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martedì 11 ottobre 2016

Rassegna Stampa - 11 ottobre 2016


IL FUTURO DELLA LIRICA. Il commissario potrebbe restare fino alle Amministrative, ma non si esclude la nomina di un nuovo sovrintendente da parte del ministero

Arena, un'incognita il dopo-Fuortes

Il mandato dovrebbe scadere sabato dopo l'ok ai fondi della legge Bray: arriva la proroga? Copertura: progetti all'esame

martedì 11 .X. 2016 CRONACA, p. 11

Fondazione Arena: si naviga ancora a vista. E potrebbe slittare rispetto al 15 ottobre il termine per accedere ai soldi della legge Bray per sanare il bilancio. Si naviga tra tagli di Fus, Fondo unico per lo spettacolo, per 700-800mila euro rispetto agli 11,3 milioni dell'anno scorso (e i ricorsi al Tar pendenti di Verona per avere due milioni e mezzo di Fus) e la necessità di ossigeno, cioè soldi, per tenere in piedi e rilanciare un volano strategico per l'economia veronese. Con un indotto stimato da sempre sui 400 milioni.Fino alla necessità di definire il futuro, cioè l'assetto della Fondazione stessa: pubblica, di stampo privatistico, o una sorta di «sistema misto», in sostanza con presenza pubblica, ma con apporto di privati ma soprattutto con criteri gestionali di impronta manageriale. E ancora: avanti con il commissario Fuortes, fino alle prossime elezioni comunali? O un altro commissario, pure fino alle elezioni? O un nuovo sovrintendente, di nomina ministeriale sentiti gli altri soci Comune e Camera di Commercio? Il tema è quanto mai all'ordine del giorno.

IL TERMINE. Questo sabato, stando a quanto ipotizzato finora, dovrebbe scadere il termine per il via libera ai fondi della legge Bray per la Fondazione lirica scaligera - a Verona dovrebbero arrivare una decina di milioni, finalizzati a ripianare il buco di bilancio che è di oltre il doppio - il che dovrebbe coincidere con il termine dell'attività del commissario straordinario Carlo Fuortes. Questa scadenza, stando a indiscrezioni dell'ultima ora, come detto potrebbe però slittare in avanti rispetto al 15 ottobre.Si dovrebbe dunque aspettare ancora un po' prima che il ministero dei beni culturali dia il via libera al piano di Fuortes. Che consiste anzitutto nel taglio di due mesi di attività della Fondazione lirica, in inverno, nella cancellazione del corpo di ballo, di 22 elementi. Per la Fondazione un risparmio di quattro milioni sul costo del personale.Il taglio del corpo di ballo è la misura più contestata dai lavoratori e dai sindacati, non meno peraltro della riduzione della stagione invernale al Teatro Filarmonico. La stessa che si vorrebbe tagliare nella proposta Manni-Lambertini-Maccagnani di una società Arena Lirica spa, a gestione privatistica (non escludendo peraltro apporti pubblici) che organizzerebbe secondo un piano triennale, in una prima fase, soltanto la stagione lirica estiva in Arena.

COPERTURA DELL'ARENA. Intanto, sul fronte comunale, la Giunta di Palazzo Barbieri ha deciso la commissione per valutare i progetti presentati per la copertura dell'Arena. Vale a dire, gli 81 piano concorrenti al bando indetto dal Comune grazie al contributo di centomila euro dell'impresa Calzedonia.Per l'Ordine degli architetti del Veneto, su una terna presentata dall'Ordine stesso, l'architetto Francesco Doglioni; per l'Ordine degli ingegneri di Verona e Provincia, su una terna presentata pure dall'Ordine, l'ingegnere Luca Scappini, che ne è il presidente.Come esperto in materia di architettura il professore e architetto Gino Malacarne, dell'Università di Bologna; esperto in materia di archeologia Elena Francesca Ghedini, dell'Università di Padova. Esperto in materia di ingegneria strutturale Claudio Modena, ingegnere, professore all'Università di Padova.I due dirigenti comunali, membri di commissione, sono il direttore Generale del Comune, avvocato Marco Mastroianni, in qualità di presidente della commissione, e l'ingegner Sergio Menon, in qualità di membro esperto.

Michele Croce

«LA MIGLIORE ANALISI del taglio ai contributi alla Fondazione Arena l'ha fornita l'illustre soprano Cecilia Gasdia: prima è stata commissariata per demeriti economici, ora è declassata per demeriti artistici». Lo dice Michele Croce, candidato sindaco di Verona Pulita. «Il più importante teatro all'aperto del mondo ha subito anche l'onta di essere definito ripetitivo e non innovativo, e quindi incapace di attrarre turismo culturale: per questa ragione altri 800mila euro sono andati persi. Le responsabilità di ciò sono degli artisti o di chi, da un decennio, mortifica le professionalità e la storia della Fondazione?». Per Croce «i teatri lirici devono essere diretti da cultori della materia, noti in tutto il mondo. Mandare via i dirigenti incapaci e privi di curricula specifici, valutando anche azioni risarcitorie per palese inadempienza. Al loro posto», conclude Michele Croce, «personalità internazionali e non commissari a doppio o triplo incarico: c'è l'imbarazzo della scelta, a partire da Gasdia, oltre a monumenti come Renzo Giacchieri e Alberto Martini, direttore artistico del Teatro Ristori».


