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mercoledì 12 ottobre 2016

Rassegna Stampa - 12 ottobre 2016




LA CRISI DELLA FONDAZIONE. L'imprenditore, già nel Cdi: «Un commissario fino al voto 2017»

«Lirica, sì ai manager, ma proprietà pubblica»

Ferro: «In inverno solo concerti, in vari teatri, così più soldi dal Fus Ad Arena Extra anche parte dei ricavi. Il museo Amo? Non c'entra»

mercoledì 12 .10. 2016 CRONACA, p. 12

Una gestione di tipo manageriale della Fondazione lirica Arena, «ma in mano pubblica. Perché non sta scritto da nessuna parte che una conduzione pubblica non può fare utili».
La stagione invernale? «Da ridimensionare, ma va conservata, per tenere alto il punteggio del Fus, il Fondo statale per lo spettacolo». Mentre sta per scadere il termine per approvare il piano di accesso ai soldi della legge Bray (10 milioni per ripianare il bilancio) e si fa largo la voce di un prolungamento del commissariamento fino alle elezioni comunali 2017, Massimo Ferro, 57 anni, imprenditore, già deputato e vicepresidente della Fondazione Arena in rappresentanza della Camera di Commercio, lancia alcune proposte.
Ferro, il governo intende tagliare 700-800mila euro di Fus, per la Fondazione Arena, nella quota relativa alla qualità artistica.

Se Roma taglia fondi, che futuro può avere una Fondazione già in difficoltà economica?
La quota di Fus relativa alla qualità è il 20%. Ricordo che la Fondazione ha già vinto al Tar un ricorso per avere altri 2,5 milioni di Fus per il 2014 e il 2015. Ora il ministero, che ha impugnato il ricorso, potrebbe ottenere la sospensione dell'esecuzione della sentenza del Tar.

Quindi?
È chiaro che, avendo perso in primo grado, e visto che potrebbe dover restituire 2,5 milioni, in una sorta di autotutela - anche se non condivisibile - il ministero ora taglia Fus nell'unica parte, la qualità, in cui può compiere una valutazione soggettiva. Ciò rispetto ai biglietti venduti, alle alzate di sipario, al numero di orchestrali impiegati e ad altri parametri invece matematicamente accertabili. Insomma: lo Stato deve ridare soldi, ma abbassa i futuri contributi.

Ma come si recupera qualità?
La qualità costa. Ma con tagli di Fus, pagamenti degli stipendi in ritardo, pignoramento della biglietteria, non ci si poteva più permettere cantanti di prima fascia.

Lei è favorevole a proseguire nel commissariamento, magari con Fuortes, o punterebbe, dopo l'accesso ai soldi della Bray, a nominare un soprintendente, come vorrebbe il sindaco Tosi?
Per nominare un sovrintendente bisogna prima che i soci nominino il nuovo Consiglio di indirizzo, formato da tre rappresentanti del Comune, fra cui il sindaco, e poi uno a testa per ministero, Camera di Commercio e Regione. Ci vorrebbe un mese, dopo di che il ministro - sentito il Cdi e ammesso che questo trovi un'intesa - dovrebbe fare il decreto di nomina. Si andrebbe a fine anno. C'è da organizzare la stagione lirica 2017: quindi è troppo tardi.

Ma se Fuortes non accettasse di andare avanti?
Sia chiaro: per la città il commissario è una sconfitta, ma è il male minore.

Nomi?
Io vedrei bene Alberto Mion, presidente dell'Ordine dei commercialisti, già nel Cdi in rappresentanza del ministero. O Guidalberto di Canossa, che pure era nel Cdi.

C'è la proposta Manni-Lambertini-Maccagnani di una società di tipo privatistico per gestire il festival estivo. Lei che ne pensa?
Una struttura culturale quale la Fondazione Arena va gestita con criteri manageriali ma, se possibile, con proprietà di enti pubblici. Comunque: al netto del debito pregresso e senza la stagione invernale, non serve una gestione in mano a privati. Perché a quelle condizioni anche la Fondazione Arena fa utili.

Lei era nel Cdi: perché non ci siete riusciti?
Intanto va detto che il debito è stato accumulato in tanti anni precedenti. Ma ricordo che il piano del Cdi bocciato nel referendum dai lavoratori manteneva la stagione invernale e salvava il corpo di ballo. Se fosse passato, in tre-quattro anni si sarebbe sistemato tutto. Ora bisogna ripartire con una corretta gestione, snella ed efficiente.

