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venerdì 14 ottobre 2016

Rassegna Stampa - 14 ottobre 2016 - Preconsuntivo FAV 2016, conti in pareggio. Nasce il caso del "misterioso" benefattore CINESE anonimo!! (dal Corriere di Verona)


LA CRISI DELLA FONDAZIONE ARENA.
Imminente l'approvazione del piano di risanamento per accedere ai fondi della legge Bray: ma il ministero tiene in mano le redini

Lirica, verso un sotto-commissario

Fuortes verrebbe confermato, ma nominerebbe un collaboratore per la gestione. E rispunta il commercialista Ghinato

venerdì 14 .10. 2016 CRONACA, p. 13

Conferma del commissario straordinario Carlo Fuortes, da qui alle elezioni amministrative, il quale però incaricherebbe una sorta di «subcommissario», in pratica un collaboratore per la gestione. È la strada che si sta profilando a Roma per la Fondazione lirica Arena, dopo che il ministero dei Beni culturali avrà approvato il piano di Fuortes per accedere ai finanziamenti della legge Bray. E il termine, stando a quanto previsto, sarebbe domani. Anche se potrebbe slittare.

CONTO ALLA ROVESCIA. Il ministro Dario Franceschini dunque potrebbe prorogare l'incarico a Fuortes - che è anche il sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma - il quale a sua volta, per organizzare la prossima stagione invernale al Teatro Filarmonico e quella estiva in Arena, verrebbe coadiuvato. E considerando che si voterà a Verona in primavera; che dovrà insediarsi il nuovo Consiglio comunale e costituirsi il nuovo Consiglio di indirizzo della Fondazione Arena (soci il Comune, la Camera di Commercio, il ministero della cultura e la Regione tenuto a indicare i consiglieri), è presumibile che si andrà a dopo l'estate prossima, per la nomina di un nuovo sovrintendente (spetta al ministro, sentito il Cdi). Insomma: fra un anno, dopo il prossimo festival areniano. E da ricordare che in Fondazione Arena c'è anche il direttore operativo, Francesca Tartarotti.

TOTONOMI. Ma chi potrebbe essere, nel caso venisse confermato Fuortes, il collaboratore? Da indiscrezioni emerge che non si vorrebbe qualcuno già attivo nel precedente Consiglio di indirizzo (c'è chi, come l'ex vicepresidente Massimo Ferro, ha fatto i nomi di Alberto Mion e Guidalberto di Canossa, pure ex consiglieri). Il nome che sta circolando, e che sarebbe sostenuto dal sindaco Flavio Tosi, sarebbe quello di Enrico Ghinato, commercialista, che già era in pista quasi due anni fa come possibile sovrintendente, al posto di Francesco Girondini.

IL FRONTE POLITICO. Intanto il deputato veronese del Pd Vincenzo D'Arienzo commenta l'intervista rilasciata martedì a L'Arena martedì da Massimo Ferro, imprenditore. «Quali soluzioni da lui proposte mi convincono di più? La riduzione dei costi per il Teatro Filarmonico e le attività presso il teatro Ristori» - il quale Ristori, peraltro, è di proprietà della Fondazione Cariverona che lo utilizza già con un proprio cartellone di spettacoli - «l'attività extra lirica da svolgere "in house" e il museo Amo da far gestire ad altri. Se queste tre cose le avesse fatte il Sovrintendente Girondini e il Consiglio di indirizzo, oggi saremmo in altre condizioni».Secondo D'Arienzo è però «ingeneroso addossare le responsabilità ai lavoratori per la bocciatura del referendum sulla proposta contrattuale. La regola è nota: prima fai il tuo dovere e poi chiedi agli altri di fare sacrifici. Al contrario, è stato più facile proporre la liquidazione coatta amministrativa, peraltro smentita con il commissariamento da parte del ministero e l'azione di Fuortes».Ora, però, Roma taglia 800mila euro di Fus...«Ma è il frutto avvelenato di più fattori quali l'assenza di azioni per migliorare i risultati di gestione e lo scadimento della qualità artistica. Non ho ben capito quindi, conoscendo bene le ragioni del danno, perché far credere che si è trattato di una ripicca del ministero per compensare la sua sconfitta al Tar sul precedente taglio del Fus». La privatizzazione della stagione areniana secondo il progetto Manni-Lambertini-Maccagnani? «Condivido in pieno il pensiero di Ferro. È il pubblico che garantisce pluralità nell'offerta culturale».