IL FRONTE POLITICO. La Lega avanza proposte per rilanciare l'ente

«Ancora commissario fino alle elezioni 2017»

Tosato e Paternoster: «No alla liquidazione, alla privatizzazione e a chiudere la stagione invernale»

martedì 11 .X. 2016 CRONACA, p. 11


Fuortes o non Fuortes, avanti con un commissario straordinario della Fondazione Arena fino alle elezioni comunali. «Avevamo approvato la sua nomina da parte del ministero, ha lavorato bene e visto che mancano pochi mesi al voto meglio far organizzare a lui anche la prossima stagione». Quindi, solo la futura amministrazione, con gli altri soci, dovrà nominare il futuro sovrintendente.È la posizione della Lega Nord, con il senatore e segretario cittadino Paolo Tosato e con il segretario provinciale Paolo Paternoster, condivisa dal consigliere comunale del Gruppo misto, Alberto Zelger. «C'è chi voleva la liquidazione coatta della Fondazione Arena e quindi decretarne il fallimento», aggiungono.«C'è chi ne propone la privatizzazione. Noi siamo, invece, convinti che il suo rilancio sia ancora possibile. La liquidazione avrebbe comportato una scelta gravissima per la città. Per questo motivo abbiamo condiviso la scelta del suo commissariamento. Abbiamo apprezzato l'impegno di Fuortes nel condurre a buon fine la stagione lirica areniana», precisa la Lega, «ma alcune scelte non le abbiamo condivise, in particolare quella di mettere in mobilità i 22 ballerini del corpo di ballo. In questa fase auspichiamo che venga confermato il commissariamento fino all'insediamento della prossima Giunta nella primavera del 2017».Secondo la Lega «non si può affidare il rilancio della Fondazione a chi ne ha deliberato il fallimento coatto. Sarebbe una scelta assolutamente inopportuna. Ci auguriamo che il piano della legge Bray venga approvato al più presto perché sappiamo che le casse della Fondazione sono in grave crisi di liquidità. Vanno pagati regolarmente gli stipendi ai dipendenti che con una riduzione di 4 milioni sono stati i soggetti più penalizzati dal percorso di risanamento gestito da Fuortes. E vanno ringraziati per la professionalità. E vanno inoltre pagati i fornitori di servizi senza eccessivi ritardi».In merito alle ipotesi di privatizzazione, la Lega è contraria: «Esprimiamo fortissime riserve. Lo Stato, con il Fus, stanzia ogni anno per la Fondazione oltre 11 milioni che con i contributi della Regione diventano 12. Con la privatizzazione queste risorse verrebbero meno. Verona e la cultura veronese può permetterselo? Crediamo di no».Il Carroccio si dice invece «favorevole al coinvolgimento più convinto e sostenibile da un punto di vista imprenditoriale dei privati. Siamo inoltre contrari all'ipotesi di cancellare la stagione lirica invernale al Filarmonico. Siamo favorevoli a creare una sinergia tra i vari teatri del Triveneto per valorizzare l'offerta artistica dell'Arena».Arena Extra? «La gestione va rivista completamente e così quella del museo Amo, a Palazzo Forti. E poi un canone di affitto dell'Arena di 40mila euro a spettacolo extralirico è per certi spettacoli irrisorio tenendo conto dei costi di cui si fa carico la Fondazione per disallestire e allestire le scenografie della lirica. «Meglio dunque concentrare i concerti prima e dopo la stagione lirica, per evitare che si spendano tutti questi soldi inutilmente».

Enrico Giardini



Arena: i soldi della Bray solo nella primavera 2017 Fuortes, ipotesi altri 6 mesi
martedì 11 ottobre 2016

VERONA Giorni decisivi per il futuro di Fondazione Arena. Sabato 15 ottobre, il commissario Carlo Fuortes concluderà il proprio mandato ai vertici di via Roma, ma non è detto che sia destinato a lasciare gli uffici del sovrintendenza. Si fa sempre più concreta, infatti, la possibilità di una prosecuzione del suo impegno a Verona, come anticipato domenica dal Corriere, almeno fino al termine dell’iter che porterà Fondazione Arena tra le beneficiarie della Legge Bray. Come già anticipato, i tempi ministeriali di verifica della domanda per la Bray e della sostenibilità del piano economico presentato dall’Arena richiederanno ancora almeno un mese e, quindi, la persona più indicata per seguire l’intero processo continua a essere Fuortes. Anche perché, il commissario, lo scorso aprile, era stato nominato con due precisi compiti: realizzare il festival lirico estivo e guidare l’Arena nel porto sicuro della Bray. Il primo obiettivo è stato raggiunto, il secondo, non ancora, ma dovrebbe essere solo questione di tempo. E da Roma, fanno sapere che il via libera definitivo dovrebbe arrivare dopo la metà di novembre.

