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mercoledì 12 ottobre 2016

Il Corpo di Ballo della Fondazione Arena rischia di scomparire per sempre. Epilogo di una morte annunciata.

Quello che oggi sta accadendo al Corpo di Ballo della Fondazione Arena di Verona ha radici lontane. Risulta essere difatti l'epilogo inevitabile di un percorso iniziato già diversi anni fa, quando i ballerini, ravvisati i primi e preoccupanti segnali, avevano denunciato una situazione che, se non adeguatamente contrastata, avrebbe portato alla scomparsa del settore.

La volontà della dirigenza della Fondazione Arena di portare alla dismissione il settore ballo trova i suoi presupposti già nel 2009, primi anni dell'amministrazione cittadina di Tosi e della sovrintendenza di Girondini. Già allora i sindacati avevano denunciato questa volontà, pur non contrastandola adeguatamente. Vuoi la scusa dell'età pensionabile troppo alta dei tersicorei, poi in seguito rivista in basso, vuoi l'alibi del blocco alle assunzioni imposto dal governo, negli anni il settore non ha mai avuto possibilità di compensare il tourn-over dei pensionamenti. Anche nel 2009, quando la Fondazione aveva la possibilità di assumere, il corpo di ballo veniva comunque lasciato fuori dalla previsione di assunzioni.

Una immagine della protesta del 2009, quando i ballerini avevano già denunciato
una situazione di pericolo per la scomparsa del loro settore.


Così come previsto dagli stessi tersicorei, quando per effetto dell'abbassamento dell'età pensionabile il 70% dei  componenti del corpo di ballo sono stati messi a riposo per raggiunti limiti d'età, e a causa della mancata copertura dei posti lasciati scoperti dai pensionamenti con nuove assunzioni, tale situazione ridotto il settore ad un numerico estremamente ridotto, ponendolo così in serio rischio di sopravvivenza.

Di seguito riportiamo gli articoli dell'epoca, a testimonianza di come  quello che sta oggi avvenendo alla Fondazione Arena sia un "omicidio" premeditato e pianificato negli anni.

Rileggere questi articoli che risalgono al 2009, fa molto riflettere su quanto poco sia stato fatto in tutti questi anni per tutelare ed assicurare la sopravvivenza del Corpo di Ballo della Fondazione Arena, e per evitare di arrivare alla situazione che oggi conosciamo, i cui presupposti erano stati ben denunciati dagli stessi ballerini già allora.

Singolare è evidenziare come, dopo aver ridotto quasi all'estinzione il settore per dichiararne l'inutilità di investimenti per un corpo di ballo di soli nove elementi ancora nel dicembre scorso, la Fondazione Arena abbia deciso di sopprimere il balletto quando per effetto delle sentenze del maggio scorso il settore tornava a poter contare su di un organico di 22 ballerini, 22 dipendenti che oggi rischiano il licenziamento per l'apertura di una procedura di mobilità secondo L.223/1991 motivata dall'impossibilità del loro impiego a causa della mancanza di una programmazione di balletto dalla stessa dirigenza di Fondazione opportunamente cancellata.

(Di fianco la grafica stampata sulle t-shirt che i componenti del Corpo di Ballo della Fondazione Arena avevano fatto confezionare in occasione delle manifestazioni del 2009, quando il settore protestava contro segnali di chiara volontà da parte del teatro di portare all'estinzione del settore lasciandolo morire a causa dell'imminente messa a riposo della maggior parte dei suoi componenti e la loro mancata sostituzione con nuove assunzioni).


di seguito la rassegna stampa del 2009:


Galà in onore di Placido Domingo
Corpo di ballo minaccia lo sciopero

da "L'Arena" - 21 luglio 2009

Verona. Ad agitare le acque e a far minacciare l'astensione dal lavoro del corpo di ballo proprio nella serata di venerdì 24 dedicata a Domingo, c'è la mancata assunzione dei ballerini, esclusi dai 29 posti messi a concorso per coprire posti vacanti. I sindacati, Cgil, Cisl, Uil e Cisal, temono all'unanimità che dietro questa scelta vi sia la volontà di far estinguere l'intero corpo di ballo areniano.

E nel frattempo in Regione ottiene l’ok della prima commissione Bilancio e affari istituzionali uno stanziamento straordinario di un milione di euro per la Fondazione Arena e di un altro milione per la Fenice di Venezia: la settimana prossima ci sarà la discussione dell’emendamento in aula.


Un corteo prima del Galà

da "L'Arena" - 23 luglio 2016

Verona. Il Galà della lirica con Placido Domingo che si svolgerà domani in Arena sarà preceduto da una manifestazione di protesta, come quelle già svoltesi in altre città come Roma e Napoli, contro i tagli del governo al Fondo unico dello spettacolo che colpirebbero in particolare i corpi di ballo. E saranno soprattutto i ballerini della Fondazione Arena, ieri riunitisi in assemblea con le rappresentanze sindacali, i protagonisti del corteo che si svolgerà dalle 19 alle 20,30 da via Roma a piazza Bra. I manifestanti distribuiranno volantini alle entrate del teatro prima dello spettacolo. «Lo stato di agitazione continua e non escludiamo che in futuro si possa arrivare allo sciopero», fa sapere Maurizio Azzalin della Cgil, «perché il rischio di una chiusura del corpo di ballo è reale».

Oggi a Venezia, intanto, il Consiglio regionale comincia l'esame della delibera di assestamento di bilancio e degli emendamenti, tra i quali quello che reintroduce i 900mila euro di contributo stratordinario per la Fondazione Arena. Risorse, fa sapere il sovrintendente Francesco Girondini, «indispensabili in momenti di crisi come questo».

