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lunedì 26 settembre 2016

Rassegna Stampa - 23 settembre 2016


È già scontro sul «dopo Fuortes» I rivali di Tosi: non sia lui a scegliere
Il sindaco auspica di nominare il nuovo sovrintendente. Pd e Fi: ancora commissario

venerdì 23 settembre 2016

VERONA Oggi pomeriggio, le organizzazioni sindacali incontreranno Carlo Fuortes, in quella che potrebbe essere la sua ultima presenza a Verona nelle vesti di commissario di Fondazione Arena. Con il mandato in scadenza a metà ottobre e la conferma di non essere disponibile a traghettare la Fondazione fino alle elezioni comunali del prossimo anno, in questi giorni, si è aperta ufficialmente la corsa alla sua successione.

Al sindaco Flavio Tosi, che è anche presidente di Fondazione Arena, spetta il compito di indicare il nome del futuro sovrintendente; al ministro della Cultura Dario Franceschini quello di accettare la proposta. Come già anticipato da Tosi, il nome non potrà che essere condiviso al netto anche dei «messaggi» che il sindaco ha inviato a Roma. Rientrano tra questi, secondo la parlamentare veronese del Pd Alessia Rotta, il «balletto» di Agsm, società controllata dal Comune, che prima ha promesso e poi messo in forse i contributi a favore dell’Arena. Anche Rotta ha ribadito come la nomina del successore debba essere condivisa. Per quanto riguarda l’identikit del successore di Fuortes, va detto che parte della politica, ma anche del mondo economico, ad esempio il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello, preferirebbe la prosecuzione dell’esperienza commissariale. A questa richiesta si unisce anche Orietta Salemi, consigliera regionale e segretario cittadino del Pd: «Il limbo – chiarisce – non è la situazione migliore, ma allo stesso tempo, con la campagna elettorale alle porte, non credo sia opportuno per chi, l’anno prossimo, si troverà a governare la città, partire con la zavorra di scelta non proprie. Credo, invece, che la nuova amministrazione debba poter fare le proprie scelte, assumendosene la responsabilità, senza dover pagare errori pregressi. Per questo, a mio avviso la situazione migliore è la prosecuzione del commissariamento. Se Fuortes non è disponibile, va verificata se questa possibilità è applicabile in altro modo». Secondo Salemi, quindi, va trovata una soluzione che vada in questa direzione: «Noi spingiamo – spiega – perché Roma sia protagonista di questa partita e non rimanga passiva». E anche Stefano Bertacco, senatore di Forza Italia, si dichiara favorevole alla prosecuzione del commissariamento: «La soluzione migliore è dare continuità al processo avviato con il commissario. Si continui su questa strada». E per quanto riguarda il cambio di strategia di Agsm, analizza: «Lo trovo discutibile, perché non si possono mettere in discussione fondi che sono necessari per il piano di risanamento della Fondazione. Non la trova corretta e spero che il ministero intervenga in maniera decisa».


Dal canto loro, i sindacati si preparano a incontrare Fuortes per chiedergli chiarimenti: «Faccio notare – dice Dario Carbone, segretario provinciale Fials – che il commissario è stato nominato per due obiettivi: realizzare il festival e portare la Fondazione in Bray. Ecco, se i tempi sono quelli preventivati, se ne andrà senza aver completato questa seconda parte e noi chiediamo al ministero che ci dia un segnale e garanzie dell’iter intrapreso».
Samuele Nottegar   

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