La stagione invernale al Filarmonico va tenuta?
Il Fus dipende in larga parte dalla stagione estiva. Quindi, per ridurre i costi di quella invernale, io andrei al Teatro Ristori, che sarebbe concesso gratis dalla Fondazione Cariverona, per tenervi concerti, ma non la lirica, perché non ci sta. Lì farei musica di qualità, facendo pagare ben di più dei 10 euro medi del Filarmonico (il cui affitto fra l'altro, 430mila euro, appena rinnovato, è troppo caro). Dopo di che porterei in giro i concerti al teatro Salieri di Legnago, a quelli di Rovigo, Vicenza, Padova, Treviso, perché con più date ci sono più sale il Fus anche per la stagione invernale.

Arena Extra e museo Amo: tenerli o eliminarli?
L'attività extralirica deve rientrare in quella della Fondazione Arena, con gestione efficiente. Questa attività non porta, però, Fus: quindi Arena Extra va bene, ma dovrebbe incassare anche una percentuale del ricavo degli spettacoli e dei concerti, oltre che l'affitto dell'Arena. Il museo Amo invece, nato da un equivoco fra Comune di Verona e Fondazione Cariverona, non rientra nell'attività della Fondazione lirica Arena.

Enrico Giardini

Tosi: «Tanti enti in difficoltà economica»

«Il sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino ha annunciato la procedura di mobilità per 25 - 30 addetti della Fondazione lirico/sinfonica. È di questi giorni la notizia delle gravi difficoltà delle Fondazioni di Genova e Bologna che starebbero valutando, in adempimento della legge Bray della quale hanno già usufruito, persino la sospensione dell'attività». Lo ricorda il sindaco Flavio Tosi, replicando alla Lega Nord che chiede di portare il commissariamento fino al 2017, alle elezioni. «Il Maggio Fiorentino, commissariato, aveva aderito alla Bray con un piano di risanamento che ha portato a una riduzione del contratto integrativo pari al 20% circa e a licenziamenti per circa 45 unità da ricollocare in Ales, con uno stralcio importante dei debiti con banche, fornitori e artisti. Pur nella diversità della situazione dei vari teatri, esiste una causa comune nella crisi che li colpisce: non la cattiva gestione dei sovrintendenti e dei Consigli di Indirizzo, ma una gestione forzatamente antieconomica, causata dai costi aziendali del personale imposti da una legislazione e una contrattualistica ormai superate. A questo si aggiunge per Verona il taglio pesantissimo dei trasferimenti».E.G



Arena: Tosi contro la Lega Nord «Parla a vanvera, cultura provinciale»

Il sindaco: molte Fondazioni in crisi. E i sovrintendenti non c’entrano

mercoledì 12 ottobre 2016

VERONA «Troppa gente parla a vanvera della Fondazione lirica, come accade alla Lega che cita spese di disallestimenti e riallestimenti per le serate non liriche senza sapere che sono tutte spese rimborsate dagli organizzatori delle singole serate!». Tra polemiche politiche e attese per il dopo Fuortes, il sindaco Flavio Tosi fa il punto sulla situazione areniana. «Un po’ più di informazione e un po’ meno di provincialismo culturale – dice - renderebbe più serio il dibattito sulla Fondazione: è infatti di lunedì la notizia che il sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino ha annunciato la mobilità per 25 o 30 addetti, ed è di questi giorni la notizia delle gravi difficoltà delle Fondazioni di Genova e Bologna che starebbero valutando, in adempimento della Bray della quale hanno già usufruito, persino la sospensione dell’attività». Tosi sottolinea poi che «il Maggio Fiorentino, dopo essere stato commissariato, aveva aderito alla Bray con un Piano di risanamento che ha portato a una riduzione del contratto integrativo pari al 20% circa e a licenziamenti per circa 45 unità da ricollocare in Ales (la società in house del ministero). Ciò che accomuna queste crisi – afferma il sindaco – non è la cattiva gestione dei sovrintendenti ma una gestione forzatamente antieconomica, per i costi del personale imposti da una legislazione e una contrattualistica ormai superate, cui si aggiunge per Verona il taglio pesantissimo dei trasferimenti dallo Stato, dalla Regione e dalla Provincia (non dal Comune, anzi). Chi parla senza tener conto del quadro generale – conclude il sindaco - parla a vanvera, come tutti coloro (Lega Nord in testa) che non hanno ancora capito che la Fondazione non perde un euro per disallestimenti e riallestimenti dopo gli spettacoli di extra lirica, mentre i tanti grandi concerti di musica leggera rappresentano un indotto economico formidabile per l’economia cittadina». L.A.

2 commenti:

  1. E continua tra le righe a difendere il suo amico Girondini..

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    1. E parla a vanvera pure lui ed il l'amico dell'amico che parla di Fus senza conoscerne I meccanismi passati e presenti. Proprio un bel panorama di cialtronerie. Si documentassero almeno prima di dire schiocchezze come quella sul Fus.

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