IL NODO. Resta però il nodo del sovrintendente. «Ci sono diversi adempimenti in corso», spiega D'Arienzo, «che Fuortes ha proposto, scritto e perorato e sui quali ha raggiunto accordi con i sindacati. Sarebbe bene che portasse a conclusione il risultato positivo delle sue azioni. A partire dall'ingresso ufficiale nelle previsioni della Bray». Il nodo è anche che Fuortes non ci sentirebbe molto, sul doppio incarico...«Lo capisco, il teatro Opera di Roma non è un giochino, ma é uno sforzo che abbiamo chiesto al commissario avendone conosciuto le qualità, pur consapevoli che ciò costa fatica. Per quanto mi riguarda, nulla toglie che possa anche essere individuato un valido collaboratore nella gestione, purché non già coinvolto in passato». La palla ora a Roma.

Bertucco e Bortolotti

SERVIVANO SUBITO 3 MILIONI, dice il Pd. «Prevedendo i tempi lunghi dell'iter di adesione alla Bray e del rilascio del Fus, il luglio scorso avevamo chiesto al Consiglio comunale di erogare alla Fondazione Arena l'intero importo dei 3 milioni di contributo straordinario che la giunta, di propria iniziativa, aveva previsto di stanziare il 4 marzo 2016. Ciò avrebbe probabilmente evitato l'attuale crisi di liquidità che vede la Fondazione Arena impossibilitata di provvedere al disallestimento dell'anfiteatro Arena». Lo dice il Pd, con i consiglieri Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti. «Non ci inventavamo niente: la stessa richiesta era stata formulata qualche giorno prima, precisamente il 22 giugno, anche dal commissario Fuortes. Invece l'amministrazione, con una maggioranza consiliare come al solito supina, ha deciso di dare soltanto metà della somma, pari a 1,5 milioni. Da cui il rosso di bilancio 2015. E venne erogato in ritardo anche il contributo ordinario del Comune alla Fondazione Arena». 

Enrico Giardini

LE GRANE DELL'ANFITEATRO.
Dopo il blocco dei pagamenti delle ditte

Pochi soldi e stop lavori. «Le banche ci aiutino»

Tosi: «Noi abbiamo fatto per intero la nostra parte» E il programma di restauri rischia di slittare ancora

venerdì 14 .10. 2016 CRONACA, p. 13

Il colpo, non c'è che dire, si fa sentire. E verrebbe proprio da dire «piove sul bagnato». Lavori di disallestimento dell'Arena - sedie, palco e altri impianti - fermati perché la Fondazione Arena ha bloccato i pagamenti alle imprese che lo stanno svolgendo, causa pochi soldi in cassa? «Ci vorrebbe ora maggiore disponibilità da parte delle banche per sostituire, di fatto, il debito della Fondazione. Noi la nostra parte con la Fondazione Arena l'abbiamo fatta tutta, coprendo il passivo del 2015 e impegnando contributi straordinari per coprire il buco di bilancio del 2016», dice il sindaco Flavio Tosi, «e ciò nonostante la scelleratezza di due sindacati, Cgil e Fials». Certo è che se la Fondazione Arena, guidata dal commissario Fuortes, non dovesse avere i soldi per coprire il buco di 24 milioni e avere un po' di soldi in cassa, potrebbe essere il Comune, proprietario dell'Arena e primo socio della Fondazione Arena, a doversi sobbarcare l'onere del disallestimento. Secondo Tosi «noi siamo andati ben oltre le aspettative e le richieste», prosegue il sindaco, «ma ora è urgente che venga approvato il piano per aderire alla legge Bray e che, dopo il commissariamento - attuata la stagione lirica estiva 2016 e varato il piano di risanamento - si arrivi alla nomina di un Consiglio di indirizzo e di un nuovo sovrintendente». Il primo cittadino, però, auspica anche un nuovo coinvolgimento del mondo bancario.Sul fronte dei restauri dell'Arena, però, si andrà con ogni probabilità al prossimo autunno. Per terminare i progetti - svolti da tecnici del Comune, ma coadiuvati poi da progettisti di Fondazione Cariverona - il grande programma per sigillare i gradoni dell'Arena danneggiati dalle infiltrazioni d'acqua, per restaurare gli arcovoli, rinnovare tutti gli impianti tecnologici, il piano di lavori verrà messo a gara europea entro la fine del prossimo inverno. I lavori verranno finanziati con 14 milioni con Iva (ne restano 11, quindi) dati da Unicredit e Fondazione Cariverona con l'Art Bonus (defiscalizzati al 65%).Si prevede che durino tre stagioni invernali, fino a primavera, quando si allestisce il monumento per concerti e stagione lirica. E lo stop al disallestimento di palco e poltrone è un ulteriore ostacolo. E il ministero deu beni culturali potrebbe chiedere che sia il Comune a disallestire. In tempi stretti.

