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domenica 18 settembre 2016

"Teatro Romano, no Tocatì si galà privato: dal dramma alla farsa" - da Vvox.it


«Teatro Romano, no Tocatì sì galà privato: dal dramma alla farsa»

16 settembre 2016 - E’ recente la notizia della scelta del sindaco di Verona, Flavio Tosi, di dare in concessione il Teatro Romano ad una festa privata che lo trasformerà in una pista del ghiaccio piuttosto che concederla ad una manifestazione pubblica contro il gioco d’azzardo organizzata dal Tocatì, festival dei giochi di strada. Come spiega Repubblica, entrambi gli eventi si svolgevano lo stesso giorno e il teatro non poteva dividersi in due. Così l’ambita location va alla festa privata organizzata dalla Ditta Antolini Luigi &C Spa mentre il Tocatì farà la sua convention alla Sala della Gran Guardia.

E’ intervenuto sulla questione anche il Partito Democratico veronese: «mentre il Sindaco Tosi si sbizzarrisce in cifre (prendere in concessione il Teatro Romano di Verona per una settimana costerebbe 23 mila euro, al giorno meno dell’Autoditorium della Gran Guardia) dalle carte disponibili emergono ulteriori dubbi sullo svolgimento della festa privata sul ghiaccio al Teatro Romano. In una nuova relazione datata 12 agosto 2016 ma venuta alla luce solo ieri con una nuova decisione di giunta – spiega il capogruppo Pd Michele Bertucco – gli uffici comunali ribadiscono che lo smontaggio degli allestimenti confligge irrimediabilmente con gli accessi al Museo Archeologico e che non sono ipotizzabili percorsi alternativi, dunque il Museo Archeologico dovrà rimanere chiuso. Fanno inoltre notare che ai sensi del Codice del Paesaggio i musei debbono essere considerati servizi pubblici essenziali a tutti gli effetti il che, ad esempio, limita fortemente il diritto di sciopero, vuoi che non limiti lo svolgimento di una festa privata?»


«Farsesca la risposta della giunta, la quale rimette agli organizzatori l’onere di individuare le modalità e gli eventuali percorsi alternativi in modo da garantire la visitabilità del Museo Archeologico. Se le cose stanno così siamo difronte ad una manica di irresponsabili patentati – conclude Bertucco – e diventa urgentissimo stendere un regolamento per l’uso dei monumenti partendo dalle competenze delle commissioni di vigilanza esistenti (Musei d’Arte, Biblioteca Civica, Museo di Storia Naturale)». Aggiunge la consigliera Pd Elisa La Paglia: «Il vero dramma in questa vicenda è trovare il cartellone del Teatro Romano così povero a settembre, malgrado gli allestimenti ancora montati. E un assessore alla Cultura, che dovrebbe preoccuparsi di riempire di contenuti il patrimonio cittadino, impegnato invece a promuovere iniziative fuori contesto. Non solo: nel fare questo, sfratta dal Teatro Romano l’iniziativa del Tocatì contro le ludopatie che da sola, visti gli ospiti invitati, avrebbe riempito il teatro e non solo. Ben vengano i soldi dei privati, anche in iniziative una tantum, ma sempre in presenza di una cornice di programmazione culturale. E i soldi non bastano nemmeno ad affrontare i costi della manutenzione ordinaria del monumento».

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