di vista contabile, c’è da capire se questo «ammanco» inatteso non possa mettere a rischio il Piano di risanamento messo a punto dal commissario Fuortes. Com’è noto, la legge Bray impone il pareggio di bilancio alle Fondazioni che richiedono di accedere ai benefici previsti dalla normativa. L’Arena è tra queste e ha l’obbligo di presentarsi con i conti in ordine. Se così non fosse rischierebbero di sfumare quei 10 milioni di euro già stanziati e vitali per ripianare parte dei debiti accumulati negli anni dal teatro.

D’altro canto, il dibattito sulla qualità della rappresentazione artistica areniana è una delle discussioni che più ha coinvolto la città e gli intellettuali scaligeri. Anche sulle pagine di questo giornale, da anni, sono ospitati interventi che invitano a innalzare il livello qualitativo degli spettacoli. E sul tema sono intervenuti intellettuali, esperti di teatro, forze politiche, imprenditori: della qualità come unica via per il rilancio del teatro si discute da tempo. Al termine dell’ultime festival estivo, Renzo Giacchieri, per due volte sovrintendente di Fondazione Arena, aveva così riassunto la situazione: «Da anni ormai si nota uno scadimento negli spettacoli in Arena. Non vengono più proposte novità in cartellone, con il risultato che vanno in scena sempre le stesse opere, eseguite peggio. I grandissimi cantanti non vengono più, i direttori nemmeno». Il dato nuovo è che a certificare questa progressiva diminuzione di qualità, stavolta, ci sono i tecnici del ministero e la loro opinione non è in dolore.

Samuele Nottegar


IL FUTURO DELLA LIRICA.
Il ministero modifica la ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo, in merito alla qualità artistica: almeno 800 mila euro l'anno in meno

Roma taglia un milione per l'Arena

Passa la linea del ministro Franceschini. E per ripianare il buco di bilancio, si attendono le risorse della Legge Bray

11,3 I MILIONI DATI ALL'ARENA DAL FONDO STATALE FUS
24 MILIONI IL BUCO DI BILANCIO DELLA FONDAZIONE ARENA

venerdì 07 .10. 2016 CRONACA, p. 11

Dallo Stato meno 700mila-800mila euro all'anno per la lirica in Arena. Magari non sarà la scure. Ma di certo una lama comincia a farsi sentire. Così, mentre il ministero della spettacolo sta esaminando il piano di risanamento presentato dal commissario straordinario della Fondazione Arena Carlo Fuortes per accedere ai finanziamenti previsti dalla Legge Bray, necessari a ripianare il buco di bilancio di 24 milioni, da Roma arrivano le prima avvisaglie di tagli del Fus.
Cioè il Fondo unico per lo spettacolo, quanto lo Stato destina a tutto il comparto, fra cui appunto le Fondazione lirico-sinfoniche.

Ebbene, nei nuovi criteri di ripartizione del Fus riferiti alla valutazione della qualità artistica - e che incide sul 25 per cento del totale, quindi un quarto - il Fus cala pure del 25 per cento. Ma che cosa significa, questo, per la Fondazione Arena? L'ente lirico scaligero riceve di Fus in un anno 11 milioni 300mila euro, dal ministero; il 25 per cento è due milioni 825mila euro, il cui 25 per cento è 706mila euro. Dovessero essere, le somme, queste. E con qualche oscillazione possibile, in ogni caso il taglio per Verona si aggirerebbe appunto fra i 700mila e gli 800mila euro all'anno.

Questi sono dati appresi alla Fondazione lirica scaligera, a cui sarebbe andata meglio che al Maggio Fiorentino, dove il taglio sarebbe il doppio di quello di Verona. Pur non essendo comunque per la Fondazione Arena, un taglio particolarmente pesante, è chiaro che la notizia non è confortante. Anche perché il Fus guarda alla gestione futura. Nella migliore delle ipotesi, infatti, con la legge Bray alla Fondazione Arena potrebbe arrivare una decina di milioni, che servirebbe però per ripianare il bilancio. La prossima stagione, però, subirà delle decurtazioni. Un fulmine a ciel sereno, questa previsione di riduzione del Fus? In realtà no. Essa è una diretta conseguenza e applicazione di quanto il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, aveva detto a Verona nei mesi scorsi (incontrando le istituzioni e anche i sindacati) e ribadito nelle due sedute, agli inizi di maggio, dell'audizione delle commissioni riunite di Camera e Senato proprio sul caso Fondazione lirica Arena.

In quell'occasione - in cui, da una relazione letta da Franceschini sulla Fondazione Arena in cui fu messa sotto accusa la gestione Tosi-Girondini della Fondazione Arena, ma anche il modello normativo delle Fondazioni lirico-sinfoniche - il ministro era stato chiaro e duro. «Basta soldi del Fus a chi ha gestito male le Fondazioni e premiare, invece, il merito, con un meccanismo virtuoso».

Il Fus, insomma, non aumenterà. Il ministro aveva anche ricordato che le risorse del Fus destinate negli ultimi anni alle Fondazioni liriche superano i 180 milioni e da sole esse sono il 47 per cento di quanto si spende per il Fus. Nell'altra metà c'è tutto il resto: musica, prosa, danza, teatro di tradizione, cinema. Franceschini aveva suggerito anche collaborazioni con Fondazioni liriche, coproduzioni, e auspicato interventi di privati, anche attraverso l'Art bonus che permette una detrazione dalle tasse del 65% di quanto versato.
Nel frattempo Fuortes ha tagliato due mesi (ottobre e novembre) di attività della Fondazione e ha eliminato il corpo di ballo, di 22 elementi. E le nuove leggi impongono pareggio di bilancio: diversamente sono autorizzati tagli di attività, di personale, e contratti a termine. Intanto, in attesa dei soldi della Bray, con sindacati e comitati sul piede di guerra, si fa avanti il piano di Arena Lirica, società a gestione privatistica secondo la proposta Manni-Maccagnani-Lambertini. Roma, comunque, taglia.
Enrico Giardini

2 commenti:

  1. Perfetto!! Sempre nuove ed ottime notizie. E chi si deve ringraziare per questo ottimo risultato raggiunto? Passare dal quinto al nono posto su 12 Fondazioni Lirico Sinfoniche, per quello che dovrebbe essere il teatro tempio della lirica è proprio un bel traguardo. Grazie M° Gavazzeni!! Grazie Prof. Sobrino!! Tanto poi voi vi intascate soldi, ed i lavoratori restano a casa due mesi o perdono il posto di lavoro, come nel caso dei ballerini, per pagare le vostre "competenze". Da orchestrale di questo teatro c'è solo da sentirsi umiliati per la vergogna che ci buttate addosso!!
    Stiamo proprio andando nella direzione giusta, verso il baratro, e guarda caso peggio di noi ha fatto solo il Maggio Fiorentino che ha smantellato il balletto, mentre l'Opera di Roma vola in alto anche grazie alla sua stagione di balletti.
    Ma si può essere più ottusi e ciechi di così? Mi sa tanto che Fuortes l'ha capito quanta "ignoranza" imperversa in questa Fondazione ed ha ben agito per avviarla verso il fallimento e premiare il "suo" teatro.
    Complimenti vivissimi a tutti!!

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  2. Ovviamente ora il nostro presidente fará ricadere la colpa sui lavoratori.non sulla dirigenza

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