Enrico Giardini

I CONTI DEL 2016.
Cgil e Uil analizzano i dati del bilancio preconsuntivo

«Mancano parte di risorse dai soci e dal territorio»

venerdì 14 .10. 2016 CRONACA, p. 13


Un aumento di ricavi dalle opere liriche di 465mila euro, quasi mezzo milione in più - stando alle previsioni fino del 2016 rispetto al piano di risanamento del commissario Carlo Fuortes - poi una sostanziale parità nel balletto (intorno ai 550mila euro) e, invece, un calo netto dei concerti: 232mila euro in meno rispetto ai 310mila previsti di incasso (anche se mancano gli incassi di Turandot e dello spettacolo di Capodanno, al Filarmonico).Ricavo dei biglietti, sinora, di poco più i 20 milioni. Sono alcuni dati delle previsione di bilancio 2016 della Fondazione Arena.Dati confrontati con il piano di risanamento presentato quest'anno dal commissario straordinario Carlo Fuortes ai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fials. Più in generale si nota un sostanziale miglioramento del conto economico, in pareggio, rispetto alle previsioni del piano Fuortes, fermo restando che la situazione patrimoniale della Fondazione resta problematica. «Anche se è chiaro che la Fondazione ha carenza di liquidità, come si è visto anche dal mancato pagamento delle ditte per il disallestimento, e per questo siamo in attesa dei 10 milioni della Bray», dicono Paolo Seghi e Ivano Zampolli, rispettivamente segretari dello Spettacolo per Cgil e Uil.«Come si ricava dal bilancio le banche non aprono nuove linee di credito e mancano all'appello, rispetto a quanto previsto nel piano Fuortes, parti rilevanti di finanziamenti di soci come la Regione, 600mila euro, poi 1,2 milioni del Comune e 300mila euro della Camera di Commercio. Insomma», precisano «dal territorio non vengono tutte le risorse che dovrebbero arrivare. E poi c'è un dato rilevanti di quasi il doppio per affitti e leasing, quasi mezzo milione in più rispetto al piano».Inoltre «è sparito un milione e mezzo che il Comune avrebbe dovuto dare per il 2015 e che invece ha dato cinque giorni dopo la chiusura di bilancio del 2015 stesso. E non si capisce che fine abbiano fatto quei soldi. Quindi, un pareggio di bilancio, tendenziale, ma l'integrativo del contratto è stato comunque sospeso», ricordano ancora i sindacalisti della Cgil e della Uil, «e questo è stato un ulteriore aggravio per i lavoratori».

Enrico Giardini



Tosi: Arena, le banche siano più disponibili

Il sindaco: «La crisi di liquidità? Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, ora tocca agli istituti di credito»

venerdì 14 ottobre 2016

VERONA «La Fondazione ha le casse vuote? Noi abbiamo fatto e faremo tutto il possibile: magari ci vorrebbe un po’ più di disponibilità da parte delle banche».
Il sindaco Flavio Tosi commenta così gli ultimi sviluppi della situazione finanziaria areniana, che hanno portato anche al blocco dei lavori di disinstallazione della platea nell’Anfiteatro.

«Per il 2015 – ricorda il sindaco – abbiamo erogato, come Comune, un contributo straordinario di un milione e mezzo, ed altrettanto faremo per il 2016 se sarà necessario per garantire il pareggio di bilancio. La nostra parte, insomma, l’abbiamo sempre fatta, anche a dispetto delle scelleratezze di due sindacati, la Cgil e la Fials. A questo punto – aggiunge Tosi – servirebbe magari una disponibilità dal mondo bancario, che potrebbe fare di più, visto che tutti sanno che il Piano di rientro sarà approvato e che quindi i dieci milioni previsti dalla Legge Bray arriveranno. Dopo di che – conclude il sindaco – non ci resta che attendere la proroga del mandato ministeriale al commissario Carlo Fuortes, proroga che sarà fino al completamento del Piano stesso, come prevedeva il suo mandato iniziale. Dopo di che, saranno nominati il nuovo Consiglio d’indirizzo e il nuovo sovrintendente».

