Post più popolari ultima settimana

domenica 18 settembre 2016

Rassegna Stampa - Corriere di Verona 17 settembre 2016


Nuova grana per l’Arena Agsm «insoddisfatta» minaccia di tagliare i fondi
A rischio i finanziamenti dell’azienda per l’anno prossimo
Venturi: non c’è ritorno d’immagine, bisogna ridiscuterne

sabato 17 settembre 2016

VERONA Piove sul bagnato. O forse sarebbe neglio dire, si fa ancora più secco il deserto. Due metafore per descrivere la situazione finanziaria della Fondazione lirica Arena di Verona. Si avvicina inesorabilmente il momento dell’addio del commissario straordinario Carlo Fuortes. E le casse areniane, messe provvisoriamente al sicuro, finora, grazie a tagli, sacrifici, lacrime e sangue, rischiano di essere ulteriormente prosciugate dal venir meno dei contributi straordinari che hanno pompato ossigeno negli ultimi anni, ma potrebbero non farlo più in futuro.
Vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi del pericolo di uno stop ai finanziamenti da parte della Camera di Commercio, anche a causa della legge Madia sulle pubbliche amministrazioni. Ma ecco che già s’intravede all’orizzonte un’altra nuvola. Nerissima. È infatti decisamente in forse il finanziamento alla Fondazione da parte di Agsm. Come si ricorderà, l’azienda di lungadige Galtarossa aveva concordato di erogare 7 milioni e mezzo nell’arco di tre anni, a partire dal 2015. Una fetta di quel contributo è arrivata. Ma il saldo (2017, con appendice unificata al 2018) non è affatto sicuro. L’Agsm ha fatto sapere che, prima di rimettere nei propri bilanci la cifra restante, sarà meglio ridiscutere un po’ tutto.
E il presidente dell’azienda multiservizi, Fabio Venturi, lo conferma senza remore. «È vero – ci spiega Venturi – che abbiamo chiesto ai vertici della Fondazione lirica di fare insieme una valutazione complessiva di come sono andate le cose finora». E dal suo punto di vista, non è che le cose siano andate benissimo. Anzi. «Non nascondo – ci spiega - che la nostra impressione è che il nostro contributo finanziario alla Fondazione, decisamente impegnativo visto che parliamo di 7 milioni e mezzo, venga dato quasi per scontato. Ma così non è. Agsm fa un investimento serio, ma rispetto a quanto dà, non mi pare riceva in cambio altrettanto, in termini di visibilità, di ritorno d’immagine, di collaborazione fattiva affinchè la soddisfazione sia reciproca». Un mugugno che era stato in parte anticipato dallo stesso presidente già prima dell’avvìo della stagione estiva 2016, ma che adesso sembra avere tracimato. «In base a queste considerazioni - spiega Venturi - visto che noi dobbiamo seguire anche una logica aziendale e commerciale, oltre che ovviamente aiutare la città in una delle sue espressioni più importanti, abbiamo fatto sapere ai vertici della Fondazione che intendiamo ridiscutere la questione, senza volontà di rottura, anzi, ma senza remore d’alcun tipo».
Perché proprio adesso? «Perché – risponde il presidente di Agsm - il 15 settembre scadeva il termine che avevamo per una decisione in materia. Per il 2016 abbiamo regolarmente provveduto all’erogazione di quanto previsto, ma per il 2017 (che andrà assieme al 2018) chiediamo di fare un ragionamento serio e complessivo».

Un eventuale stop agli «aiuti» di Agsm sarebbe un colpo durissimo per l’Arena. Durissimo, ma non del tutto imprevisto. Dopo il commissariamento e soprattutto dopo il no dei lavoratori al referendum sull’accordo proposto dal vecchio Consiglio d’Indirizzo, lo stesso sindaco Flavio Tosi aveva fatto sapere che la «spinta propulsiva» del Comune non avrebbe dovuto essere considerata una cosa scontata. La Camera di Commercio, come vi abbiamo detto nei giorni scorsi, ha assunto una posizione molto simile. Fondazione Cariverona sembra anch’essa abbastanza titubante. E dei contributi di Banco Popolare e Cattolica (che parevano assicurati dopo un vertice a Palazzo Barbieri di alcuni mesi fa) si sono perse le tracce. Quel che invece di preciso si sa è che la stagione lirica ha portato un incasso di 22 milioni. Ma altrettanto preciso, ahinoi, è l’elenco dei debiti, che al 31 dicembre dello scorso anno ammontavano a 28,6 milioni di euro, con una forte esposizione verso fornitori e artisti. E se in riva all’Adige si chiudono i rubinetti...

