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domenica 18 settembre 2016

Rassegna Stampa - Corriere di Verona 15 - 16 settembre 2016 - Il delirio di Mister CALZEDONIA!!


Dopo l’Arena coperta l’altro sogno di Veronesi «Una Fondazione lirica privata al 100 per cento»
Mr Calzedonia attacca: «Deleterio l’intervento pubblico»
Gli 81 progetti per il concorso di idee: «Ora si va avanti»

giovedì 15 settembre 2016

VILLAFRANCA «Sì, sono un privatista convinto. E penso a una Fondazione Arena non privatizzata pro forma, della serie che dietro ci sarebbero sempre Regione e Comune, bensì privata privata, nella logica di qualcuno che ci mette i soldi e deve guadagnare».
Sede aziendale di Calzedonia, a Dossobuono, frazione di Villafranca. L’appuntamento, ieri mattina, è con la presentazione della nuova collezione autunno-inverno 2016-17 di Falconeri, brand entrato nella famiglia di Calzedonia, e all’appuntamento c’è ovviamente Sandro Veronesi, lui che del gruppo Calzedonia è presidente e fondatore. Da anni tra i principali sponsor areniani, artefice di quell’Intimissimi On Ice ch’è spettacolo di musica e danza sul ghiaccio nella cornice dell’anfiteatro di Piazza Bra, Veronesi comincia da lì. Dalla Fondazione Arena e dal suo momento travagliato. Perché il tema è caldo e in più c’è la notizia recente degli 81 progetti per la copertura arrivati sul tavolo del Comune, sullo sfondo i 100mila euro con cui Veronesi ha finanziato il concorso d’idee. Dice, Veronesi: «Penso che la Fondazione dovrebbe essere gestita da un privato, che faccia cose belle ai costi giusti, e vada incontro a quel che piace agli spettatori. Ne avremmo tutti da guadagnare. Viceversa l’intervento pubblico, in queste cose, è deleterio. Per questo una Fondazione Arena privatizzata dovrebbe esserlo al 100 per cento». È l’idea di Veronesi. Imprenditore di successo, amico del festival lirico («anche se quest’anno non sono riuscito ad andarci, ma ci andrò la prossima stagione») e, come detto, finanziatore del concorso d’idee per coprire l’Arena. «Gli 81 progetti arrivati sono tanti - commenta lui - poi bisogna vedere cosa c’è dentro, chiaramente, e io, sul piano tecnico, non ho ancora avuto modo di approfondire. Però si sta andando avanti, e questo è positivo. Per il resto lo sappiamo bene: in Italia ci sono tanti conservatori che non vogliono fare nulla. Ma ci sono anche tante persone consapevoli che si può fare qualcosa di nuovo rispettando e preservando i nostri luoghi e monumenti storici». È, questo, anche il pensiero del sindaco, Flavio Tosi, che ieri, quasi in contemporanea con Veronesi, rifletteva: «Quest’amministrazione e Veronesi si sono trovati d’accordo sulla necessità di fare qualcosa. È vero che il tutto avrà un impatto notevolissimo. Ma credo ci sia abbastanza sensibilità per capire che un monumento va difeso anche più della necessità di salvare gli spettacoli: quella difesa è il primo scopo, e quest’anno spendiamo 14 milioni in restauro, con la pioggia primo e principale nemico. Un intervento del genere - prosegue Tosi - è anche nelle corde del governo. E se dal concorso d’idee emerge una soluzione valida, con l’okay di Sovrintendenza e governo, a quel punto sarà giusto coinvolgere i cittadini veronesi». Intanto, Veronesi si concentra sulla nuova edizione di Intimissimi On Ice, 7 e 8 ottobre: «Sarà spettacolare. Penso anche alla presenza di Andrea Bocelli, che ci ha dato pure suggerimenti utili. I biglietti vanno a ruba. E tutti quelli che vedono lo spettacolo, poi, tornano anche l’anno dopo».

Matteo Sorio


La sfida di Mr Calzedonia sull’Arena privatizzata piace anche al Pd (renziano)

venerdì 16 settembre 2016

VERONA «L’Arena al 100% privata» ha lanciato la sfida Sandro Veronesi, presidente del gruppo Calzedonia. Una prova, per un imprenditore che ne ha superate tante, apparentemente impossibile, ma di cui mister Calzedonia appare profondamente convinto: «Una Fondazione Arena – ha chiarito – non privatizzata pro forma, della serie che dietro ci sarebbero sempre Regione e Comune, bensì privata privata, nella logica di qualcuno che ci mette i soldi e deve guadagnare».
Lo slancio ha, com’è naturale, colto il favore di Giuseppe Manni, presidente dell’omonimo gruppo industriale, che assieme agli avvocati Lamberto Lambertini e Giovanni Maccagnani, da mesi sta lavorando a un progetto che introduca una gestione più privatistica della Fondazione: meno costi e maggiori entrate concentrando, per tre anni, l’intera attività del teatro sul festival lirico estivo. «Avevamo avuto l’occasione – racconta Manni – di confrontarci sulla nostra proposta con il presidente Veronesi e mi fa piacere che abbia sviluppato questa idea. Ogni contributo è importante per il confronto e per creare un pensiero condiviso. Noi, ad ottobre, organizzeremo un convegno nel quale illustreremo il nostro progetto e lo consegneremo alla città e ai politici che verranno». E se era ipotizzabile che la proposta di Veronesi trovasse l’appoggio di Manni, era meno probabile, invece, che trovasse sponda nella fila del Pd, in particolare da parte di Orietta Salemi, esperta di teatro, segretario del Pd cittadino, consigliere regionale e renziana di ferro. Salemi non chiude le porte all’idea, ma la rilancia alla città: «Sandro Veronesi lancia la sfida con una sollecitazione che può suonare come ai limiti dello sfrontato… Tuttavia finalmente si crea un’occasione per affrontare un dibattito non più procrastinabile: la presenza del privato nella gestione delle imprese culturali e dello spettacolo». Per chiarire meglio il suo pensiero, precisa: «Un’Arena al 100% privata è un azzardo per la storia di Enti lirici e di teatri di tradizione perché ritengo non si possa escludere un ruolo di responsabilità politica del Pubblico. Tuttavia è una sfida che l’imprenditoria veronese deve raccogliere, perché i segnali sono già arrivati anche da altri soggetti, ed è un’azione di disponibilità coraggiosa che la politica deve fare propria. Gli imprenditori stanno, nei fatti, riempiendo il vuoto d’iniziativa di un’amministrazione che non è stata capace di andare oltre le macerie di Fondazione». E qui, Salemi invoca il coinvolgimento della città: «Il Comune, nel suo ruolo di presidenza, deve saper cogliere questa provocazione. Se si vuole salvare Fondazione serve saper coniugare l’innovazione con il rispetto della sua storia, nella consapevolezza che il teatro e lo spettacolo sono un bene da non lasciar deperire e per farlo serve sempre nuova linfa, fosse anche quella di proposte audaci e un po’ provocatorie come quella di Veronesi». Naturale che la proposta di Veronesi non possa piacere a tutti e così, Dario Carbone, segretario provinciale Fials, chiarisce: «Non scherziamo, è evidente che la proposta di un’Arena privata non è in nessun modo percorribile. Io credo che la Cultura non debba essere privatizzata, ma debba essere tutelata e promossa dal Paese e dalla nazione, non affidata a uno o più privati. Non è un bene a disposizione di una persona, ma dello Stato perché altrimenti, con la stessa logica, possiamo vendere il Colosseo».
Samuele Nottegar

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