Comunque, fino al termine della procedura, il commissario Fuortes sembra il candidato numero uno a succedere a se stesso, tenendo conto anche del fatto che l’erogazione dei fondi stanziati dalla Bray non è immediata. Infatti, se si considera l’esperienza del Maggio Fiorentino, che pure era la città amministrata dal premier Renzi, le risorse della Bray, giunsero circa sei mesi dopo l’ammissione del teatro ai benefici della legge. Quindi, ipotizzando che il via libera per l’Arena giunga a novembre, i 10 milioni di euro già stanziati potrebbero arrivare all’inizio della prossima primavera. Questo dovrebbe essere il nuovo limite temporale del secondo mandato di Fuortes, tenendo conto che, normalmente, un commissariamento non dura meno di sei mesi. Ma questa scelta del ministero della Cultura, con le elezioni amministrative in primavera, di fatto porrebbe fine anche alla questione della nomina del nuovo sovrintendente. Va ricordato, poi, che i soldi della Bray sarebbero impegnato per abbattere il debito nei confronti di creditori e fornitori, ma non saranno alternativo al Fondo Unico per lo Spettacolo che, quindi, dovrebbe essere accreditato normalmente nelle casse della Fondazione. Nonostante la crisi di liquidità, quindi, gli stipendi dei lavoratori non sembrano essere a rischio.Tuttavia, questo mandato bis di Fuortes qualche novità è destinato a portarla. Con il commissario impegnato a seguire l’iter e i soldi della Bray tra i ministeri romani, il direttore operativo di Fondazione Arena, Francesca Tartarotti otterrebbe deleghe maggiori nella gestione del teatro. Di fatto, sarebbe affidata a lei la conduzione. Non quella artistica però. Su questo fronte, pare che l’attuale direttore artistico Paolo Gavazzeni, il cui contratto scade proprio sabato prossimo, non vedrà rinnovato il proprio sodalizio con l’Arena. Le ipotesi per la sostituzione del ruolo sembrano essere interne: o un interim nelle mani dello stesso Fuortes o un passaggio di consegne al vice direttore artistico Giampiero Sobrino.

Sul tavolo, tuttavia, rimane anche la questione del corpo di ballo che il piano Fuortes vorrebbe escluso dagli scenari futuri dell’Arena. Domani, organizzazioni sindacali e ballerini si riuniranno in assemblea per verificare la situazione, dopo che l’Arena ha aperto la procedura di mobilità. Venerdì, invece, le parti sociali sono state convocate da Fuortes, ma l’incontro pare destinato a saltare visti precedenti impegni assunti dai sindacati per la stessa giornata.
Samuele Nottegar 

Lega Nord: «No alla privatizzazione E il rilancio non va affidato a chi voleva la liquidazione coatta»

VERONA No alla privatizzazione, che toglierebbe 12 milioni di finanziamento pubblico all’Arena. E no alla stagionalizzazione, mantenendo invece intatto il cartellone del Filarmonico. Queste le proposte della Lega Nord sul futuro della Fondazione Arena, presentate da Paolo Paternoster e Paolo Tosato assieme ad Alberto Zelger della Lista Zaia.
La Lega ha inoltre chiesto che sia confermato il commissariamento fino all’insediamento della nuova giunta comunale, nel 2017 perché «non si può affidare il rilancio – ha detto Tosato - a chi ha deliberato la liquidazione coatta».

I due leader leghisti hanno affermato che «Arena Extra ha una gestione fallimentare e poco trasparente, ed è una follia accontentarsi di 40mila euro d’affitto per una serata rock o pop, cifra irrisoria in quel mondo, costringendo inoltre la Fondazione a spese altissime per ogni disinstallazione e reinstallazione delle scenografie operistiche».

Paternoster ha sottolineato che «quando si è insediato Girondini i debiti erano per 13 milioni, adesso sono il doppio: è vero che sono calati i finanziamenti pubblici, ma si sarebbe dovuto razionalizzare la spesa, cosa mai fatta! E intanto – ha aggiunto il segretario del Carroccio – le casse della Fondazione sono in grave crisi di liquidità, con molti fornitori sull’orlo del fallimento perché non vengono pagati da moltissimi mesi». Quanto alle ipotesi di privatizzazione, la Lega ricorda che «lo Stato, con il Fus, stanzia ogni anno per la Fondazione oltre 11 milioni di euro che coi contributi della Regione diventano 12, e con la privatizzazione queste risorse verrebbero meno: Verona e la cultura veronese possono permetterselo? Noi crediamo di no». L.A

1 commento:

  1. Scusate, ma come si fa a pensare di lasciare il teatro in mano a due persone che il commissario Fuertes avrebbe dovuto cacciare via insieme a tutto lo staf dirigente. Ma siamo veramente impaziti in questa citta? Si rimane senza parole.
    un cittadino veronese

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