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giovedì 20 ottobre 2016

Rassegna Stampa - 20 ottobre 2016


Arena, Fuortes in «proroga» fino alla nomina
Ieri prima riunione per la mobilità dei ballerini. I sindacati di categoria chiedono un incontro al ministro

giovedì 20 ottobre 2016

VERONA La si aspettava per ieri sera, e invece arriverà probabilmente oggi l’attesissima proroga dell’incarico a Carlo Fuortes, quale commissario straordinario della Fondazione Arena di Verona. La continuità dell’incarico (che è scaduto l’altro giorno) è comunque assicurata dalla prevista «prorogatio» tecnica. Ieri peraltro, alla prima riunione tra Fondazione e sindacati sulla mobilità dei ballerini areniani ha partecipato la direttrice, Francesca Tartarotti (e la riunione, interlocutoria, proseguirà la prossima settimana).

Le segreterie nazionali dei sindacati di categoria, intanto, hanno chiesto al ministro Dario Franceschini di fissare con urgenza una riunione sullo stato di «gravissima crisi – scrivono Cgil, Cisl, Uil e Fials - che vede coinvolte alcune Fondazioni e che colpisce i lavoratori e la stessa sopravvivenza dei Teatri».

Nella lettera vengono elencate alcune di queste situazioni, e l’Arena di Verona è citata per prima assieme al Comunale di Bologna, al Petruzzelli di Bari e al Maggio Fiorentino, mentre – aggiungono i sindacati – al Teatro Carlo Felice di Torino è stata annullata una prima e non è ancora stata pubblicata la prevista relazione sulle Fondazioni (come quella di Verona, ndr) che hanno presentato i piani di risanamento mentre sappiamo – conclude la lettera – che non sono stati erogati a tutti i teatri che ne hanno fatto richiesta, gli anticipi di cui alla legge Bray».

Tornando a Fuortes, il Commissario areniano ha risposto, nella sua veste di sovrintendente dell’Opera di Roma, alle accuse rivoltegli sul «buco» finanziario di quella Fondazione, e di cui abbiamo scritto ieri.

Fuortes spiega che «i debiti del Teatro nel 2015 ammontano a 54 milioni di euro ma se vengono sottratti i 25 milioni iscritti a bilancio come stanziamento derivante dalla legge Bray, ne rimangono 29. Togliendo da questa cifra – aggiunge - anche i 16 milioni di crediti vantati dalla Fondazione, risulta che l’indebitamento netto è di soli 13 milioni di euro, un valore assolutamente fisiologico per una realtà che produce ricavi per oltre 50 milioni».
A Verona, secondo il Piano presentato da Fuortes, l’indebitamento totale della Fondazione è arrivato nel 2015 a 28,6 milioni di euro, mentre i ricavi complessivi nello stesso anno erano stati di 45,9 milioni (22 dagli incassi, 5,7 da altri ricavi operativi, 11,8 dal Fus, 1,1 da altri contributi pubblici e 5,3 da contributi privati).

I debiti areniani sono così suddivisi: 14,9 milioni verso i fornitori e gli artisti, 8,2 milioni nei confronti delle banche, 1,4 per tributi e previdenza e 4,1 in altri settori. La prima voce va suddivisa in 2,6 milioni nei confronti degli artisti e 12,3 milioni verso i fornitori.

Lillo Aldegheri

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