Riesplode il caso della pista di ghiaccio Ventimila euro per la serata al Romano
Il sindaco rivela il prezzo pagato dalla Antolini spa per lo show privato al teatro, ma montano le polemiche
E spunta un altro parere negativo di un dirigente comunale: «L’accesso al museo non è stato garantito»

sabato 17 settembre 2016

VERONA Normale affitto di uno spazio pubblico o profanazione? La concessione il 29 prossimo del Teatro Romano alla Marmi Antolini per una serata-spettacolo (privata) di pattinaggio sul ghiaccio sta provocando polemiche sempre più feroci. Anche sul prezzo della serata. Il Pd ha chiesto conto di quanto pagherà Antolini spa(«Non vorrei – ha tuonato Bertucco – che la concessione fosse gratuita, come avvenuto purtroppo per Pintus e il Festivalshow in Arena»). Da palazzo Barbieri si replica che il Comune incasserà 19.215 euro. E dagli uffici si fa sapere che normalmente il Romano viene concesso a privati al costo di 3.500 euro a sera (più Iva al 22%) o a 1.500 se la serata è per beneficenza. Il Teatro costerà inoltre all’Antolini 4.500 euro per gli allestimenti, 2.700 per gli impianti elettrici e duemila per la sicurezza.
Ma la polemica non si placa. Rispondendo alle critiche di questi giorni, anche su testate nazionali, il sindaco Tosi replica: «Chi ci attacca è l’unico sulla terra a non essersi accorto che già da 5 anni all’Arena (il grande anfiteatro romano) è andato in scena Opera On Ice (spettacolo di pattinaggio con un terzo della platea trasformato in pista di ghiaccio). E l’Arena è ancora lì, intatta, priva di sfregi e più conosciuta al mondo di prima».
C’è però dell’altro. Ovvero lo sfratto, a causa dello show al Romano, di uno degli eventi più rilevanti nell’ambito del Tocatì: l’incontro-dibattito sul gioco d’azzardo (con Gianantonio Stella, Gianni Rivera, Aldo Giovanni e Giacomo) dirottato domani in Gran Guardia. Il sindaco ricorda che «Tocatì ha presentato quasi un anno fa la sua richiesta degli spazi, comprendendo il Teatro Romano per un evento non specificato. Poi fu chiesto l’utilizzo per il galà sul ghiaccio, a pagamento. Fu proposto al Tocatì, senza che noi fossimo a conoscenza dei contenuti dell’iniziativa, lo spostamento alla Gran Guardia. Quindi la manifestazione contro la ludopatia si farà, mentre il Comune incasserà 19.215 euro».
Il Comune aveva in un primo tempo negato il teatro perché la Antolini chiedeva una chiusura temporanea del museo archeologico. Poi questa richiesta sparì, la soprintendenza diede il via libera e il permesso arrivò. Ma ecco un’altra grana: gli uffici, con il dirigente Stefano Molon, in questi giorni hanno ribadito che quell’accesso è impossibile da garantire mentre l’apertura di un museo è un «servizio pubblico essenziale». Replica di Tosi: «La Antolini sa che l’apertura del Museo è essenziale: le modalità per garantirla le trovi l’azienda». Una novità che moltiplica le polemiche. Michele Bertucco (Pd) giudica «farsesca» quest’ultima risposta del sindaco. Ed Elisa La Paglia (rispondendo a chi ha ricordato come nella Firenze di Renzi sia stato concesso a privati il Ponte Vecchio) spiega che quello era l’evento di una sola serata, e che l’importo pagato era ben più alto. Il Comitato Opera Nostra ha intanto indetto un sit in di protesta al Ponte Pietra per venerdì 30 alle 19.30. Michele Croce di Verona Pulita si dice rattristato perché «oggi a Verona tutto ha un prezzo e basta pagare per poter fare tutto». Dal fronte opposto il tosiano Salvatore Papadia ribatte che «qualcuno deve spiegare a qualche Gufo veronese che la Gran Guardia è il salotto buono della città, e metterla a disposizione per un argomento come quello sul gioco d’azzardo è segno di rispetto per il grande valore del tema». Dal Comitato del Tocatì, infine, Giuseppe Giacon conferma che «il Comune non era nemmeno a conoscenza dell’evento che volevamo organizzare al Romano. Solo quando ci è stato negato il Romano, abbiamo detto che serviva per l’incontro contro l’azzardopatia e ci è stata messa a disposizione la Gran Guardia, con nostra soddisfazione». L.A.

Nessun commento:

Posta un commento