Girondini, con una nota, interviene anche sulla protesta degli artisti. «In un momento di grave difficoltà che colpisce il settore dello spettacolo», fa sapere il sovrintendente, «la Fondazione Arena ha chiesto al Ministero l'autorizzazione a bandire concorsi per 29 assunzioni a tempo indeterminato. Di tale richiesta, il cui accoglimento non è scontato, è stata data informazione preventiva alle organizzazioni sindacali il 19 gennaio scorso dall'allora commissario Salvatore Nastasi». E aggiunge: «La ripresa delle assunzioni, dopo alcuni anni di blocco imposto per legge in conseguenza dell'elevato deficit accumulato nel periodo 2002-2007, è un fatto positivo, specie alla luce di una situazione di perdite di esercizio pari a 16 milioni 986mila euro, solo parzialmente ripianato che aveva persino creato, nel febbraio 2008, difficoltà a erogare gli stipendi al personale. L'assunzione in organico di 29 unità», continua Girondini, «produrrà un ulteriore costo annuo di circa 800mila euro, vale a dire la cifra massima sostenibile attualmente, ma ciò non pregiudica, in caso di miglioramento dei risultati economici, la possibilità di chiedere ulteriori nuove assunzioni». E conclude: «Stupisce che nella difficile situazione attuale susciti proteste o polemiche la copertura di 29 posti di lavoro a tempo indeterminato che rappresentano il 9 per cento dell'organico attuale».

Con un comunicato, infine, la Cisl provinciale si dissocia dalla linea dura delle altre sigle sindacali. «Grazie a un'attenta gestione economica, mirata al contenimento dei costi e grazie a un atteggiamento responsabile dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali», si legge nella nota, «oggi stiamo discutendo di nuove assunzioni che confermano, come sollecitato dal sindacato, l'intenzione di riconfermare l'attività artistica della Fondazione tutto l'anno».

Pur sottolineando «con soddisfazione il raggiungimento di tale obiettivo», la Cisl si dice «ancora fortemente impegnata nel garantire che la Fondazione Arena si rilanci con tutti i suoi settori, compreso il Corpo di ballo. Anche se, per sfatare l'idea che si voglia azzerare il corpo di ballo», aggiunge la nota, «è stata confermata nella programmazione artistica l'attività di balletto».

fonte: http://www.larena.it/home/un-corteo-prima-del-gal-agrave-1.2641443


«Aida» accompagna la protesta

da "L'Arena" - 25 luglio 2009

Doveva essere un simbolico «funerale», con tanto di finta bara, del corpo di ballo della Fondazione Arena. Ma la voglia di vivere ha avuto la meglio anche ieri in piazza Bra e i ballerini in «lutto» per la «morte annunciata del corpo di ballo di Verona» hanno infine sostituito le note cupe della marcia funebre con quelle della marcia trionfale dell'Aida. Indossando gli abiti di scena, le scarpette legate al collo, ballerine e ballerini hanno improvvisato uno spettacolo per gli stupiti passanti che si sono fermati ad applaudire.

Prima dell'attesissimo Galà in Arena con Placido Domingo, l'intero corpo di ballo ha inscenato una clamorosa protesta contro la dirigenza della Fondazione scaligera e i tagli governativi al Fus, il Fondo unico dello spettacolo declinato nei manifesti «Forse ultimo spettacolo». In Bra c'erano anche rappresentanti del coro, dell'orchestra e dei macchinisti. Il corteo, un centinaio i partecipanti, ha percorso tutta la Bra e dopo una sosta sulla scalinata di Palazzo Barbieri, i partecipanti si sono fermati davanti alla Gran Guardia intervallando interventi di denuncia e improvvisati passi di danza. Al centro una bara di cartone dipinta di nero: «Qui giace il corpo di ballo dell'Arena di Verona. Ne decretano il decesso la dirigenza tutta della Fondazione e il governo italiano».

I manifestanti hanno distribuito un volantino, tradotto anche in inglese. «Come a Torino, Bologna, Venezia e Catania ora anche a Verona. Oggi il corpo di ballo domani coro e orchestra. Diciamo no al massacro della cultura».
A spiegare le ragioni della protesta è Giovanni Patti, primo ballerino. «È in atto una stabilizzazione di 29 persone, ma di nessun tersicoreo. Perché? Ci dicono che si sta aspettando la informa pensionistica. Il nostro corpo di ballo ha un'età avanzata e se passa il disegno che abbassa l'età pensionabile, degli attuali 23 ballerini ne rimarranno cinque o sei, come è avvenuto a Trieste. Ciò significa la morte di questo settore poiché non crediamo che si voglia fare un concorso per rimpiazzare chi sarà messo a riposo. Ma così», esclama, «saranno spezzate anche le speranze di tanti ragazzi che sognano di diventare le Carla Fracci o i Roberto Bolle del futuro, le scuole di danza chiuderanno e sarà la fine di una grande tradizione culturale».

Attualmente i ballerini vanno in pensione a 52 anni e le donne a 47. Con la riforma l'età si abbasserebbe a 47 per gli uomini e a 40 per le donne. I ballerini stabili dell'Arena, 23, sono sette in meno dell'organico previsto. Durante la stagione estiva il corpo di ballo, grazie all'apporto di artisti aggiunti, passa a 60.
Di «disgrazia» parla la spagnola Amaya Ugarteche, prima ballerina, a Verona da nove anni. «Questa città ama il nostro corpo di ballo e ama la danza, che è nata in Italia. Senza una realtà stabile non ci sarà più crescita artistica, sarebbe una vera disgrazia che un patrimonio così bello e importante andasse perduto». E.S.


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