Sulla situazione finanziaria in Fondazione torna intanto all’attacco il Partito democratico. Secondo Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti, infatti, quello che sta accadendo poteva essere evitato. «Prevedendo i tempi lunghi dell’iter di adesione alla Bray e del rilascio del Fus, - ricordano – già nel luglio scorso avevamo chiesto al consiglio comunale di erogare alla Fondazione l’intero importo dei 3 milioni di contributo straordinario che la giunta aveva previsto di stanziare il 4 marzo 2016, cosa che avrebbe probabilmente evitato l’attuale crisi di liquidità, sapendo che la stessa richiesta era stata formulata qualche giorno prima, il 22 giugno, anche dal commissario Fuortes. Invece – proseguono i due esponenti del Pd - l’amministrazione ha deciso di dare soltanto metà della somma, pari a 1,5 milioni di euro, e il ritardo con cui è stato erogato questo sia pur parziale contributo straordinario ha determinato il rosso di bilancio nell’esercizio 2015».

Di qui, l’accusa al sindaco: «Temiamo – affermano Bertucco e Bertolotti – che non si sia trattato di una svista o di una dimenticanza poiché venne erogato in ritardo anche il contributo ordinario del Comune, tanto è vero che il commissario si rifiutò di mettere in bilancio sia l’uno che l’altro: ad essere maliziosi (o forse realistici?) notiamo che nel marzo 2016 era ancora in sella il disastroso Girondini per salvare il quale Tosi era disposto a tutto, mentre con l’arrivo del commissario questa necessità venne meno, come conferma anche il tira e molla da lì a poco inaugurato da Fabio Venturi, altro fedelissimo del sindaco, sulla riconferma dei contributi di Agsm. Segno evidente – concludono i due consiglieri del Pd - che non è il bene della città che smuove le azioni di questa amministrazione, ma il bene degli amici e dei consociati».
Lillo Aldegheri


I sindacati: «Il 2016 chiude in pari, ma mancano i soldi dei soci»

Il giallo dello sponsor cinese anonimo

VERONA Fondazione Arena dovrebbe chiudere il bilancio 2016 in pareggio, anzi potrebbe realizzare anche un piccolo utile. È questa la positiva novità emersa dall’incontro tra sindacati e Fondazione sull’andamento dei conti del teatro. «I dati che ci hanno illustrato – spiega Paolo Seghi, segretario provinciale Slc Cgil – dimostrano che il bilancio 2016 di Fondazione è in equilibrio. Se a fine anno venissero confermati questi numeri, non ci dovrebbero essere problemi per chiuderlo in pareggio. Questo dato, però, porta a una riflessione: qual è la ragione di posticipare il pagamento dell’integrativo, per dipendenti stabili e aggiunti, quando emerge fin da ora che l’obiettivo pareggio sarà raggiunto? Forse si tratta più di un problema di cassa e di disponibilità economica che di bilancio». Perché alla fine, i problemi di Fondazione tornano tutti al costante tema della scarsa liquidità. E anche se il 2016, come pare, riuscisse a terminare con un utile di circa mezzo milione di euro, non per forza, questo sarebbe utile per pagare integrativi e fornitori.

«La realtà è più complessa – spiega Ivano Zampolli, segretario Uil Comunicazione Verona – e dipende anche dai ritardi dell’approvazione della domanda di accesso alla Bray. Il ministero della Cultura va a rilento, di conseguenza non vengono messi a disposizione i 10 milioni di euro del fondo, le banche faticano ad aprire nuove linee di credito e il sistema si inceppa. Dai dati, però, emerge che i risultati sono stati raggiunti grazie ai lavoratori, mentre quello che è venuto a mancare è l’impegno dei soci, pubblici e privati». In effetti, secondo i dati forniti alle organizzazioni sindacali, il costo del personale, complessivamente, si attesta sui 22,5 milioni di euro, leggermente in calo rispetto a quanto previsto, mentre Fondazione Arena continua a rimanere in attesa di quanto promesso dai soci. La Regione Veneto non ha ancora versato i 600mila euro di propria competenza, da Palazzo Barbieri si attende ancora 1,2 milioni, la Camera di Commercio deve ancora erogare 300mila euro e Fondazione Cariverona 1 milione. «Quindi – precisa Seghi – si continua a parlare di costo del personale e di gestione privatistica e si scopre, invece, che sono altri a non aver fatto la propria parte».E non sembra essere un caso isolato. Dal capitolo sponsorizzazioni, si è fatto notare, mancano oltre 700mila euro: soldi promessi e mai erogati. «Di questi – racconta Zampolli – 400mila sono riferibili a un misterioso cinese che, in occasione di una missione organizzata nel suo Paese, promise di sostenere Fondazione con mezzo milione di euro. Per adesso, ne ha versati solo 100mila. Ma la cosa curiosa è che ci hanno detto che lo sponsor preferisce non comparire. Credo che sia un caso unico di sponsor anonimo».

Di contro, fanno notare i sindacati, non mancano le spese non preventivate. «Ci sono costi per locazioni magazzini e canoni, compreso Palazzo Forti – aggiunge Seghi – che paghiamo 500mila euro in più di quanto previsto inizialmente. Questi sono sprechi cui dobbiamo mettere fine e, invece, si continua a parlare dei dipendenti che sono gli unici ad essersi tagliati lo stipendio».
Samuele Nottegar

Il grande restauro bloccato da due anni «Vicenda allucinante, ma ora si parte»
Soldi versati, progetto (forse) a gennaio. Lo firma un docente universitario

VERONA Il grande restauro areniano è bloccato, anche se i soldi sono in gran parte arrivati (una decina di milioni su di un totale di 14). Perché? Alla domanda, il sindaco Flavio Tosi fa una smorfia di disappunto e spiega che «è stata una vicenda burocraticamente infinita, interminabile con una serie di complicazioni quasi allucinanti. Ma l’importante – aggiunge - è che finalmente siamo arrivati a far partire almeno i lavori di progettazione».

A fornire maggiori dettagli è colui che da sette mesi è il responsabile del procedimento, l’ingegner Luciano Ortolani. «La storia di questo progetto è stata davvero difficile e complicata – conferma il dirigente comunale – anche perché, in un primo momento, eravamo convinti di riuscire a prepararlo noi, in Comune, utilizzando solo i nostri uffici tecnici. Poi però, una volta vista da vicino la complessità del lavoro che avevamo davanti, ci è stato chiaro che non avremmo potuto farcela, e che sarebbe stato necessario ricorrere anche ad apporti esterni. Anche per questo motivo, nel marzo scorso – prosegue Ortolani – abbiamo chiesto alla Fondazione Cariverona, che già aveva deciso di finanziare la redazione del progetto, di provvedere anche alla sua realizzazione. E la Fondazione si è messa all’opera, per scegliere un gruppo di professionisti all’altezza di questo compito».

Una scelta che ha richiesto alcuni mesi, forse anche per l’avvicendamento al vertice di Cariverona tra il presidente uscente, Paolo Biasi, e quello subentrante, Alessandro Mazzucco, avvenuto solo un mese prima che il Comune facesse questa richiesta. Ora però, quegli esperti sono stati selezionati ed indicati. E lo stesso Ortolani ci spiega che sono «sei professionisti di alto livello, che hanno costituito tra loro un’Associazione temporanea a questo scopo e che saranno capitanati dall’ingegner Claudio Modena».

Modena è professore ordinario al Dipartimento di Costruzioni e trasporti all’università di Padova, dove è titolare dei master in restauro strutturale dei monumenti e dell’edilizia storica. Proprio lui era stato indicato due anni fa, subito dopo l’erogazione dei 14 milioni di contributo da parte di Unicredit e Cariverona, come uno dei tre componenti della commissione scientifica che avrebbe dovuto controllare, mese dopo mese, l’avanzamento dei lavori di restauro in Arena. Adesso il docente ha ovviamente lasciato quella commissione, per coordinare i lavori del progetto per il restauro stesso. Cariverona ha affidato l’incarico di progettazione alla fine del mese scorso «ed entro il mese di gennaio – conclude l’ingegner Ortolani - dovremmo avere in mano il progetto esecutivo, corredato dei relativi pareri, da quello della soprintendenza ai Beni architettonici a quello dei vigili del fuoco». Tra i lavori previsti, ci sono la sigillatura dei gradoni danneggiati dalla pioggia, ed il rimodernamento di tutta la parte elettrica, di impiantistica e antincendio.
Lillo Aldegheri

2 commenti:

  1. Ma quale mistero e mistero! Da orchestrale quest'estate dalla buca dell'orchestra in arena abbiamo visto tutti che "qualità" ci hanno portato i cinesi. In compenso per qualcuno in teatro è stato un vero affare.. ma io sono solo un aggiunto e non posso parlare! Chi è stabile invece fa finta di niente però si sono contestati i cantanti.. i direttori non si toccano.

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  2. Ghinato? Ex Gardaland e exAquardens..2 parchi di divertimento.cosa ne sá di lirica,teatro..

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